The Decision

November 5, 2019

Con chi giocherà i Playoffs 2020 l'ex MVP delle Finals, Andre Iguodala? La risposta, che probabilmente inizia con "Los Angeles", potrebbe cambiare le gerarchie nella corsa al titolo

 

 

 

Los Angeles è la città dei sogni. Come quello dei Clippers di competere per la prima volta, e seriamente, per il Larry O’Brien; o come quello dei Lakers di tornare dopo anni sul palcoscenico più importante, le NBA Finals, per riportare il popolo giallo-viola in quello che reputa il proprio habitat naturale: il tetto del mondo.

 

Los Angeles, poi, è la città delle storie con finali hollywoodiani, degli scontri epici e degli stravolgimenti di trama. E quello tra LeBron James e Andre Iguodala, andato in scena durante quattro Finals consecutive (dal 2015 al 2018), è stato uno dei duelli più vicini allo status di “leggendario” negli ultimi anni di Playoffs NBA. Che sia da Laker o che sia da Clipper, vedere Iguodala affrontare di nuovo LeBron, oppure questa volta spalleggiarlo nella sua caccia al quarto titolo, sarebbe squisitamente hollywoodiano.

 

Ricordate il titolo di MVP delle Finals 2015, con il Re “detronizzato” e fermo al 38% dal campo quando difeso da Iguodala? Certo che lo ricordate, come ovviamente non avete dimenticato la vendetta dell’anno dopo: la rimonta dei Cavs da 3-1 sigillata da QUELLA stoppata, probabilmente la giocata più iconica dell’NBA moderna. Poi, il 2017 (20 punti per “Iggy” nella decisiva Gara 5) e il 2018 (sweep e fine dell’era-LBJ ai Cavs), ultimi due atti di una rivalità senza fine, senza tempo e soprattutto senza età, considerando che parliamo di due classe ’84. Ancora oggi, in misura diversa, decisivi.

 

 

Senza esitazioni, il punto di partenza è che quest’anno non sarebbe sorpreso nessuno, o quasi, se le Western Conference Finals dovessero disputarsi integralmente allo Staples Center, addobbato a turni alterni con i colori di una o dell’altra franchigia della città. Dopo l’estate, segnata dall’arrivo di Anthony Davis da una parte e dal nuovo elettrizzante duo Leonard-George dall’altra, le speculazioni su chi parta avanti nel testa-a-testa cittadino non hanno mai conosciuto tregua. I favori del pronostico quest’anno decisamente “LA-centrici” e lo confermano le quote dei bookmaker, che vedono le due franchigie losangeline come favorite numero uno e due per il successo finale.

 

Dopo il primo scontro diretto stagionale (nell’opening night) tra Lakers e Clippers, avevamo parlato della “battaglia per la supremazia di LA”. Ovvero, dell’esito e delle chiavi tattiche del primo atto, di quanto si era visto sul campo nei 48 minuti e di come si sono presentate le due nuove corazzate della Lega al debutto in Regular Season; e soprattutto, al netto delle assenze (Paul George e Kyle Kuzma), della possibile proiezione in uno scontro a primavera inoltrata.

 

In un precedente articolo, invece, avevo elencato e analizzato “10 motivi per cui i Clippers partono davanti ai Lakers”, e tra questi avevo annoverato la difesa di coach Doc Rivers, una certezza ereditata dalla scorsa stagione e resa ulteriormente credibile dall’arrivo di due super-specialisti come Kawhi e PG. Il discorso, in quella sede, era stato mandato “in stand-by, perché nel radar di entrambe le franchigie c’è Andre Iguodala, in uscita dai Grizzlies e pronto ad accasarsi a LA. Quale sponda? Basta pensare a chi sono i principali attaccanti dei due lineup (ali molto fisiche e mobili), oltre che all’esperienza e alle doti dell’ex Warriors, per capire perché la sua scelta potrebbe davvero spostare gli equilibri in un’eventuale serie Playoffs”.

 

E il punto è proprio che la scelta di Iguodala potrebbe davvero, davvero spostare gli equilibri. I Lakers probabilmente ne hanno più bisogno, perché a differenza dei Clippers oggi non trovano nel proprio roster le “soluzioni” ai rebus posti dagli accoppiamenti con le due stelle degli avversari, ovvero le ali di Doc Rivers. E sono da menzionare le difficoltà che ha incontrato fin qui Kentavious Caldwell-Pope, il cui ruolo nelle rotazioni sarebbe proprio destinato a “Iggy” (eventualmente con un’espansione del minutaggio nei momenti decisivi della stagione), qualora decidesse di unirsi ai giallo-viola.

 

D’altro canto, i Clips stanno provando a fare il grande passo, quello che la franchigia e i suoi tifosi aspettano da... sempre. E chi meglio di lui per “importare” in spogliatoio una mentalità e un’attitudine vincente? Oltre che, ovviamente, per aggiungere al roster qualità che porterebbero a livelli inimmaginabili il potenziale difensivo nelle mani di Doc Rivers.

 

Ma facciamo un passo indietro. Perché Andre possa trovarsi nella posizione di scegliere se trasferirsi a Los Angeles, ed eventualmente in quale sponda cestistica, prima deve essere liberato dall’attuale stato di “prigionia” in cui versa a Memphis. I Grizzlies si sono ritrovati il giocatore in seguito alla trade estiva che ha permesso a Golden State di “salvare il salvabile” e non rimanere col cerino in mano dopo l’addio di Kevin Durant.

 

 

Parte dei Grizzlies, però, Iguodala praticamente non lo è mai stato. Ha infatti lasciato capire in modo inequivocabile a staff tecnico e front office della franchigia che non ha alcuna intenzione di sprecare tempo - che, a 35 anni, conta più di qualsiasi altra cosa - in una squadra che sta costruendo per arrivare in alto tra qualche stagione, quando i migliori giovani a roster saranno nel proprio prime.

 

A Memphis, in questo momento, un giocatore come lui serve a poco, da un punto di vista tecnico. Potrebbe essere il leader e la “chioccia” dei giovani, ma sarebbe necessaria una sua disponibilità che non è mai stata neanche accennata. Anzi. Ovviamente però, essendo l’ex MVP delle Finals oggetto dei desideri di diverse contender, il front office vuole provare a cavarne qualcosa in termini di asset futuri. E dunque a cederlo via trade entro la deadline del prossimo febbraio.

 

Si è parlato come potenziali interessate di Nuggets e Blazers, due squadre che stanno cercando di fare il definitivo salto di qualità per elevarsi al “piano si sopra”, quello dove risiedono le contender più credibili per il titolo. Secondo alcuni rumors emersi nell’ultimo mese, infatti, potrebbero essere disposte a mettere sul piatto giocatori in scadenza contrattuale e non destinati a rimanere a roster, come Miles Plumlee ad esempio; oltre, ovviamente, a quelle scelte cui chiaramente ambirà, e come primissima priorità, la dirigenza dei Grizzlies.

 

Personalmente, però, sarei piuttosto sorpreso se i front office di Denver e Portland (nonché di altre franchigie in condizioni simili) decidessero di sacrificare delle scelte - anche se di relativo valore - per provare a compiere quel passo che il solo Iguodala, nell’immediato, difficilmente può garantire. Certo, delle altre mosse sul mercato entro febbraio potrebbero metterle in condizioni diverse, più competitive, e quindi potrebbero rendere più sensato uno scambio di questo tipo.

 

Nel probabile caso in cui Memphis non dovesse ricevere offerte con scelte al draft, il buyout sarebbe dietro l’angolo. E il discorso tornare a vertere intorno a Los Angeles, città che - non è un segreto - ha un appeal proprio ed extra-cestistico, oltre a ospitare le due attuali pretendenti al titolo più credibili. (E sì, mi sento di accantonare del tutto - pronto a farmi smentire - le voci che durante la Preseason indicavano Houston come altra possibile destinazione). Ed eccoci, quindi, alla più-che-realistica possibilità che Iguodala “porti i suoi talenti” (a proposito di “Decision”) a Venice Beach. Lakers o Clippers? Quale ambizione sposare?

 

Quella della franchigia più “sexy” del mondo, con uno dei migliori giocatori della storia della Lega (nonché, come detto, un grande antagonista personale) come LeBron James? Oppure seguire un’altra volta quella stella cometa che risponde al nome di Jerry West, che dopo aver illuminato la via per la cosiddetta “Era Warriors” ha provato, con le mosse di quest’estate, a inaugurare una dinastia vincente nella franchigia più perdente della Nazione?

 

 

Più che nei Clippers, nei giallo-viola non è per niente difficile immaginare il suo ruolo nelle rotazioni di coach Vogel, off the bench; e il fondamentale compito che gli sarebbe assegnato, quello di “stopper” per le migliori ali della Lega. Che, guardando alla scorsa stagione, potrebbero proprio corrispondere ai nomi di Kawhi Leonard (MVP delle Finals) e Paul George (primo quintetto All-NBA).

 

Secondi alcuni, i Lakers sarebbero ad oggi i favoriti per vincere la corsa ad Andre Iguodala: il suo apprezzamento per Frank Vogel non è mai stato un mistero, Jackie MacMullan di ESPN ha assicurato che “andrà ai Lakers, come mi hanno confermato tutti i giocatori con cui ho parlato”, e poi Twitter ha preso fuoco mentre Andre commentava in diretta sul suo profilo la gara contro i Mavs.

 

Ma la sensazione è che potremmo cambiare idea ancora molte volte, di qui a febbraio. E che dovremo semplicemente aspettare...

 

“The Decision”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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