Un affare per tutti

December 8, 2017

La trade tra 76ers e Nets sarà vantaggiosa per tutte le parti coinvolte. Per le due franchigie, Philadelphia e Brooklyn, una scelta coerente, pensando soprattutto al futuro; e per Okafor, finalmente "libero".

 

 

Ufficiale la trade annunciata in giornata da Zach Lowe (ESPN): Philadelphia spedisce a Brooklyn Jahlil Okafor, Nik Stauskas e una seconda scelta in cambio di Trevor Booker. 

 

Le due franchigie hanno trovato l'intesa per uno scambio che soddisfa le richieste di entrambe le parti e che sembra in linea con i rispettivi progetti tecnici futuri. Quello avviato da tempo e in fase ascendente dei 76ers, che hanno ora talento, ambizioni e prospettive invidiabili; e quello di Sean Marks: l'inversione di rotta in atto a Brooklyn.

 

Chi sicuramente sarà felice in questo momento è Okafor. Il suo con Phila è stato un amore... mai sbocciato.

E ora ha la nuova opportunità che da tanto stava aspettando: quella che dietro a Joel Embiid non avrebbe mai potuto avere.

 

 

 

FREE JAHLIL!

 

Per Okafor è la fine (anticipata) di un calvario.

La sua trade era nell'aria da molto tempo; soprattutto dopo la decisione della franchigia, a ottobre, di non esercitare l'opzione per il suo quarto anno di contatto - a fine stagione, quindi, sarebbe stato free agentFino alla deadline del 2017, Philadelphia aveva provato a scambiare il lungo con altre franchigie. Ora, finalmente, l'accordo è stato trovato.

 

Il suo ruolo nelle rotazioni era a dir poco marginale.

E' entrato in campo soltanto in due partite nella corrente Regular Season, lui che è stato terza scelta assoluta nel Draft 2015; e gli sono stati costantemente preferiti Amir Johnson e Richaun Holmes - oltre ovviamente a Joel Embiid - nella spartizione dei minuti sotto canestro. 

 

Ora, con un contratto in scadenza a fine anno, giocherà diversi mesi a Brooklyn: la piazza ideale, in questo momento, per un giocatore che ha bisogno di minuti importanti e di fiducia, per continuare un processo di crescita apparentemente in stand-by da tempo.

 

Si tratterà, da qui all'estate, prima di tutto della sua carriera: perseguire degli obiettivi per i quali la permanenza in Pennsylvania non era che deleteria. Come ha confermato proprio Jahlil ai microfoni di alcuni giornalisti, dopo la decisione di Philadelphia in merito al suo contratto:

 

"Ho cercato di fare tutto in modo serio e professionale, ma ad un certo punto devo difendermi. Questa è la mia carriera, e mi sembra che di quest'ultima importi poco al General Manager Bryan Colangelo. Mi aspetto che ad un certo punto verrà trovato il modo, anche per motivi umani e personali, di portarmi via da qua. Perché sono giovane, ho 21 anni. Sono sano. Sto solo cercando di dare una svolta alla mia carriera".

 

Il modo è stato trovato. "Jah out of here".

 

 

PHILA, IDEE CHIARE 

 

Dall'inizio di questa stagione, i 76ers sono entrati in una nuova fase del Processo di crescita avviato da lungo tempo. Risultati, ambizioni e talento non sono più lontani miraggi, ma il presente della franchigia - e come potrebbe essere il contrario, con due giovani stelle come Embiid e Simmons ?

 

Phila ha tenuto un occhio al presente e uno al futuro. In modo coerente, come sempre, con lo sviluppo del proprio progetto.

 

La squadra allenata da Brett Brown, infatti, ha dimostrato di aver fatto il salto di qualità e di poter ambire ad un buon piazzamento per i Playoffs 2018. E per questo motivo ha ritenuto utile acquisire un giocatore come Trevor Booker, capace di essere produttivo anche in pochi minuti off the bench e senz'altro adatto a giocare un basket ad alta intensità, come quello che attende Phila in primavera. 

 

Soprattutto è un buon affare perché le rinunce non sono dolorose per coach Brown. E nemmeno per il GM Colangelo. 


Okafor era diretto alla scadenza di contratto e nessuna delle due parti era interessata in alcun modo alla convivenza; e, come detto, era un estraneo nelle rotazioni, dietro all'intoccabile Embiid. Stauskas era sparito dal campo con l'emergere di Simmons, passando dai 27 minuti per partita dello scorso anno ad essere una comparsa infrequente nel boxscore.

Nik, 24enne, sarà entusiasta come Jahlil all'idea di andare ai Nets, in un reparto esterni in cui le assenze di D'Angelo Russell e Jeremy Lin lasciano ampio spazio. Anche lui, come il suo compagno di squadra e di trade, è nel cosiddetto contract year

 

La scelta scambiata, infine, è quella via New York Knicks del Draft 2019. Considerando quante pick avrà Philadelphia nelle prossime due lotterie - potenzialmente 8, ma soggette a diverse condizioni - non si tratta di un sacrificio di grande peso.

Anzi, oltre che al presente - che vede coach Brown salutare due estranei per un nuovo elemento potenzialmente molto più utile - si deve considerare la scelta di Phila anche in ottica del futuro prossimo.

 

Booker a fine anno sarà unrestricted free agent e non è un mistero che i 76ers siano alla ricerca di spazio salariale e ulteriore flessibilità, per affrontare adeguatamente le seguenti situazioni in arrivo nei prossimi anni (non in ordine di importanza):

rinnovi di Ben Simmons - anche se non immediato, un sicuro max contract; Robert Covington - probabile, ma dopo questo avvio straordinario saranno da vedere le sue richieste; e JJ Reddick - possibile, ma non sicuramente alle cifre del one-year firmato a 23 milioni di dollari quest'estate; e, last but not least, la free agency dell'estate 2018, in cui ci dovrebbero essere diversi "discreti" giocatori senza una squadra o nell'ultimo anno di contratto...

 

 

 

NETS ON THE ROAD

 

Brooklyn prosegue sulla propria strada. Mantenendo la propria direzione: cercare di allestire una squadra più competitiva possibile - perché perdere, senza scelte, non paga - e di acquisire diversi asset futuri tra quelli accessibili sul mercato.

Tutto ciò che Sean Marks e soci hanno ottenuto è stato perfettamente coerente con questi intenti. 

 

La squadra farà a meno di Trevor Booker, trentenne in scadenza contrattuale con un minutaggio inferiore ai 25 minuti, per dare spazio a Jahlil Okafor. Un giovane a cui sicuramente, tra i tanti possibili difetti, il talento non manca di certo; e che avrà tutti gli stimoli di questo mondo per regalare qualche gioia ai Nets - per regalarne soprattutto a sé stesso nell'estate a venire, in cui il suo "potere d'acquisto" per la firma di un nuovo contratto sarà in larga misura dipendente da quello che vedremo nei prossimi mesi; intanto i Nets possono "osservare" da una posizione privilegiata il futuro free agent.

 

 

Stauskas, poi, ha 24 anni - e si appresta ad un'estate in cui lui per primo potrebbe prendere delle decisioni importanti di fronte all'eventuale qualifying offer che prevede il suo contratto. Nelle ultime due stagioni a Philadelphia (25 e 27 minuti a partita) ha messo in mostra delle qualità, che quest'anno - date le circostanze e i nuovi, chi più chi meno, componenti del roster - non ha avuto modo di confermare. Va a ricoprire un ruolo in cui nelle rotazioni di coach Atkinson ci sono delle carenze abbastanza evidenti, dopo gli sfortunati infortuni di Lin e Russell. 

 

Ecco perché Nik è esattamente quello che Sean Marks e i Nets cercano: un giocatore potenzialmente interessante, che potrebbe crescere e diventare una risorsa (sotto qualsiasi profilo) per la franchigia; e un altro contratto, come quello di Okafor, a breve termine e poco oneroso, perché la flessibilità è una priorità a Brookyn, e non da oggi.

 

 

 

UN PASSAGGIO DI CONSEGNE

 

 

Ecco perché per tutte le parti in causa questa trade è un'opportunità.

 

Philadelphia e Brooklyn perseguono i propri obiettivi e i rispettivi scenari futuri - più o meno vicini nel tempo.

Stauskas e Okafor avranno delle chances di dimostrare quanto valgono, in un gruppo in cui non mancheranno minuti e responsabilità. 

Trevor Booker giocherà i Playoffs della Eastern Conference in una della squadre più elettrizzanti dell'intera NBA.

 

Un'opportunità.

Quella che che negli anni, una e poi l'altra, ha portato Philadelphia nella straordinaria situazione attuale.

Trust the Process, il motto iniziato sotto l'egida di Sam Hinkie, vero padre di questo progetto. Ed uno "slogan" valido anche per il Processo che stanno portando avanti i Nets, per certi versi in una simile situazione a quella dei 76ers qualche anno fa.

Servirà del tempo, ne servirà ancora molto per Brooklyn. Ma anche qui: abbiate fiducia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Share on Facebook
Share on Twitter
Please reload

Seguici anche su

  • facebook-logo
  • instagram-social-network-logo-of-photo-c
  • twitter-social-logotype

Archivio AtG:

Around the Game nasce con l’obiettivo di avvicinare gli appassionati italiani alla pallacanestro NBA, attraverso due tipologie di contenuti: i contributi realizzati e pubblicati dai membri interni della redazione (diffusi a titolo gratuito, senza scopo di lucro, protetti da copyright e soggetti a legislazione vigente in materia di diritti d'autore); e articoli tradotti delle testate estere in collaborazione con AtG, pubblicati e tradotti in italiano dalla nostra redazione. I contenuti del secondo tipo, i cui diritti d’autore appartengono alle testate giornalistiche da cui sono stati pubblicati originariamente, sono pubblicati all’interno della sezione “Traduzioni” e vengono selezionati, tradotti e pubblicati da AtG solo dopo la ricezione da parte delle fonti di esplicito ed esclusivo consenso relativo a questa attività.

Around the Game non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza una periodicità prestabilita. Pertanto, ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001, non può essere considerato un prodotto editoriale. Alcune immagini sono prese dal web: se un contenuto è di tua proprietà e vuoi richiederne la rimozione, oppure per qualsiasi questione relativa ai diritti d’autore, ti preghiamo di inviare una mail a questo indirizzo: pr.aroundthegame@gmail.com
 

Fondatore e Caporedattore: Andrea Lamperti -  Fondatore e Web Manager: Ferdinando Dagostino

© 2017 by Around the Game.  Prodotto da FerdinandoDagostino.com