La crescita di Dragan Bender

October 7, 2017

Dopo la veloce ascesa internazionale di Dragan Bender prima della sua entrata al Draft, il general manager di Phoenix ammette il  bisogno di accelerare il suo sviluppo.

 

 

© Bright Side of the Sun

Quella di Bright Side of the Sun è una redazione dell’Arizona dedicata alla franchigia NBA di Phoenix e in collaborazione con Around the Game da giugno 2017. Questo articolo, scritto da Evan Sidery e tradotto in italiano dalla nostra redazione, è stato pubblicato in data 28 Settembre 2017.

 

 

 

E’ difficile immaginare un 19enne, che compirà i 20 anni a novembre, già pronto per la sua seconda stagione NBA.

 

Questa è la vita di Dragan Bender, che ha già velocemente migliorato il suo gioco a livello internazionale prima ancora di essere scelto durante il Draft 2016.

 

Quello che ha intrigato Phoenix e molti altri osservatori NBA è stata la sua versatilità, inclusa la possibilità di poter diventare un playmaker di 7 piedi (213 cm). La modernità dell’attuale Lega richiede il massimo della duttilità, così come richiede di essere un normale giocatore all’interno delle rotazioni. Proprio queste caratteristiche, più volte mostrate da Bender, sono la ragione che hanno portato il general manager Ryan McDonough a selezionarlo con la quarta scelta assoluta.

 

Tuttavia, come sottolineato da McDonough subito dopo averlo chiamato, Bender è uno dei giocatori più giovani dell’intera NBA ed è ancora inesperto. Questo sarà inevitabilmente un lungo processo per lui, ma i benefici di sbloccare un così grosso potenziale saranno cruciali per i Suns se vorranno puntare al primo titolo della loro storia.

 

Il tema centrale per Bender, soprattutto in vista della sua seconda stagione da sophomore, continua ad essere l’aggressività. Infatti non solo ne ha parlato Mc Donough ma anche coach Earl Watson, che si aspetta di vederlo alzare i ritmi di gioco, soprattutto quando verrà schierato da playmaker.

 

Abbiamo visto una breve anticipazione di cosa aspettarci da Bender durante la Summer League di Las Vegas. Il 19enne croato ha mostrato linee di passaggio uniche ed un’elevata velocità laterale in difesa. Inoltre, in un paio di serate di grazia, ha esibito anche tutta la sua pericolosità dal perimetro, specialmente contro Utah: la sua mano era a dir poco rovente dalla lunga distanza.

 

Quando ho parlato al Media Day con McDonough a proposito della performance ad Eurobasket di Bender, ecco cosa mi ha detto:

 

“Ero in Romania per le partite dei gironi. Penso che Dragan abbia difeso bene. Sotto tanti punti di vista ha mostrato quello che ha fatto per noi l’anno scorso. La sua “lunghezza” e il suo atletismo sono sotto gli occhi di tutti. Non ho guardato le statistiche, ma ha realizzato molte stoppate nei minuti che ha giocato. Se dovessi scommettere, direi che è uno dei migliori per stoppate al minuto. Dal punto di vista offensivo mi sarebbe piaciuto vederlo un po' più aggressivo. La Croazia era una Nazionale abbastanza particolare: correva quasi come una squadra NBA e vantava la presenza di due stelle, Bojan Bogdanovic e Dario Saric, spesso con la palla in mano e padroni degli elevati ritmi di gioco.”

 

“Complessivamente penso abbia giocato bene. Quando hai 19 anni e giochi per la tua Nazionale per la prima volta è un evento importante ed un'occasione unica. Per questo, al di là di tutto, siamo entusiasti dell’esperienza che ha maturato, soprattutto giocando contro la Spagna dei fratelli Gasol e la Russia durante i sedicesimi di finale. Siamo tutti convinti che gli abbia fatto bene.”

 

Una delle difficoltà in più per Dragan è stata saltare alcuni step durante la sua carriera.

Arrivato in Israele a 16 anni, inizia a giocare per il Maccabi Tel Aviv a 18. Questo, in qualche modo, penso abbia rallentato il suo sviluppo. Quest’anno vogliamo essere sicuri di accelerare il suo processo di crescita: ecco perché gli abbiamo fatto giocare la Summer League, prima di andare in Croazia.

 

Ora è più forte e ha a più fiducia. Penso che il più grande cambiamento che vedremo quest'anno saranno le sue doti da playmaker e da passatore, che è quello che gli piace fare. Vede molto bene il campo, perciò avrà molto più spesso la palla in mano. Se catturerà un rimbalzo o una palla rubata sarà incoraggiato a guidare lui stesso la transizione offensiva. Penso, e spero, che diventerà molto bravo a fare questo.

 

Nonostante tutte le competizioni giocate, non ha ancora avuto una chance per poter mostrare a pieno il suo arsenale offensivo, nemmeno con il Maccabi Tel Aviv. Anche durante Eurobasket, come già detto, la Croazia ha puntato molto su Bogdanovic e Saric, togliendogli la possibilità di esprimersi liberamente e prendersi più responsabilità in attacco, come invece si auspicavano a Phoenix.

 

Questo potrebbe aver influito la sua crescita prima della chiamata al Draft? Possibile.

 

Fortunatamente ora c'è il training camp e la preseason per poterlo osservare. Anche la prima parte della stagione sarà fondamentale per fargli prendere fiducia e confidenza con il suo nuovo ruolo.

 

Con Bender ogni tassello è ora al proprio posto all'interno dell'organizzazione ed è ormai tempo anche per lui di accendersi e avere quell'approccio aggressivo, di cui si parlava sopra, durante la Regular Season e gli eventuali Playoffs.

 

"Dragan cerca di essere più aggressivo e star bene fisicamente", dice Watson, " Prende rimbalzi e spinge la transizione offensiva".

 

Quest'anno Phoenix, seconda per ritmo gara nella passata stagione, vuole andare ancora più veloce. Mi aspetto che Dragan, in quella che per molti versi sarà la sua vera stagione da rookie, si prenda molte più responsabilità in attacco. Alzando ulteriormente i ritmi di gioco, quelli che ne trarranno i maggiori benefici saranno Marquese Chriss e lo stesso Bender, togliendo minuti a Tyson Chandler e Alex Len. Per questo motivo sarà molto interessante vedere quale sarà il quintetto titolare al debutto, il 18 ottobre contro Portland.

 

Come mi ha recentemente detto Adrian Wojnarowski di ESPN, bisogna essere lungimiranti con Bender, ed è quello che Phoenix ha fatto finora. Anche durante Eurobasket.

 

L'anno scorso lo hanno protetto in molte situazioni di post-up a causa della sua corporatura esile. Sembrava un ragazzo dell'high school, ma ora, dopo una stagione di lavoro e potenziamento muscolare, è notevolmente migliorato sotto questo punto di vista. Entrando nella sophomore season, ci aspettiamo che la versatilità di Bender gli permetta di tornare ai livelli visti oltreoceano, prima della chiamata al Draft.

 

Come detto mercoledì da Watson, un giocatore giovane e talentuoso come Bender non può prescindere da un cambiamento di mentalità rispetto a quanto visto in passato. Ha guadagnato fiducia durante la Summer League e i Suns stanno pensando di pianificare la ricostruzione attorno a lui.

"E' solo un cambiamento di mentalità."- dichiara Watson- "Lo ripeto sempre ai nostri ragazzi: bisogna essere aggressivi e attaccare. Ogni volta che toccate la palla si deve puntare il ferro. L'opportunità è li, bisogna solo saperla cogliere."

 

I Suns hanno dato a Bender le chiavi della squadra, ora tutto quello che deve fare è accendere il motore e partire. Una volta raggiunto il suo pieno potenziale potrebbe diventare merce rara, come il Nikola Jokic visto a Denver.

 

Il movimento di palla sarà un punto focale nella seconda stagione di Watson come capo allenatore e Bender avrà un ruolo importante sotto questo aspetto. Tutti sperano che questo aumento di minutaggio aiuti a velocizzarne la crescita, per poter costruire nel futuro prossimo un roster attorno a lui che possa puntare al titolo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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