Perché i Celtics devono evitare una trade per Drummond

January 8, 2020

Il centro dei Detroit Pistons costerebbe dei sacrifici troppo grossi e non sarebbe una pedina ideale per il gioco di Boston, né in attacco né in difesa

 

 

© Celtics Blog

 

 

 

Venerdì pomeriggio Adrian Wojnaroski di ESPN ha sganciato la prima grande "Woj Bomb" della trade season.

 

 

E' da tempo che in NBA gira voce che gli Atlanta Hawks sarebbero interessati ad Andre Drummond per la prossima estate, a seguito della decisione del centro di uscire dal contratto coi Detroit PistonsCome ha precisato Wojnaroski, la conclusione dell'accordo non è imminente, ma tra Detroit e Atlanta c'è un negoziato in corso.

 

Wojnaroski ha inoltre precisato che Detroit sta parlando anche con altre squadre e tra queste potrebbero esserci proprio i Boston Celtics

Tuttavia l'opinione che si desidera esprimere in questo articolo è che i Celtics NON dovrebbero cercare una trade per Drummond.

 

Ecco perché.

 

Cominciamo parlando un po' dello stesso Drummond. A chi non piacerebbe un autentico centro di 26 anni? Mettiamo assieme alla sua giovane età e al suo ruolo delle statistiche "robuste", quali 17.6 punti col 53.7% dal campo, 15.8 rimbalzi, 2.7 assist, 1.8 stoppate e 2.0 palle rubate a partita, e otterremo un giocatore al quale molte squadre NBA dovrebbero cercare di giungere attraverso una trade. 


Prendiamo inoltre in considerazione che è opinione di molti che a Boston manca un centro. A questo punto, Drummond può sembrare un innesto perfetto. E' abbastanza giovane da ben abbinarsi dal punto di vista anagrafico al resto della squadra e, una volta ri-firmato, occuperebbe il ruolo di centro per anni. Tuttavia, questo sarebbe un approccio troppo semplicistico.

 

Come abbiamo imparato dalla fine della scorsa stagione fino al momento della stagione attuale a cui siamo giunti, la compatibilità conta e parecchio. Forse più di ogni altra cosa. Dunque, prima di addentrarci nelle logiche che rendono la trade per Drummond improbabile, parliamo del suo possibile fit con i Celtics. Drummond è compatibile con gli schemi offensivi e difensivi di Boston? Nonostante tutto il suo talento, la risposta è un sonoro NO.

 

Da quando Brad Stevens è arrivato a Boston, ai 5 sono state richieste due cose: giocare dentro e fuori in attacco, farsi valere sul perimetro nei cambi della difesa. Ecco, Drummond non rientra in queste specifiche.

 

Iniziamo con l'attacco: la totalità (o quasi) dei tentativi a canestro di Drummond sono costituiti da tiri da due punti. Di questi tiri, quest'anno un significativo 92% proviene da dentro il pitturato o comunque nelle sue prossimità (perfettamente in linea con suo profilo di tiro in carriera).

 

Considerato che Drummond è alla sua ottava stagione in NBA, è abbastanza probabile che non sarà mai un pericolo al di fuori del pitturato. Prendiamo a riferimento il fatto che l'anno scorso ha provato ad allargare il suo raggio di tiro fino a dietro l'arco, e i risultati sono stati disastrosi, dato che ha messo a segno solamente 5 dei suoi 38 tentativi da tre punti.

 

 

Ciò significa che a Boston, Drummond dovrebbe ampiamente fare ricorso al pick&roll oppure giocare in post, il che non sarebbe neanche male se non fosse che i Celtics non sono una squadra che fa grande affidamento su queste soluzioni. Piuttosto, fanno un largo utilizzo di isolamenti e di attacchi basati sul movimento offensivo.

 

Quando fanno ricorso al pick&roll, viene spesso eseguito tra giocatori di taglia simile oppure una combinazione ala-guardia. 

Riguardo invece i post-up, c'è Enes Kanter e nessun'altro,. Si tratta di un'arma utilizzata solamente quando si affrontano centri delle second unit con i quali vi è un mismatch importante. 

 

In tal senso, in ragione della loro capacità di prendersi dei jumper, giocatori quali Amir Johnson, Al Horford e Daniel Theis sono stati i principali centri dei Celtics negli ultimi anni. Quando a Big Al veniva chiesto di iniziare come power forward, la miglior lineup prevedeva Aron Baynes nella posizione di centro.

 

Stevens vuole qualcuno che rappresenti una minaccia quando decide di prendersi i suoi tiri. Chiaro e semplice. E riguardo la difesa?

 

Drummond non è affatto un cattivo difensore. Per Basketball-Reference la sua IDR (Individual Defense Rating) in questa stagione è pari a 102 (leggermente al di sopra delle passate stagioni, dove si fermava a 100 o appena al di sotto). Ma quello che Detroit gli chiede è di stare praticamente solo nei pressi del pitturato. Se siete degli osservatori dei Celtics, pensate come a Enes Kanter viene richiesto di giocare in difesa e vi farete un'idea di ciò che Drummond potrebbe (e non potrebbe) fare.

 

Coach Stevens chiede che il suo 5 sia in grado di cambiare e di prendere uomini sul perimetro, tenendogli testa. Daniel Theis e Robert Williams sono entrambi in grado di farlo, così come Grant Williams nelle lineup small ball. Come si configura Drummond come difensore, rispetto ai tre centri principali di cui Boston ha fatto utilizzo quest'anno?

 

Vi ricordate il suo Defensive Rating di 102? Ecco quelli attuali di Theis, Kanter e Robert Williams.

 

Theis: 101

Kanter: 100

Williams: 95

 

E riguardo i rimbalzi, invece?

 

Drummond guida ancora la Lega in questa statistica e se vincerà di nuovo il titolo di miglior rimbalzista, lo farà per la quarta volta negli ultimi cinque anni. Al di fuori della sua stagione da rookie, quando era ancora un giocatore part-time, Drummond ha preso almeno 13.2 rimbalzi a partita ogni anno. Quindi, sì, è un rimbalzista eccezionale. Ma questo cosa porta ai Pistons come squadra? Di certo non molto.

 

Quest'anno Detroit, sempre per Basketball-Reference, è 20esima in Defensive Rebounding. Per fare un paragone, Boston, pur con tutte le sue problematiche opzioni per i centri, attualmente si classifica 14esima.

 

D'accordo, anche se Drummond non rappresenta un grosso upgrade né in difesa né in attacco. ovviamente non sarebbe neanche un downgrade rispetto a chi gioca da centro oggi a Boston. Tuttavia il costo per acquisirlo sarebbe proibitivo.

 

Il contratto di Drummond ammonta a 27.1 milioni di dollari per la stagione 2019/20, più un 8% di trade bonus che porta il totale a 29.3 milioni. Per completare una trade per lui, Boston dovrebbe "recuperare" più di 23 milioni e ciò renderebbe percorribili solamente due strade.

 

Opzione A: una trade con Gordon Hayward

Opzione B: una trade con Marcus Smart

 


Partiamo dall'opzione A. Se vi piace questa opzione, siete pazzi. Hayward, come ha dimostrato più e più volte quest'anno, è una pedina importante per Boston. La sua presenza permette a Stevens di far giocare tra i due e quattro giocatori dalla taglia simile, che possono cambiare in difesa e giocare dentro e fuori in attacco. Hayward è il miglior playmaker dei Celtics e le sue statistiche per i 36 minuti di impiego sono pari, se non migliori, delle sue stagioni a Utah. Le sole ragioni per cui si potrebbe considerare di mettere Hayward in una trade sono la chance di arrivare a una vera superstar oppure il ritenere che i suoi recenti problemi al piede siano di natura cronica e che ciò avrà un impatto considerevole per il resto della sua carriera.

 

Ciò lascia aperta solamente l'opzione B. Non si tratta di una follia, ma non è neanche ideale. Ricordatevi che si devono recuperare 23.3 milioni per assorbire il salario di Drummond. Diciamo allora che i migliori giocatori dei Celtics sono off-limits, perché non c'è ragione di prendere Drummond se poi bisogna andare a perdere parecchio da altre parti. Ciò significa che Kemba Walker, Jaylen Brown e Jayson Tatum sono fuori discussione.

 

 

Ebbene, se anche venissero scambiati tutti gli altri componenti del roster, mancherebbero ancora circa 3 milioni e questo significa che Marcus Smart, nel caso, DEVE far parte della trade. Il suo salario di 12.5 milioni permetterebbe a Boston di tenere un altro paio di giocatori fuori dallo scambio, sì, ma se pensate che i Celtics possano scambiare Smart senza avere in cambio una vera star, vi siete persi gli ultimi anni di questa franchigia. Smart è il cuore e l'anima di questi Celtics. 

 

Detto tutto questo, per i Boston Celtics non ha semplicemente senso, né dal punto di vista tecnico, né da quello del salary cap, fare una trade per Andre Drummond. E questo senza menzionare il fatto che è in cerca di un nuovo contratto proprio mentre il rinnovo di Jaylen Brown è alle porte e tra un anno ci sarà da rinnovare Tatum (presumibilmente al massimo salariale), assieme a Walker.

 

Drummond, dal canto suo, non accetterà nulla di meno del massimo, soprattutto nel momento in cui gli Atlanta Hawks si apprestano a presentare un'offerta al massimo salariale. Boston diventerebbe una squadra estremamente dispendiosa e decisamente poco profonda.

 

Sì, forse i Celtics hanno davvero bisogno di un upgrade per il ruolo del centro, sebbene il loro profilo complessivo dica che non è così. Non passerebbero la mano per giocatori più funzionali al sistema di Brad Stevens o per cui una trade sarebbe meno dispendiosa. Ma Drummond, semplicemente, non è il giocatore che può risolvere i problemi dei Celtics.

 

Né ora, né mai. 

 

 

 

 

 

 

 

© Celtics Blog

 

Questo articolo, scritto da Keith P. Smith per Celtics Blog e tradotto in italiano da Andrea La Scala per Around the Game, è stato pubblicato in data 3 gennaio 2020.

 

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