4 destinazioni future per Chris Paul

July 19, 2019

 

© The Stepien

 

 

Al momento, Chris Paul è un giocatore degli Oklahoma City Thunder - e secondo quanto riportato dai rumors degli ultimi giorni, potrebbe rimanerlo. Se OKC lo terrà, la prossima stagione potrebbe essere una squadra discreta, nonostante l'apparente mancanza di guardie e ali. E’ strano definirla "discreta", quando il suo potenziale quintetto titolare sarebbe formato da Chris Paul, Shai Gilgeous-Alexander, Andre Roberson, Danilo Gallinari e Steven Adams. Il pensiero, però, tiene conto del possibile allestimento di una trade per Chris Paul, seguita dal (o forse preceduta dal) trasferimento di Adams, Roberson e/o anche Gallinari.

 

Se ci sarà davvero uno scambio, ci saranno anche diverse opzioni per Paul. Prendiamone in esame alcune, le più interessanti. La più ovvia è Miami. La più intrigante è senz'altro Milwaukee. La destinazione misteriosa di cui nessuno sta parlando è invece Washington. Un’altra squadra che nessuno si aspetterebbe, infine, è San Antonio.

 

La trade con Miami, sebbene potrebbe dover includere una terza squadra, è la migliore su cui discutere. Goran Dragic (19.2 milioni di dollari di stipendio), Tyler Herro (3.6 milioni, reduce da un'ottima Summer League) e un giocatore come Dion Waiters (12.1 milioni) sono sufficienti, o comunque si avvicinano all’esserlo, per soddisfare gli aggiustamenti salariali da rispettare. Oltre a questo, si può aggiungere una scelta al primo giro e rimuovere alcune delle protezioni sulle scelte del 2023 che OKC già possiede. Questo potrebbe sembrare molto, dato che alcuni General Manager pensano che Houston avrebbe dovuto rinunciare a due prime scelte per far sì che il contratto di Paul rientrasse nei limiti del salary cap, ma Chris Paul ha comunque avuto diversi offerenti interessati ad assicurarsi le sue prestazioni. Questo perché, vista la sua grande qualità, trovandosi nel giusto contesto potrebbe ancora essere un giocatore chiave per contribuire alla caccia al titolo e/o allo sviluppo di giovani prospetti intorno a lui. Sì, forse ci concentriamo troppo su ciò che Chris Paul ha perso, e non abbastanza sulle doti che ancora possiede. Giocatori come lui, buoni in difesa, incredibilmente buoni al picco della carriera e pazzescamente intelligenti, se ne trovano pochi.

 

John Stockton e Jason Kidd sono tra i pochissimi ad essere stati simili a lui, ma anche uno come Jeff Hornacek, che non ha avuto un apice altissimo nella sua carriera ma possedeva comunque tante qualità, si ritirò a 36 anni dopo una stagione in cui fece registrare 24 punti e 5 assist su 100 possessi, con una percentuale di true shooting del 59%; l’anno precedente le sue medie erano di 22.6 punti e 7.4 assist su 100 possessi, con il 57.5% di true shooting (in un’epoca in cui questa statistica era davvero alta). Hornacek fu un giocatore chiave in una squadra che vinse 55 partite e in una che ne vinse 37 su 50 la stagione precedente, quella del lockout. Questo per far capire che era ancora un giocatore in grado di fare la differenza, nella giusta squadra. A 36 anni, aveva ancora molto da dare.

 

Ciò ci porta a Milwaukee. Mi azzardo (ma neanche troppo) a dire che se l’anno scorso Chris Paul fosse stata la point guard dei Bucks al posto di Eric Bledsoe, Milwaukee oggi avrebbe il titolo NBA in mano. E se aspettiamo fino al 15 dicembre, uno scambio tra queste due squadre può diventare possibile. Eric Bledsoe (15.6 milioni), Ersan Ilyasova (7), Robin Lopez (4.8) e due tra DJ Wilson (3), Donte DiVincenzo (2.9) e Wesely Matthews (2.6), o chiunque diventi il 4esimo uomo di Milwaukee, dovrebbe soddisfare il bilancio salariale per accogliere il contratto da 38.5 milioni di Chris Paul. E penso che si potrebbe anche includere il contratto da $2 M di Nerlens Noel. Questa sarebbe la base di uno scambio che lascerebbe Milwaukee con Chris Paul, Pat Connaughton, Khris Middleton, Giannis Antetokounmpo e Brook Lopez titolari, con George Hill (point guard o shooting guard), Sterling Brown(shooting guard, small forward o anche power forward in uno small ball) e Nerlens Noel come giocatori principali dalla panchina. Davvero un’ottima squadra, in grado di sopravvivere ai minuti in cui Giannis riposa in panchina.

 

Firmare un playmaker 34enne verso la fine della carriera potrebbe non essere tra le intenzioni di Milwaukee, specialmente se non hanno voluto andare in luxury per trattenere Malcolm Brogdon. Ma è anche ovvio che i Bucks non avranno mai un'opportunità migliore di vincere rispetto alle prossime due stagioni - e per questo l’addio di Brogdon, dal punto di vista della tifoseria (e non), è stato frustrante.

 

Terza opzione: i Washington Wizards. Chris Paul, così come John Wall, ha un contratto molto pesante, ma l’unica possibilità per cui quello di CP3 risulti peggiore di quello di Wall è un infortunio. Il #2 dei Wizards, una point guard già lontana dall’essere un giocatore d’élite (a causa, principalmente, della sua scarsa qualità di tiro), ha recentemente subìto un infortunio al tendine d’Achille, ed è improbabile, considerato il suo modo di giocare, che la sua carriera superi agevolmente questo problema (nella speranza che Wall mi dimostri il contrario, ovviamente).

 

Ad ogni modo, il suo era un contratto pesante anche prima dell’infortunio. Ora è diventato insostenibile, con quattro anni e 170 milioni di dollari. E’ molto probabile che Washington voglia sbarazzarsene, specialmente se sono decisi a tenere Bradley Beal. Una trade per Chris Paul potrebbe rappresentare una via d’uscita. Con CP3 si potrebbe tornare in (bassa) zona Playoffs per i prossimi tre anni, e spedire Wall a Oklahoma City cn il suo contratto da 171 milioni. Ecco, se teniamo a mente che stiamo parlando delle vite dei giocatori, cosa che si dovrebbe sempre fare, è impossibile non rendersi conto di quanto l’NBA sia un business brutale...

 

I contratti, fondamentalmente, sono come delle partite da vincere, e questo scambio dovrebbe comprendere tante scelte e diritti di scambio, per funzionare. L’unica domanda è: Washington accetterebbe?

 

Quarta opzione: San Antonio. Gli Spurs sarebbero una squadra decisamente migliore con una valida point guard titolare. Chris Paul, Derrick White, DeMar DeRozan, Rudy Gay e LaMarcus Aldridge formerebbero un quintetto di partenza molto, molto solido. Eccellente difensivamente per quanto riguarda il backcourt e con buoni giocatori, anzi ottimi, in ogni posizione. Soprattutto considerando che ad allenarlo sarebbe coach Gregg Popovich.

 

Per una trade del genere San Antonio, dopo aver aspettato il numero sufficiente di giorni, potrebbe liberare spazio salariale con i contratti di Patty Mills (12.4 milioni), DeMare Carroll (7 milioni), Marco Belinelli (5.8 milioni), Trey Lyles (5.5 milioni) e, forse, un ultimo contratto. Ovviamente, è sottinteso che gli Spurs dovrebbero avere l’intenzione di rinunciare a questi ragazzi e soprattutto all'importante investimento che prima dell'infortunio sembravano intenzionati a fare su Dejounte Murray. Se non fosse così, dovrebbero rinunciare a tante scelte e diritti di scambio, ma dobbiamo tener presente che i texani, negli ultimi anni, hanno concluso diverse trade orientate più al presente che al futuro. Scambiare Kawhi per DeRozan, Poetl e una prima scelta piuttosto che accettare una qualunque offerta dei Lakers è stata, potenzialmente, una di queste mosse. Scambiare Davis Bertans per creare lo spazio per firmare Marcus Morris, che si è poi tirato indietro, è un’altra. Il punto è che la carriera di coach Popovich, probabilmente, non durerà ancora a lungo. E avere Paul in squadra gli darebbe una chance di essere una contender, soprattutto in un anno senza favoritissime al titolo.

 

 

L’ultimo argomento da trattare sarebbe quello delle scelte e dei diritti di scambio ad esse legati. E qui è dove Miami entra prepotentemente in scena. Il fatto che i Thunder possiedano già una scelta protetta di Miami, che sarà valida dopo la scadenza del contratto di Chris Paul, è il vantaggio maggiore, visto che le squadre potrebbero negoziare anche delle scelte protette, fornendo qualcosa con un reale valore senza dar via una prima scelta in ogni caso. Se Miami vuole davvero far andare questo affare in porto, ci sono percorsi più semplici per loro per costruire uno scambio interessante per OKC senza rinunciare a tanto. E se Miami farà sul serio, allora qualche altra squadra offrirà di più per far funzionare una trade.

 

Ciò su cui Oklahoma City potrebbe puntare, però, è il fatto che un'altra franchigia potrebbe essere potenzialmente peggiore di Miami nel futuro, quando sarà il momento di usarne le scelte. Se Giannis vuole davvero restare a Milwaukee, ad esempio, le scelte dei Bucks con ogni probabilità non avranno molto valore. Ad ogni modo, tutte e quattro le franchigie menzionate hanno le potenzialità per firmare Chris Paul.

 

Non abbiamo parlato a fondo di Miami in precedenza, ma una squadra con Paul, Butler, Winslow, Johnson e Bam/Olynyk/Leonard dovrebbe vincere molte partite nella Eastern Conference. Avrebbe, presumibilmente, il miglior backcourt dell’Est. E se tenessero Goran Dragic, dando via James Johnson e alcuni giocatori più giovani, gli Heat potrebbero davvero diventare pericolosi. Paul, Dragic, Butler, Winslow e Bam/Olymyk/Leonard formano una squadra con un grande potenziale nelle due metà campo.

 

 

 

 

 





 

© The Stepien


Questo articolo, scritto da Ben Rubin per The Stepien e tradotto in italiano da Alessandro Di Marzo per Around the Game, è stato pubblicato in data 18 luglio 2019.

 

 

 

 

 



 

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