5 trade che hanno cambiato per sempre l'NBA

September 10, 2019

 

© Sportskeeda

 

 

In NBA gli scambi sono spesso determinanti per il successo o il fallimento di una qualsiasi squadra: oltre alla free agency, sono infatti gli strumenti grazie ai quali una franchigia può trasformarsi in una contender nel giro di un paio di mesi. Quest'estate è stata un grande esempio di tutto questo.

 

Nel corso dell'offseason, infatti, ci sono state squadre che hanno ingaggiato delle star proprio grazie alle trade. I Los Angeles Lakers si sono assicurati Anthony Davis, ottenuto dai New Orleans Pelicans sacrificando Lonzo Ball, Brandon Ingram, Josh Hart e alcune scelte al draft. Presumibilmente un buon affare per entrambe le squadre. Lo scambio è stato di grande impatto per i Lakers, grazie all'aggiunta di un'altra star da affiancare a LeBron James. Ora hanno la possibilità di passare da una squadra che ha mancato di poco l'approdo ai Playoffs a una potenziale vincitrice del titolo. Perciò, questa trade sarà sicuramente decisiva per la prossima stagione.

 

Durante quest'ultima offseason, poi, si sono verificate altre trade significative che hanno dato vita a nuove contender. I Los Angeles Clippers hanno ricevuto Paul George tramite uno scambio con gli Oklahoma City Thunder. La mossa è stata effettuata subito dopo che gli stessi Clippers hanno ingaggiato Kawhi Leonard, free agent; insomma, hanno preso una grande star da affiancargli. Durante questa stagione sia i Clippers che i Lakers combatteranno per proclamarsi migliore squadra dell'Ovest. Non posiamo, però, considerare i Rockets fuori dai giochi: hanno infatti ingaggiato Russell Westbrook dai Thunder, dando loro Chris Paul.

 

Ognuna di queste trade ha cambiato il volto della Lega, così come accadde durante gli anni passati. Un bell'esempio è Kevin Garnett, scambiato ai Celtics dai Minnesota Timberwolves per un grande numero di giocatori. Garnett diventò parte del "Big Three" dei Celtics al fianco di Paul Pierce e Ray Allen, che insieme vinsero il loro primo titolo nel 2008. Questa e altre trade cambiarono la Lega ed ebbero un impatto permanente su di essa. I tifosi potrebbero non ricordare questi affari, ma ricordano di certo il loro impatto. Qui parliamo di cinque trade che hanno cambiato per sempre l'NBA.

 

 

#5 Kawhi Leonard e DeMar DeRozan 

 

 

Questa è la più recente trade nella lista. Si è verificata lo scorso anno e ha cambiato rapidamente l'NBA.

 

Tutto è partito da Kawhi Leonard. La scorsa estate, i San Antonio Spurs hanno scambiato l'ala ai Toronto Raptors in cambio di DeMar DeRozan, Jakob Poetl e una scelta protetta al primo giro del Draft 2019. Oltre a Leonard, anche il suo compagno Danny Green si è trasferito a Toronto tramite questo affare. Questo scambio, ai tempi, sorprese tutti, in quanto si pensava che Leonard si unisse ai Clippers o ai Lakers. Gli Spurs, invece, lo hanno spedito a Toronto, dove ha fatto qualcosa di incredibile, riuscendo a vincere il titolo.

 

 

In Regular Season, Leonard ha registrato le medie più alte in carriera di punti (26.6) e rimbalzi (7.3), e ha giocato 60 partite aiutando i Raptors a conquistare il secondo posto nella Eastern Conference. Ai Playoffs, i Raptors hanno battuto gli Orlando Magic, i Philadelphia 76ers e i Milwaukee Bucks, per poi raggiungere le Finals. Nella serie contro i Golden State Warriors si sono imposti per 4-2, aggiudicandosi il primo, storico titolo della franchigia.

 

Kawhi Leonard ha giocato in maniera eccellente ed è stato determinante per la vittoria finale. Quando la squadra aveva bisogno di lui, eccolo pronto a farsi avanti. Le sue prestazioni hanno aiutato i Raptors a compiere l'inimmaginabile... e ora, i Raptors sono ufficialmente campioni NBA.

 

Nonostante Leonard giocherà con un'altra squadra la prossima stagione, i Clippers, ciò che ha fatto a Toronto è stato impressionante. In una stagione, ha preso una squadra da Playoffs (che aveva difficoltà a superare il secondo turno) e l'ha guidata al titolo. Se questo non genera un enorme impatto nell'NBA, non sapei cosa possa farlo.

 

 

#4 Chris Paul, dagli Hornets a LA

 

 

Questo scambio fu unico, in quanto si finalizzò dopo che l'ex commissioner dell'NBA David Stern annullò una trade che avrebbe portato proprio Paul ai rivali dei Clippers: i Los Angeles LakersInizialmente, infatti, i New Orleans Hornets imbastirono uno scambio a tre squadre che avrebbe mandato CP3 ai Lakers. L'affare era praticamente fatto, ma l'NBA bloccò tutto.

 

 

A quel tempo, gli Hornets non avevano un proprietario: l'NBA gestiva la franchigia. Il commissioner dell'NBA annullò l'affare in quanto riteneva che tenere Paul sarebbe stata la scelta migliore per gli interessi preenti e futuri degli Hornets. La Lega, alla fine, lasciò però che si verificasse un altro scambio, e Paul finì ai Clippers. Nel 2011, dunque, i Clippers ingaggiarono CP3. Per prenderlo cedettero Eric Gordon, Chris Kaman, Al-Farouq Aminu e una scelta al primo giro del draft.

 

CP3 giocò ai Clippers per sei stagioni e fu parte del nucleo centrale del progetto insieme a giocatori come Blake Griffin e DeAndre Jordan. La squadra conosciuta come "Lob City" (di cui abbiamo parlato qui) si trasformò in una solida squadra da Playoffs. Ma questa versione dei Clippers ha cessato di esistere quando Griffin, Paul e Jordan si sono trasferiti altrove. Paul si è unito ai Rockets nella stagione 2017/18 ed è rimasto con loro per due anni, prima di essere scambiato  Oklahoma City quest'estate.

 

La trade di Paul ai Clippers, comunque, fu interessante. Per certi versi unica. L'affare, infatti, si concretizzò solo dopo che quello coi Lakers fu bloccato dall'NBA stessa. Sebbene questa mossa abbia cambiato la Lega in maniera differente dagli altri scambi, ha comunque dato vita ad un interessante "what if" e, comunque, avuto un discreto impatto sulle sorti della Western Conference.

 

 

#3 Scottie Pippen, da Seattle a Chicago

 

 

Questa non fu soltanto una delle trade più sbilanciate della storia dell'NBA, ma anche uno scambio che cambiò la Lega per sempre. L'affare riguardava la scelta al draft di Seattle, che sarebbe valsa un futuro campione NBA, scambiata per altre scelte ai Bulls. Nel 1987 i Sonics possedevano la quinta scelta, tramite la quale acquisirono un futuro Hall of Famer, l'ala Scottie Pippen. Ciononostante, Pippen non restò a lungo coi Sonics, anzi. I Bulls infatti allestirono una trade che permise loro di ingaggiarlo prima che facesse il suo esordio nell'NBA. I Bulls possedevano l'ottava scelta in quel draft e volevano fortemente Pippen, che però sfumò prima del loro turno. Perciò, presero in mano la situazione e lo ottennero tramite uno scambio, cedendo il centro Olden Polynice, che scelsero all'ottava, e molte pick.

 

 

Durante la sua carriera coi Bulls, Pippen divenne un giocatore chiave della franchigia: era il Robin del suo Batman, Michael Jordan. Dopo il suo primo ritiro, prima della stagione 1993/94, divenne anche il migliore scorer della squadra.

 

Il duo ottenne grande successo e vinse sei titoli. E il contributo di Scottie in entrambi i lati del campo, come sappiamo, è stato un pezzo fondamentale dei trionfi di Chicago. Se Jordan e i Bulls non avessero avuto Pippen, non avrebbero potuto raggiungere le vittorie che ora conosciamo. Lui e Jordan formarono un grande duo, e con altre importanti componenti attorno a loro, divennero leggendari. Nonostante Pippen abbia poi giocato per altre squadre nel corso della sua carriera, il suo periodo ai Bulls è stato sicuramente quello più memorabile.

 

Pippen ha fatto grandi cose con Chicago, ma tutto ciò, se la trade tra i SuperSonics e i Bulls non fosse mai stata attuata, non si sarebbe verificato, e i fan del Gioco non avrebbero potuto assistere alla grandezza della dinastia Bulls. Ed ecco perché questa trade ha cambiato l'NBA, e l'ha fatto per il meglio.

 

 

#2 Kobe a LA, Divac a Charlotte

 

Quando si parla di trade che hanno cambiato la Lega, è quasi impossibile dimenticare questa, che coinvolse una delle guardie (e non solo) più forti di tutti i tempi. Il giovane uscente dalla Lower Merion High School, poi, avrebbe avuto un'illustre carriera con una delle organizzazioni più prestigiose dell'NBA, i Lakers. Ma non fu scelto da loro, in quanto venne acquisito tramite una trade.

 

Kobe Bryant fu scelto alla n.13 al Draft NBA del 1996. Gli Hornets scelsero il giovane giocatore, che diventò la prima guardia ad essere scelta direttamente dall'High School. Tutto questo successe l'anno dopo che Kevin Garnett venne scelto, anch'egli uscente dal liceo. Non fu l'unico, però, ad essere pescato dall'high school nel 1996: l'altro fu Jermaine O'Neal, scelto alla n.17 da Portland.

 

Nonostante fu scelto dagli Hornets, comunque, Bryant non giocò mai per loro. Subito dopo il draft, infatti, venne scambiato ai Lakers in cambio di Vlade Divac. I Lakers persero il loro centro titolare, ma lo rimpiazzarono con un altro centro durante la free agency: Shaquille O'Neal. Così facendo, ottennero anche un giovane che (inaspettatamente) divenne parte del nuovo duo gialloviola.

 


Nella sua prima stagione, Bryant giocò spesso uscendo dalla panchina e mise a referto 7.6 punti di media nelle 71 partite giocate. Col passare del tempo, divenne un giocatore importantissimo per la franchigia. Il "Black Mamba" compì infatti grandi imprese negli anni coi Lakers: cinque titoli, un MVP e ue MVP delle Finals, tanto per comiciare. Il suo nome è presente accanto a quello di altre stelle gialloviola come Magic Johnson, Kareem Abdul-Jabbar e Jerry West.

 

Bryant divenne un grande giocatore, e un semplice scambio contribuì a renderlo un giocatore di successo. Ed è per questo che la trade che lo ha portato ai Lakers viene unanimemente considerata come una di quelle che ha cambiato davvero la storia della Lega.

 

 

#1 Kareem Abdul-Jabbar da Milwaukee a Los Angeles

 

 

Kareem Abdul-Jabbar è uno dei più grandi giocatori della storia. Ha segnato più punti di tutti e ha vinto diversi titoli. E' una leggenda e ha raggiunto grandi obiettivi, soprattutto durante i suoi anni ai Lakers. Ma non tutto è iniziato a Los Angeles.

 

Nel 1969, i Milwaukee Bucks scelsero Abdul-Jabbar (all'anagrafe ancora Lew Alcindor) al draft. Fu la prima scelta, vista la sua impressionante carriera al college con UCLA. L'impatto di Alcindor una volta nella Lega fu immediato. Durante gli anni ai Bucks, giocò con Oscar Robertson e insieme vinsero il titolo nel 1971. Fu davvero dominante a Milwaukee e vinse più volte i titoli di MVP e di miglior marcatore. Restò ai Bucks fino al 1975, anno dopo quello in cui chiese di essere scambiato: voleva i New York Kicks o i Los Angeles Lakers. E alla fine si unì a questi ultimi.

 

 

I Lakers ricevettero anche Walt Wesley, cedendo Elmore Smith, Brian Winters, Dave Myers e Junior Bridgeman. Ed è a Los Angeles che Abdul-Jabbar brillò al massimo, rivelandosi un giocatore cruciale per i Lakers dello "Showtime". Al fianco di giocatori come Earvin "Magic" Johnson, Abdul-Jabbar ebbe un grande successo (cestistico e mediatico) a LA. Coi Lakers vinse cinque titoli (1980, 1982, 1985, 1987 e 1988) e altri titoli di MVP nel 1976, 1977 e 1980.

 

Il successo di Abdul-Jabbar coi Lakers lo ha fatto entrare di diritto nell'Olimpo gialloviola. Anzi, della Lega. Ha iniziato la sua ascesa a Milwaukee, giocando in maniera eccellente, ma è il suo periodo ai Lakers che la gente ricorda maggiormente. Lo "Showtime" fu infatti di grande importanza per l'NBA, per la sua diffusione nel mondo, e la trade per Abdul-Jabbar, che ha cambiato la storia, ha giocato un ruolo essenziale in tutto ciò.

 

 

 

 

 

© Sportskeeda

 

Questo articolo, scritto da Davion Moore per Sportskeeda e tradotto in italiano da Alessandro Di Marzo per Around the Game, è stato pubblicato in data 4 settembre 2019.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Share on Facebook
Share on Twitter
Please reload

Seguici anche su

  • facebook-logo
  • instagram-social-network-logo-of-photo-c
  • twitter-social-logotype

Archivio AtG:

Around the Game nasce con l’obiettivo di avvicinare gli appassionati italiani alla pallacanestro NBA, attraverso due tipologie di contenuti: i contributi realizzati e pubblicati dai membri interni della redazione (diffusi a titolo gratuito, senza scopo di lucro, protetti da copyright e soggetti a legislazione vigente in materia di diritti d'autore); e articoli tradotti delle testate estere in collaborazione con AtG, pubblicati e tradotti in italiano dalla nostra redazione. I contenuti del secondo tipo, i cui diritti d’autore appartengono alle testate giornalistiche da cui sono stati pubblicati originariamente, sono pubblicati all’interno della sezione “Traduzioni” e vengono selezionati, tradotti e pubblicati da AtG sono dopo la ricezione da parte delle fonti di esplicito ed esclusivo consenso relativo a questa attività.

Around the Game non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza una periodicità prestabilita. Pertanto, ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001, non può essere considerato un prodotto editoriale. Alcune immagini sono prese da internet e quindi considerate di libero utilizzo, soprattutto nel caso in cui appartenenti alle testate in collaborazione con il nostro progetto. Se un'immagine o un contenuto è di tua proprietà e vuoi richiederne la rimozione, oppure per qualsiasi questione relativa ai diritti d’autore, ti preghiamo di inviare una mail a questo indirizzo: pr.aroundthegame@gmail.com
 

Fondatore e Caporedattore: Andrea Lamperti -  Fondatore e Web Manager: Ferdinando Dagostino

© 2017 by Around the Game.  Prodotto da FerdinandoDagostino.com