I migliori cinque Bulls del nuovo millennio

March 17, 2019

 

©️ Sportskeeda



 

I Bulls sono una delle franchigie più vecchie e amate dell’intera NBA. Fondati nel 1966, non si sono mai spostati da Chicago e hanno visto crescere la loro popolarità, soprattutto grazie alla striscia di vittorie senza precedenti conquistate negli anni '90.

 

Sono conosciuti per aver creato una delle più grandi dinastie della storia NBA, capace di vincere 6 titoli tra il 1991 ed il 1998, con ben due, storici three-peat. I Bulls sono anche l’unica squadra ad aver vinto almeno un titolo senza aver mai perso una finale.

 

Nonostante il loro ultimo successo sia quello del 1998, non si può dire che, nel nuovo millennio, a Chicago non siano passati grandi giocatori. Anche se in questo momento la franchigia sta attraversando un momento di ricostruzione dalle fondamenta. In attesa che per i tifosi Bulls (che sono tanti e sparsi in tutto il mondo) arrivino tempi migliori, ecco chi sono stati i migliori 5 giocatori passati per l'Illinois a partire dal 2000.

 

 

 

#5 Kirk Hinrich (2003-2010, 2012-2016)

 

Quando è stato scelto nel 2003 con la settima chiamata assoluta, in molti hanno dubitato delle sue potenzialità. Col tempo però è riuscito a convincere praticamente tutti, dimostrandosi un giocatore particolarmente solido e diventando una delle colonne portanti del roster di Chicago per molto tempo.

 

Era un eccellente realizzatore, capace di far registrare 16.6 punti, 6.3 assist e 3.4 rimbalzi a partita durante la stagione 2006/07, quella che è considerata la sua migliore in carriera. E’ stato scambiato nel 2010 a Washington, per poi essere spedito un anno dopo ad Atlanta, risultando un fattore importante nella conquista dei Playoffs nel 2012.

 

E’ stato un leader in campo, un difensore di alto livello e soprattutto detiene il record di tiri da tre punti segnati della franchigia - tutti validi motivi per inserirlo in questa top-5.

 

 

 

#4 Luol Deng (2004-2014)

 

I Bulls al Draft del 2004 avevano due scelte nelle prime 10 e Luol è stata una di queste. Deng è stato chiamato alla settima dai Suns per poi essere girato subito a Chicago, dove è cresciuto tantissimo, diventando uno dei loro migliori giocatori degli ultimi anni.

 

E' stato due volte All-Star, una volta inserito nel secondo miglior quintetto difensivo della Lega e, anche se non è mai riuscito a conquistare il titolo, un grandissimo fattore per quei Bulls. E’ stato capace di guidare la squadra durante sei corse ai Playoffs, mantenendo una solidissima media di 15.1 punti, 6.1 rimbalzi e 2.3 assist a partita. La sua avventura in quel di Chicago è terminata nel 2014, direzione Cleveland Cavaliers - e da allora le cose non gli sono andate troppo bene... Ma non ditelo al suo agente.

Al momento gioca per i T-Wolves e vede il campo solo una manciata di minuti a partita, ma è stato un grande giocatore ai tempi dei Bulls.

 

 

 

#3 Joakim Noah (2007-2016)

 

Scelto nel 2007 con la nona scelta assoluta, Joakim Noah si è rivelata una delle migliori chiamate di sempre della franchigia . Con i Bulls Noah è stato due volte All-Star, due volte scelto nell’All-NBA Defensive Team, è entrato nel primo quintetto della Lega e nominato NBA Defensive Player of the Year nel 2014.

 

Non ha disputato una grande stagione né da rookie né da sophomore, ma ha iniziato ad emergere a partire dal suo terzo anno. Nella metà campo difensiva, più che in quella offensiva, ha sempre fatto la voce grossa. La sua miglior stagione è stata quella del 2013/14, quando ha mantenuto 12.6 punti, 11.3 rimbalzi, 5.4 assist, 1.2 rubate e 1.5 stoppate a partita.

 

Per via di vari infortuni e problemi fisici non è più stato in grado di ripetere quelle cifre ed è finito per accasarsi a New York, sponda Knicks, nel 2016 - dove, ancora, non è più riuscito ad incidere. Ora gioca a Memphis e sembra sulla buona strada per tornare a giocare al livello che gli compete.

 

E’ sicuramente uno dei pezzi più pregiati dei Bulls degli ultimi 20 anni. E ne è stato a lungo l'anima.

 

 

 

#2 Jimmy Butler (2011-2017)

 

Nel 2011 Chicago trova - con la 30-esima chiamata - Jimmy Butler, diventato poi una delle colonne portanti della franchigia. Due volte All-Star, due nomine nel terzo quintetto NBA, quattro volte nel secondo Defensive Team ed MIP nel 2015. Nonostante non fosse tra i profili più attesi nel 2011, i Bulls hanno deciso di scommettere su di lui. E hanno avuto ragione.
 

Butler ha mostrato già da inizio carriera sprazzi del suo potenziale, fino alla definitiva consacrazione nella stagione 2014/15. Nell’anno successivo è riuscito addirittura a migliorarsi, finendo la stagione regolare con la media di 23.9 punti, 6.2 rimbalzi, 5.5 assist, 1.9 rubate in 37 minuti di impiego.

 

Diventato uno tra i migliori giocatori della Lega e con nessun top player al suo fianco, è stato scambiato ai Minnesota Timberwolves in cambio di Zach LaVine, una chiamata al draft (che si è poi trasformata in Lauri Markannen) e Kriss Dunn. 

 

 

 

#1 Derrick Rose (2008-2016) 

 

Derrick Rose ha avuto una carriera incredibile e tutti, almeno una volta, si sono chiesti cosa sarebbe potuto diventare senza infortuni.

 

Chiamato alla numero 1 nel 2008, è stato incredibile già nella sua prima stagione. 16.8 punti, 6.3 assist e 3.9 rimbalzi di media a partita, vincendo Rookie of the Year e portando i Bulls ai Playoffs. La stagione successiva è migliorato ancora ed è stato selezionato per l’All-Star Game.

 

Nella sua terza annata in NBA è riuscito a salire ulteriormente di livello, facendo registrare 25.1 punti, 7.7 assist, 4.1 rimbalzi ed 1 rubata a partita, che gli son valsi il titolo di MVP all’età record di 22 anni. In post season è riuscito a trascinare Chicago fino alle finali della Eastern Conference, dove però si è dovuto arrendere, in cinque gare, agli Heat di Dwyane Wade e LeBron James.

 

La rottura del legamento crociato anteriore del 2011/12 e le successive ricadute, che lo hanno tenuto lontano dal campo per diverso tempo, ci hanno impedito di vedere quello che sarebbe potuto essere uno dei migliori giocatori di sempre.

 

Ora, nel Minnesota, è tornato ad alti livelli. Una storia davvero "romantica", per certi versi. In ogni caso D-Rose sarà ricordato per il suo trascorso da stella, MVP e idolo di una città a Chicago.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

©️ Sportskeeda

 

Questo articolo, scritto da Shubham Pant per Sportskeeda e tradotto in italiano da Giorgio Marelli per Around the Game, è stato pubblicato in data 13 marzo 2019.

 

 

 

 

 

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