5 teorie del complotto a cui i fan NBA credono davvero

November 23, 2019

 

 

©️ Fadeaway World

 

 

La NBA ci ha abituati a vedere dell’incredibile, ogni giorno. Ma che succede quando le cose tendono a sembrare un po’... troppo incredibili?

 

Negli anni, l'NBA e i suoi giocatori sono stati oggetto di diversi scandali, che hanno messo in dubbio la loro credibilità. E a volte le cose possono sembrare quanto meno un po’ sospette. Dunque, i teorici del complotto hanno sempre avuto di che parlare riguardo alla Lega, al risultato di alcune partite e serie di Playoffs, e al trattamento che gli arbitri riservano ad alcuni giocatori.

 

Ed ecco perché, oggi, veniamo a presentarvi le teorie del complotto più diffuse nell'universo NBA.

 

 

5. Le squadre delle grandi piazze vengono favorite

 

Ne parlano tutti i fan di tutti gli sport, da sempre. Che siano i New York Yankees, il Real Madrid, i Los Angeles Lakers o i Boston Celtics, l’impressione è sempre stata che la Lega tragga vantaggio dal successo delle squadre delle grandi piazze - cosa che ovviamente ha senso, finanziariamente.

 

Sono le squadre che vediamo sempre nelle partite di Natale, anche se non hanno avuto stagioni scintillanti, e a cui viene sempre riservato molto spazio in prima serata, anche quando fanno fatica - come, ad esempio, i Knicks oggi, o i Lakers degli anni scorsi.

 

 

4. Le superstar vengono favorite

 

Anche in questo caso si tratta di un argomento a dir poco controverso tra i fan del mondo dello sport, ma la NBA si è trovata moltissime volte sotto i riflettori, essendo la cosa molto più ricorrente di quanto non sia nel calcio, nel baseball e perfino nel football. Vedere alcuni dei fischi concessi a James Harden, o il fatto che a LeBron non venga mai chiamato uno sfondamento, effettivamente...

 

 

Le superstar, secondo questa teoria, otterrebbero solo fischi a favore, non verrebbero mai sanzionate per i passi e sempre graziate quando fanno le "dive", con i giocatori meno affermati ad avere sempre la peggio. Ovviamente la Lega sa che i fan pagano per vedere LeBron, e che una sua uscita per falli intaccherebbe i propri interessi...

 

 

3. Trade sospette

 

Ok, questa è una materia spinosa, poiché spesso, semplicemente, i General Manager prendono delle decisioni azzardate che ben presto si rivelano sbagliate e gli si ritorcono contro. Eppure, negli anni, diversi fan si sono chiesti se dietro ad azioni così particolari non si celasse qualcosa di sospetto. Proprio davanti agli occhi di tutti.

 

 

Ad esempio, Jerry West, ex leggenda dei Lakers, era il GM dei Grizzlies quando la squadra mandò Pau Gasol ai Lakers, con una trade per il fratello minore Marc; una mossa che finirà per portare un paio di titoli a LA.

 

C’è anche una teoria secondo la quale LeBron avrebbe lasciato i Cavs per far sì che loro accumulassero scelte alte al Draft e costruissero una squadra solida per il suo ritorno. Per quanto possa sembrare improbabile, in realtà non è così assurdo.

 

 

2. La lotteria del Draft è truccata

 

Di questi tempi questa è una delle teorie del complotto più gettonate, specie se si considerano i recenti risultati che hanno avuto alla lotteria due squadra come i Boston Celtics e i Cleveland Cavaliers.

 

In effetti, in occasione della prima Draft Lottery di sempre, la Lega fu travolta da un enorme scandalo riguardo una presunta manipolazione per portare la prima scelta assoluta, Patrick Ewing, ad una delle più grandi piazze della Lega, in un periodo in cui la NBA faticava ad emergere come business.

 

 

Inoltre, il fatto che la lotteria non si svolga nemmeno pubblicamente rende la cosa più sospetta che mai; e poi, quante possibilità ci sono che i Cavs ottenessero così tante prime scelte? O il fatto che i Bulls e i Cavs l’abbiano vinta proprio quando il prospetto migliore era un giocatore cresciuto nei dintorni della città?

 

 

1. Le partite e le serie dei Playoffs sono truccate

 

Spero con tutto il cuore - e ovviamente credo - che si tratti solo di un mucchio di bugie. O, se così non è, non ditemelo, per favore.

 

Eppure, alcuni fan mi hanno assicurato che la NBA sia solo un enorme teatrino - e, a dire la verità, tutti lo pensiamo qualche volta; è una cosa che mi rovinerebbe letteralmente la vita, comunque.

 

Ad esempio, vi ricordate la serie di Playoffs tra i Sixers di Iverson e Mutombo e i Bucks di Allen del 2001? A Milwaukee vennero fischiati 12 tecnici (3 a Philadelphia) e 5 flagrant (0 a Phila), e vennero concessi loro oltre 60 tiri liberi in meno rispetto alla squadra della città con il mercato più grande.

 

Ci sono anche le Finals del 2006 tra Heat e Mavs, nelle quali a Wade fu concesso qualsiasi tipo di fischio, finché gli Heat non riuscirono a rimontare e battere Dallas.

 

Il caso più famoso, infine, è quello della sfida fra Sacramento Kings e Los Angeles Lakers in Gara 6 delle Western Conference Finals del 2002; i Lakers andarono in lunetta 27 volte nel primo quarto, contro i Kings furono fischiati falli quando non c’era stato alcun contatto, e vennero dati due liberi a Kobe dopo che LUI aveva colpito Mike Bibby in faccia con una gomitata...

 

E la lista prosegue ancora. Potete controllare voi stessi il video:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

©️ Fadeaway World

 

Questo articolo, scritto da Nemanja Vukasinovic per Fadeaway World e tradotto in italiano da Marco Cavalletti per Around the Game, è stato pubblicato in data 19 ottobre 2018.

 

 

 

 

 

 

 

 

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