Alla ricerca della continuità

June 21, 2019

I Bucks sono andati anche troppo bene, e ora confermare tutti costerà molti dollari

 

 

A volte nella NBA saltare delle tappe, anche se in maniera positiva, può essere un boomerang.

 

La dirigenza di Milwaukee si era tenuta tanto spazio salariale per questa free agency, ma si è trovata "costretta" a lasciarsi alle spalle una stagione che è andata oltre le più rosee aspettative: 60 vittorie e il primo posto ad Est, anche se le Finals non sono state raggiunte. Il gruppo ha ampiamente dimostrato di poter essere competitivo ai massimi livelli e data la bassa età media del team, non sarebbe così insensato ipotizzare di voler aprire un ciclo vincente. La grande certezza Giannis Antetokounmpo firmerà, salvo imprevisti, il prossimo anno. Una estensione da 250 milioni di dollari per cinque stagioni. Quei soldi sono già destinati a lui, e da lì parte qualsiasi altro ragionamento. 

 

 

La situazione salariale

 

Il front office si troverà ad affrontare le scadenze contrattuali di tre quinti del quintetto base - Khris Middleton, Brook Lopez, Nikola Mirotic e Malcolm Brogdon. Eric Bledsoe, invece, aveva già rinnovato a stagione in corso, e George Hill è già stato salutato poiché era impossibile garantirgli gli opzionali 18 milioni del suo contratto.

 

Mirotic verrà accompagnato alla porta senza rancore, in quanto protagonista di una post season ampiamente deludente. Middleton invece verrà firmato, a qualsiasi costo. Ha 28 anni, è il momento del suo ultimo big contract, e sa di essere un partner eccezionale per Giannis. Sa difendere, spaziare il campo e sa anche costruirsi da solo la conclusione quando il greco non è in campo. Una sua partenza sarebbe un pessimo segnale, a Giannis in primis, e anche per questo non c'è dubbio: verrà confermato. Le ultime voci dicono che sia disposto a rinunciare a qualcosa rispetto al suo possibile massimo salariale. Milwaukee, comunque, potrà offrirgli 50 milioni e un anno in più di qualsiasi altra franchigia. Ogni dollaro risparmiato da quei 50 milioni sarà un dollaro guadagnato.

 

Sappiamo tutti quanto sia stato fondamentale Brook Lopez per il modo di giocare di coach Budenholzer. Sfortunatamente per i Bucks, non c'è nessun centro sul mercato in grado di tirare da lontanissimo e allo stesso tempo di proteggere il ferro come lui.

 

Per recuperare un minimo di spazio salariale, allora, è stata sacrificata la scelta numero 30 al Draft appena trascorso, spedita a Detroit insieme a Tony Snell. Il neo arrivato (proprio da questo scambio) Jon Leuer dovrebbe garantire un minimo contributo perimetrale, ma soprattutto i soldi risparmiati dovrebbero essere utilizzati per Lopez. 

 

Il nodo più difficile da sciogliere sarà probabilmente quello legato a Malcolm Brogdon. L'ex 36esima scelta ha sfoderato un'annata da 50, 40 e 90 (percentuale, rispettivamente, da due, da tre e ai tiri liberi), ma soprattutto con il suo wingspan e un'ineccepibile etica del lavoro, sembra poter essere il pezzo di completamento di una qualsiasi squadra della Lega. Questo lo rende particolarmente ambito e pregiato. E' un restricted free agent, quindi il front office potrà serenamente pareggiare qualsiasi offerta, ma sarebbe bene, magari, trovare un accordo prima dell'arrivo di troppe offerte al rialzo. 

 

 

Guardando al futuro

 

Mantenere il gruppo è una cosa teoricamente facile, ma farlo mentre si devono gestire rilanci da ogni parte non è lo stesso. I Bucks potrebbero ritrovarsi a dover pagare la tassa di lusso, cosa che non fanno dal 2002/03. Dando per scontata, poi, la conferma di Giannis, in Wisconsin praticamente si troverebbero a tifare praticamente per gli stessi giocatoria lungo. Per quattro, cinque anni. Si andrebbe insomma ad ingessare il salary cap per diverse stagioni, anche se, a livello teorico, con un gruppo futuribile e competitivo.

 

Le altre squadre top nella Eastern Conference, Philadelphia e Boston, nonché i campioni Toronto Raptors, hanno forse problemi maggiori dei Cervi. Boston sta per perdere Irving e Horford, Phila dovrà scegliere cosa fare con Redick, Butler ed Harris. Dovesse partire Leonard, le ambizioni canadesi subirebbero un brusco stop.

 

Insomma, la situazione dei Bucks non è facile da gestire. Ma il loro ruolo ad Est non sembra pronto ad essere ridimensionato, anzi. Dovessero subito confermare in blocco questo roster, Milwaukee potrebbe essere candidata quasi in solitaria al trono dell'Est, e metterebbe un'incredibile pressione alle altre franchigie.

 

 

Possibili scenari

 

Al momento sembra quindi difficile immaginare una squadra anche minimamente diversa da quella che abbiamo apprezzato in questa stagione. Il GM Jon Horst ha persino sostenuto che pagare già da quest'anno la luxury tax non spaventa la proprietà.

 

Una dichiarazione ai limiti della spavalderia, ma probabilmente volta a dare un segnale a tutto l'ambiente: i Bucks hanno intrapreso la via giusta, e non hanno nessuna intenzione di cambiarla. In un mercato in cui tutti stanno cercando la via della vittoria, rivoluzionando di continuo uomini e idee, potrebbe essere la scelta vincente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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