Around the Warriors: guardare l'abisso e specchiarsi

November 15, 2019

Altri infortuni spingono la stagione di Golden State verso il basso. E ora?

 

 

Due misere vittorie nelle prime dodici partite. Una contro i Pelicans, che fanno segnare un po' tutti, con ancora Draymond Green (tripla doppia) e Steph Curry presenti, l'altra un vero e proprio sgambetto rifilato a Portland, praticamente con un roster da D-League in cui ha fatto furore Eric Paschall con 34 punti e 13 rimbalzi. Per il resto, solo sconfitte. 

 

Steph Curry, probabilmente l'unico motivo per cui la stagione poteva scoprirsi ancora decente, si è rotto la mano e dovrebbe tornare dopo l'All Star-Game di febbraio. Draymond Green si rivedrà sui campi a breve, dopo aver avuto problemi ad un dito. Queste due gravi perdite si sono aggiunte ai lungodegenti Klay Thompson - per lui sì, stagione già finita - e Kevon Looney che tornerà a fine novembre.

 

Golden State è la peggior difesa della Lega con un Defensive Rating di 117.5 punti ogni 100 possessi. Elencare tutte le pessime statistiche difensive sarebbe superfluo. Tutti sono pronti a vendicarsi dello squadrone che ha dominato nell'ultimo lustro, ormai ridotto all'osso. I Lakers ne hanno dato una dimostrazione, dando 26 punti di scarto senza dosare le energie. King James ha fatto notare che anche lui aveva giocato le Finali senza Love e Irving... Insomma, chi la fa, l'aspetti.

 

Lo spettro del tanking sicuramente aleggia perlomeno nei pensieri nascosti dei giocatori, ma coach Steve Kerr ha subito chiarito in conferenza stampa: "non dobbiamo accettare il nostro destino e neanche piangerci addosso, dobbiamo solo vincere delle partite".

Dichiarazioni forse solo di facciata, ma effettivamente è ancora troppo presto per lasciar sfilare l'annata senza lottare. 

 

D'Angelo Russell si ritroverà ora a cercare di tenere in piedi le sorti della franchigia praticamente da solo, ma una trade potrebbe essere la soluzione più giusta per tutti (ne abbiamo già parlato qui). Il suo career high di 52 punti non è bastato nella sconfitta all'overtime contro Minnesota. L'ex Nets ha segnato 21 degli ultimi 23 punti della squadra, perfetta cartina di tornasole di quello che sarà un "one man show" per le partite a venire. Russell darà il massimo per il suo futuro, per aumentare il suo valore di mercato in caso di trade, o per giustificare una sua permanenza ai Dubs quando torneranno i big. Resta comunque, a mio parere, un giocatore difficile da scambiare, per via dell'alto salario con un contratto lungo, nonostante la giovane età. Sono, poi, poche le squadre di vertice ad avere bisogno di una point guard, quindi trovare un acquirente potrebbe essere difficoltoso.

 

Alec Burks verrà sicuramente ceduto, ha già chiesto sottotraccia di cambiare aria. Dovesse trovare un minimo di regolarità nelle sue prestazioni, avrebbe mercato per i team da post season. Essendo al minimo salariale, non è strettamente necessario dare qualche giocatore in cambio, si potrebbe semplicemente assorbire il suo contratto. Il front office dei Warriors cercherà di ottenere almeno una seconda scelta che potrebbe rivelarsi utile per un team che sarà oggetto di cambiamenti.  

 

I giovani a disposizione sono volenterosi e ora avranno anche ampio minutaggio. Tuttavia, non sembrano prospetti di grande potenziale. Per ora, Eric Paschall è l'uomo in vetrina, elogiato dal coaching staff. L'ex giocatore di Villanova ha un ruolo ancora indefinito. 1.98 per 115 kg è ovviamente un giocatore ancora in divenire. Sta superando i 15 punti di media in poco più di 30' di utilizzo. Sostanzialmente, rappresenta l'unica buona notizia di questo inizio di stagione.

 

 

Nonostante il peso, Paschall ha un'ottima mobilità. Può segnare facilmente nel traffico e se è nella serata giusta di tiro, come nel filmato, può essere una doppia minaccia. Non ha tanto equilibrio quando tira, con le spalle ricade quasi all'indietro, però salta tanto e risulta una meccanica molto difficile da contestare. Può migliorare e aspirare a diventare uno starter NBA.

 

Jordan Poole sta tirando malissimo, con un 28% da tre, mentre Damion Lee e Ky Bowman sono stati appena catapultati in campo ed è troppo presto per giudicarli. Omari Spellman resta un mezzo oggetto misterioso con soli 16' di media. Marquese Chriss ha già visto ridurre il suo impiego una volta tornato Cauley-Stein. 

 

Allenare la franchigia in questo clima sarà molto difficile. Nessuno era pronto a un tale tracollo delle ambizioni e i giocatori potrebbero avere scopi diversi per il futuro. Molti penseranno solo a mettersi in mostra, altri aspetteranno una trade, i big potrebbero non dare il massimo sentendo che lo sforzo non porterebbe ad un granché e forse vorranno, anche inconsciamente, salvaguardare il proprio fisico, perché ora il futuro conta molto più del presente.

 

E' veramente arduo porre un target intelligente a questa squadra per stimolarla nel momento più basso degli ultimi anni. Golden State vaga in mezzo al mare, e la luce di un faro pare lontanissima. Tutti si aspettavano un ridimensionamento, ma probabilmente nessuno avrebbe immaginato di guardare l'abisso così da vicino, e vedere la propria immagine.

 

 

 

 

 

 

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