In ogni caso, la squadra da battere

May 27, 2019

Golden State arriva alle NBA Finals 2019 contro i Toronto Raptors recuperando DeMarcus Cousins e con il rientro a serie in corso di Kevin Durant

 

 

Strength in Numbers. Lo slogan continua ad apparire inevitabilmente corretto. Gli unici a cui forse non importava nulla della Finale della Eastern Conference, forti della loro superiorità, sono proprio i Golden State Warriors. Probabilmente Steve Kerr non sarebbe stato in grado di scegliere un'avversaria preferita, e comunque i Toronto Raptors hanno dimostrato di meritare l'accesso all'ultimo atto della stagione.

 

Nella Baia sono più impegnati a guardarsi dentro, a ricompattare i ranghi recuperando gli infortunati. Fino a questo momento, i Guerrieri sono stati l'unica squadra in questi Playoffs capace di coinvolgere attivamente ognuno dei 15 giocatori a roster. Facendone partire 11 diversi nello starting five. Quando chiamati in causa, anche se per pochi minuti, persino gli ultimi della rotazione come Cook, Bell e McKinnie hanno dato un solido contributo - prova, tra l'altro, della bontà del sistema di gioco.

 

DeMarcus Cousins si è allenato col gruppo e ci sarà. Andre Iguodala è in dubbio, ma dovrebbe saltare al massimo Gara 1. Kevin Durant dovrebbe aggiungersi a serie in corso.

 

Tuttavia nelle 38 partite, in questa stagione, in cui Durant è stato infortunato e Steph Curry presente, il record della squadra è stato 34-4. La franchigia ha già dimostrato contro Portland di poter giocare e trionfare senza l'ex OKC. In questi Playoffs, quando KD è in campo il rendimento della squadra è migliore di 3.3 punti ogni 100 possessi (tra attacco e difesa). Per avere un termine di paragone, Curry è a +14.6 (pur non essendo certo un difensore d'elite) e Draymond Green è addirittura a +19.8. Insomma, Durant sarà anche il più forte tra questi, ma non è lui il pilastro portante su cui regge la struttura.

 

I numeri continuano a dirci che non c'è niente di cui preoccuparsi per i californiani. 

 

Gli ultimi MVP delle Finals vinte da Golden State sono stati Iguodala e Durant. In caso di vittoria potrebbe essere il momento di Curry, che nelle precedenti finali è stato ingiustamente criticato. Almeno inizialmente si troverà difensori come Lowry o VanVleet (visto che Danny Green ormai sembra totalmente perso nelle sue difficoltà balistiche, e che comunque avrà del lavoro da svolgere con Klay Thompson). Kawhi Leonard potrebbe trovarselo davanti solo nell'ultimo quarto.

 

 

 

Dove eravamo rimasti

 

Al 2017, con Leonard e i suoi Spurs che stavano annientando Golden State in Gara 1, prima dell'infortunio di Kawhi sul close out sospetto (per così dire) di Zaza Pachulia.

 

L'ex San Antonio è stato indubbiamente il miglior giocatore dei Playoffs sino a questo punto, ma i Warriors hanno una solida batteria di difensori da alternare su Kawhi. Steve Kerr, oltretutto, non si è mai fatto problemi ad azzardare raddoppi anche vicino alla metà campo, come fatto con Lillard, contando sulla mobilità laterale dei suoi per rotazioni rapide lontano dalla palla. 

 

 

Che serie sarà?

 

Toronto si troverà a far fronte ad una potenza offensiva molto superiore rispetto agli spenti Milwaukee Bucks visti nelle ultime quattro gare. La "death lineup" di Golden State ha sempre obbligato ogni squadra a ricorrere alla small ball. Un assetto, comunque, che potrebbe stare bene ai canadesi, con Siakam da cinque in difesa su Draymond Green e Leonard, Danny Green, Powell (o VanVleet) e Lowry a completare il quintetto, per una serie che sarà dai ritmi forsennati.

 

Tanta corsa, tanti possessi, tanti falli. Questi potrebbero costringere le squadre ad allungare le rotazioni oltre le previsioni, e a catapultare i panchinari in un ruolo decisivo. Looney fino a questo momento è stata la vera sorpresa per Golden State, con Kerr che intelligentemente ha continuato a farlo partire dalla panchina, ottenendo in cambio la consueta energia. Cousins potrebbe non avere un minutaggio molto ampio, almeno inizialmente, ma in quel breve lasso di tempo sarà determinante in attacco. Gioca per un titolo, ma soprattutto per il suo futuro contrattuale.

 

Golden State appare, anche senza Durant, superiore in tutto. Attacco, difesa, esperienza, quantità e qualità delle rotazioni, comprovata prontezza del coaching staff.

 

Toronto proverà a far incorrere in problemi di falli Steph Curry e a costringerlo ad un importante dispendio di energie nella metà campo difensiva. Lo stesso potrebbe accadere con Draymond Green: chi riuscirà a rimanere più tempo possibile in campo con il quintetto piccolo avrà un vantaggio nella serie.

 

 

 

 

 

 

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