5 squadre che non hanno saputo sfruttare le loro stelle

April 18, 2019

Non è facile trovare delle stelle su cui costruire la propria franchigia, ma ancor più difficile è riuscire a costruire una squadra attorno a questi giocatori...

 

 

©️ Fadeaway World

 

Le squadre impiegano mesi, se non anni, per trovare un giovane su cui costruire un progetto, la stella della franchigia, quello il cui volto sarà il simbolo della squadra. Se già trovare il "franchise guy" non è un compito facile, metterci affianco i giocatori giusti pone una sfida ancor più grande.

 

Capita che una stella prenda un impegno con una squadra e una città per regalar loro un anello ma, a volte, non importa quanto questo fuoriclasse possa giocare bene, alla fine la squadra non riesce a fornire abbastanza supporto alla stella per arrivare alla vittoria. Questo è il caso delle cinque squadre NBA che elencheremo di seguito, che hanno acquisito una superstar di questo livello, senza però riuscire a costruirci attorno una squadra vincente.

 

 

New Orleans Pelicans: Anthony Davis

 

Per anni Anthony Davis ha resistito in quella che è stata un'organizzazione societaria spaccata. Gli allenatori entravano e uscivano più velocemente di quanto chiunque potesse tenerne il conto, e il front office non è mai andato d’accordo. Peggio ancora, i Pelicans non sono mai stati in grado di regalare a Davis un roster di talento. La mossa più grande che hanno fatto è stata acquisire con uno scambio DeMarcus Cousins, che poi dopo un solo anno si è trasferito a Golden State, mentre i giocatori che erano stati inviati a Sacramento stanno ora giocando a ottimi livelli. 

 

I nodi, però, sono venuti al pettine a febbraio, quando Davis ha deciso di averne definitivamente abbastanza e dalla squadra è stato annunciato al mondo che la loro stella (comprensibilmente) volesse andarsene; ma invece di comportarsi nel modo giusto e cercare il miglior accordo possibile, i Pelicans hanno intavolato un discorso con Magic Johnson e danneggiato i Lakers. Ora stanno per affrontare un'estate molto complessa, in cui dovranno raccogliere i pezzi per strada.

 

 

Portland Trail Blazers: Damian Lillard

 

I Trail Blazers sono una di quelle squadre che non molla mai. Hanno sempre la giusta forza per mantenersi a un certo livello e stanno restando fuori da quel momento drammatico che la maggior parte delle squadre sembrano star vivendo in questi giorni. Resta tuttavia il fatto che Portland ha visto pochissimi successi durante i Playoffs da quando Damian Lillard è arrivato nel 2012, e la maggior parte di questi insuccessi è dovuta all’incapacità della dirigenza di reclutare free agent.

 

 

Sia Dame che CJ sono stati draftati, mentre Jusuf Nurkic - il loro miglior centro - è stato acquisito tramite uno scambio con i Nuggets. Oltre ad alcune buone prime scelte al Draft, Portland non ha abbastanza qualità nel roster da affiancare ai suoi All-Star per poter crescere ulteriormente come squadra. Nonostante questo, il front office non ha ancora fatto molto per migliorare la posizione della squadra.

 

Niente scambi, niente cambi nello staff, niente. Se Damian Lillard vorrà ottenere il suo primo anello con Portland, la squadra dovrà intensificare il proprio lavoro e apportare alcune modifiche per mescolare le carte in tavola.

 

 

Los Angeles Lakers: LeBron James

 

Quando LeBron ha firmato il contratto con Rob e Magic, nella sua mente c’era sicuramente qualcosa di diverso rispetto all’incubo che è stata questa stagione. Compirà 35 anni a dicembre e i Lakers non hanno fatto quasi nulla per aiutarlo a vincere in gialloviola prima della fine della sua carriera, anzi, in realtà la situazione è stata a dir poco tossica.

 

Dita puntate tra compagni e occhi alzati al cielo, le firme da mani nei capelli di Lance e Beasley, la trade offer trapelata online e diventata virale; da tutto ciò è chiaro che i Lakers non hanno mai avuto un piano per questa stagione, sprecando così un po' di autonomia del corpo di LeBron, che ormai sta invecchiando.

 

 

Minnesota Timberwolves: Karl-Anthony Towns

 

Dopo aver giocato i Playoffs la scorsa primavera, i Timberwolves hanno fatto una quantità considerevole di passi indietro. Hanno fatto di tutto per ottenere Jimmy Butler, ma alla fine non sono stati in grado di gestire la sua personalità infuocata. Per rimpiazzarlo, hanno puntato su Luol Deng - e potrebbero far firmare a Derrick Rose un contratto significativo questa estate.

 

 

Pochi anni dopo aver dato il controllo della franchigia a Tom Thibodeau, lo hanno licenziato (assieme alla squadra) dopo un paio di stagioni. Da quel momento non hanno ancora firmato nessun giocatore di peso, lasciando Karl-Anthony Towns a difendersi da solo in una Lega che è stata crudele con lui.

 


Charlotte Hornets: Kemba Walker


La lealtà e l'amore di Kemba per Charlotte sono ben documentati, ma in così tanto tempo c’è stato soltanto lui. L'unico che è disposto a rimanere in una squadra che letteralmente non riesce a trovare nessun altro disposto a unirsi alla causa.

 

È vero, ci sono stati dei progressi dopo i vecchi giorni dei "Bobcats", ma almeno allora Walker aveva un solido partner in Al Jefferson. Dalla partenza di Jefferson però è stato praticamente one man show per gli Hornets, che si sono arenati nel pagare decine di milioni di dollari a Nic Batum (che in media ha segnato 9 punti a partita nella passata stagione) e stanno mettendo tutte le loro speranze nelle mani di Malik Monk e del suo futuro sviluppo.

 

Peccato che la maggior parte della gente si fosse dimenticata del fatto che Monk sia ancora in NBA.

 

Kemba sarà unrestricted free agent questa estate, e dovrà decidere se stare con il cuore a Charlotte valga più di unirsi a una squadra con un progetto. Nessuno lo biasimerà se sceglierà quest'ultima opzione.

               

     

 

 

 

 

 


©️ Fadeaway World
                    
Questo articolo, scritto da Nico Martinez per Fadeaway World e tradotto in italiano da Federico Molinari per Around the Game, è stato pubblicato in data 15 aprile 2019.

 

 

 

 

 

 


                    

 

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