D'Angelo Russell, l'ora di esplodere

October 12, 2017

Cosa aspettarsi dal suo arrivo a Brooklyn?

 

 

D'Angelo Russell è arrivato a Brooklyn appena prima del draft assieme a Timofey Mozgov, in cambio di Brook Lopez e una first round pick. I Lakers hanno così realizzato un'operazione di salary dump, sacrificando quello che in molti ritenevano un possibile "giocatore franchigia". Magic e Pelinka hanno deciso di dare la squadra a Lonzo Ball, senza neanche provare una convivenza fra i due. Questo per i limiti emersi durante le due stagioni in maglia gialloviola e, per certi versi, anche per "l'incidente" con Nick Young, che ha minato alla base la sua credibilità di leader.  Proprio questo cercava il front office dei Lakers: un leader. E, come dichiarato da Magic, D'Angelo non lo era.

 

Ai Nets Russell può rinascere e mettersi alle spalle il periodo non facile vissuto con i Lakers. Analizzando le sue statistiche in carriera, possiamo notare come sia mancato il salto di qualità che molti si aspettavano al secondo anno. Nella stagione da rookie ha chiuso con 13,2 punti di media a partita, tirando con il 35,2% da 3. Bisogna tuttavia ricordare che a influenzare queste stats c'era il Kobe Bryant farewell tour, che ha condizionato la stagione di tutti i Lakers. Inoltre i dissidi con Byron Scott e le difficoltà fuori dal campo potevano creare circostanze scomode. 

 

Nell'anno da sophomore, il ritiro del Mamba e l'arrivo di Luke Walton sulla panchina lasciavano presagire un esito ben diverso. Poteva essere faro della squadra e leader in campo di un sistema di gioco adatto ad un tiratore come lui. Così non è stato. Il minutaggio è rimasto pressoché invariato (sempre 28 minuti a partita), così come la percentuale da 3. Mentre la media punti è incrementata solo di 2,4 - che, essendo Russell diventato il primo terminale offensivo, non è molto. Il vero problema è stata la continuità. Ha dimostrato di poter segnare 40 punti in una partita, ma ha alternato prestazioni incredibili a veri e propri incubi offensivi, restando spesso sotto la doppia cifra.

 

La rinascita pare essere già iniziata, almeno sotto il profilo dell'impegno. Russell ha fatto notizia fin da subito al suo arrivo nella Grande Mela per gli allenamenti notturni. Dirette social alle 2 del mattino, forse per dimostrare che i Lakers hanno sbagliato a sottostimare la sua dedizione...

 

Sicuramente gli addetti ai lavori dei Nets, questa volta, saranno rimasti stupiti. Ma ora la sfida è dare continuità a tutto questo: si profila una vera e propria stagione decisiva per D'Angelo.  

 

 

 

Come giocherà nel sistema Nets?

 

 

Prima questione da risolvere è sicuramente la posizione nel quintetto.

Per ora i Nets, durante la preseason, hanno giocato con Russell e Lin contemporaneamente e l'esperimento pare funzionare. Atkinson gioca fondamentalmente con due playmaker in campo, che però si rivelano molto diversi tra loro. Jeremy Lin partirà, sulla carta, da point guard, con Russell da 2.

Ruolo che il prodotto di Ohio State ha interpretato nel finale della scorsa stagione con i Lakers, quando Walton stava verificando se fosse stata possibile una futura possibile convivenza con Lonzo Ball. Nella seconda partita (contro Cleveland) giocata da shooting guard ha fatto registrare il suo career high (40 punti). Ma per i gialloviola quanto visto, evidentemente, non è stato abbastanza.

 

Atkinson cercherà di sfruttare appieno le sue doti off the ball. Questo, oltre a esaltare le sue caratteristiche di tiratore da fuori, potrebbe anche limitare il numero di palle perse, aspetto in cui deve ancora migliorare. 

 

Russell potrà gestire i possessi a difesa schierata e giocare molto pick and roll. Le sue doti di passatore (l'anno scorso quasi 5 assist a partita) gli consentono di trovare con continuità il rollante in questa situazione, ma tutti gli scout NBA hanno sempre evidenziato il numero di palle perse. Il dato di assists per turnovers da quando è nella Lega (1.53) - davvero poco per un trattatore di palla del suo livello - riflette la scarsa affidabilità delle scelte offensive o delle letture di D'Angelo.

Nel gioco di Brooklyn, sarà a suo agio nelle frequenti situazioni generate da rimbalzo difensivo, in cui spingere la transizione.

 

Russell molto probabilmente sarà il miglior realizzatore, nonché go to guy di una squadra in rebuilding completo.

Aspettarsi spesso prestazioni superiori ai 20 punti non solo è lecito, ma è anche necessario, per permettere ai Nets di evitare un altro anno da ultimo piazzamento ad Est. 

 

Il problema che può sorgere, avendo nello starting five contemporaneamente Lin e Russell, è l'impoverimento della second unit. Per questo motivo ci aspettiamo che uno dei due, prima o dopo, scivoli fuori dal quintetto base, per dare maggiore profondità alle rotazioni di coach Atkinson. Il candidato numero uno ad essere relegato in panchina è senz'altro il prodotto di Harvard, visto innanzitutto l'investimento fatto per portare Russell a Brooklyn. Nonostante ciò ci aspettiamo di vederli in campo insieme nelle fasi cruciali della partita.

 

 

 

L'arsenale offensivo

 

 

Come possiamo vedere nel video (basato sui primi estratti di D'Angelo a Brooklyn), le situazioni che si genereranno più frequentemente per lui sono tiro da fuori, catch and shoot o anche da fermo (prima situazione), e 1vs1 dal palleggio - che molto spesso si conclude con un pull up jumper. L'abilità di Russell di creare instant offense, anche fuori ritmo, è fondamentale per una squadra giovane e inesperta come i Nets: nei momenti di bisogno i compagni si affideranno a DLO per costruire un tiro. Essendo 195 centimetri e avendo un rilascio molto rapido, contro buona parte dei playmaker della Lega è in grado di tirare quasi tranquillamente in poco spazio, "sulla testa". La sua meccanica di tiro, molto compatta, lo aiuta nelle situazioni di scarsa separazione come lo step back.

 

 

 

Il tiro da 3 su scarico è sicuramente la specialità della casa. Con Lin, anche per questo, i Nets cercheranno di aprire il campo e trovare sul perimetro Russell, Carroll o Crabbe. Le situazioni di catch and shoot, secondo quanto emerso nella preseason, spesso sono create da un blocco a scendere portato da un'ala: se il difensore di Russell non segue "a treno" sul blocco viene punito istantaneamente.

Le 6.1 triple tentate a partita nello scorso anno corrispondevano al 44% dei suoi tiri totali - un dato destinato a crescere ulteriormente a Brooklyn. Russell risulta letale dagli angoli, dove tira con il 47.5% da 3; in posizione di guardia è comunque al di sopra del 40%.  Unica nota dolente, statisticamente, è la tripla frontale, ma saranno più frequenti (forse anche per questo) ricezioni in posizione più defilata. 

 

Infine l'1vs1 dal palleggio. La relativa mancanza di esplosività lo costringe spesso a dover fare una scelta: andare al ferro, cercando preferibilmente lo scarico, o palleggio arresto e tiro. Si può notare, anche nel video, quanto affidamento faccia sulla seconda soluzione: su 483 tiri presi dentro l'arco, ben 222 sono midrange jumper fuori dal pitturato, con un tasso di conversione del 38.4%. Non avendo molta elevazione cerca di creare la maggiore separazione possibile tra sé e il difensore - in molto simile a James Harden.

Trova molte difficoltà, invece, a concludere al centro dell'area e sopratutto "nel traffico", in parte per la prevedibilità dovuta allo scarso (e raro) uso della mano destra.

 

 

 

La rivincita

 

 

Il giocatore visto a Los Angeles deve necessariamente lasciare il posto ad un nuovo D'Angelo Russell.

Brooklyn ha puntato tutto su di lui per rinascere, ma non sarà facile per DLO. Perché arriva in una franchigia in cui i danni causati della gestione Prokhorov sono ancora tangibili; e un'identità di squadra deve sostanzialmente essere trovata. 

 

La sfida che lo attende è sicuramente difficile. Ma la voglia di rivalsa è enorme.

D'Angelo vuole e deve dimostrare a coloro che non hanno creduto in lui che, forse, hanno commesso un errore; che può essere una star e che lo hanno giudicato troppo frettolosamente; che può superare gli attuali limiti e far emergere le sue grandi doti offensive.

 

Sarà, finalmente, l'anno della consacrazione, oppure dimostrerà di essere "solamente" un più che discreto core player - come molti pensano nella città degli angeli ?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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