Christmas Game: come Golden State ha fermato LeBron

December 26, 2017

James decisamente sottotono nella sfida natalizia contro gli Warriors, il re-match delle NBA Finals 2016 e 2017.

 

 

 

I Golden State Warriors riprendono esattamente da dove avevano lasciato al termine della passata stagione, vincendo dopo sei mesi dall'ultima sfida con i Cavaliers per 99-92.

 

La partita è stata sicuramente condizionata dalle tante assenze per infortunio - Curry, Thomas e Rose tutti fuori - ma lo spettacolo sicuramente non è mancato. Quello di una partita nervosa e di alto livello, come ci si aspetta da un match di Playoffs.

Cleveland ha tirato malissimo, e pensare di battere Durant e compagni con il 31.8% dal campo sarebbe impensabile; ma nonostante ciò sono rimasti in partita fino a pochi secondi dalla fine e le occasioni per portarsi in vantaggio sul 92 pari non sono mancate, considerando anche una non-chiamata arbitrale dubbia (fallo di KD su James), che avrebbe potute cambiare l'esito dell'incontro.

 

Oltre a Durant e Thompson, autori di due prestazioni eccellenti (25 e 24 punti), e al solito contributo di Draymond Green (tripla-doppia), la differenza è stata segnata dai comprimari. Ottimo l'impatto di Jordan Bell, che, partito in quintetto, non ha assolutamente deluso: il suo atletismo e la sua attitudine hanno permesso cambi difensivi perfetti, negando spesso a Cleveland la via per il ferro; David West ha giocato una partita da veterano, emergendo nel momento più critico con un paio di letture perfette in attacco e una palla recuperata su LeBron nel finale.

 

Nell'attesa che queste due squadre siano al completo, al momento, il rendimento migliore della panchina vede Golden State in vantaggio nella corsa al titolo.

 

 

 

Il quintetto di Golden State anti-LeBron

 

 

Questo Christmas Game è stato preparato in maniera impeccabile da coach Kerr, almeno difensivamente.

Il quintetto proposto in chiave anti-LeBron era composto da McCaw, Thompson, Green, Bell e Durant. L'incarico di marcare il Prescelto è toccato a KD, che ormai sta dimostrando di essere uno dei migliori two-way player della Lega. Ma ovviamente la difesa degli Warriors è costruita per cambiare sui blocchi e in questa situazione nessuno dei giocatori di Kerr è andato in crisi. Anche McCaw, il più piccolo in campo, non ha sofferto eccessivamente le situazioni in cui si è trovato accoppiato con James - ed ecco il motivo per cui è possibile, con Curry out, farlo partire nello starting five, facendo uscire dalla panchina Iguodala e Livingston e senza alterare dunque gli equilibri nelle rotazioni dei campioni in carica.

 

Soprattutto Bell, Green e Durant hanno marcato benissimo il Re, costringendolo ad una partita ampiamente sotto i suoi standard e forzandolo a commettere ben 7 palle perse. La scelta principale è stata avere una difesa molto staccata sul lato debole, riempiendo l'area anche con più di un aiuto e concedendo il tiro da tre, in particolare dagli angoli. Sebbene questo sia stato un invito a nozze per Kevin Love (31 punti, 6/11 da 3), la strategia difensiva ha funzionato alla perfezione, costringendo i Cavs ad un misero 25% da 2. Anche quando gli uomini di Tyronn Lue riuscivano ad arrivare al ferro, l'incredibile verticalità dei lunghi di Golden State impediva tiri puliti; aggiungete la bellezza di 8 stoppate subite (5 delle quali portano la firma di KD!) e la sola via per segnare rimasta ai Cavs era il tiro dalla lunga distanza. Ma neanche il positivo 15/36 dall'arco è potuto bastare per mettere una pezza sul disastroso 13/52 da dentro il perimetro.

 

 

La difesa di Kerr ha giocato un ruolo importante nel limitare LeBron, tuttavia c'è da dire che anche il Prescelto non sempre ha fatto la scelta migliore, commettendo errori per lui inusuali.

Il suo tabellino recita 20 punti, 6 assist, 6 rimbalzi e 7 palle perse (di cui 4 nel quarto quarto), con il 39% dal campo - non abbastanza per battere questi Warriors... figurarsi quelli con Steph!

 

L'attacco di Cleveland non lo ha aiutato: è stato molto statico e ha spesso isolato LBJ nell'1c1, attendendo una sua giocata. L'area intasata e la scarsa precisione negli scarichi ha costretto James e compagni a prendere molti tiri forzati. Ecco perché l'attacco dei Cavs si è fermato a 92 - molto meno rispetto ai 110 punti segnati di media a gara in questa stagione - portando a termine la prima partita da oltre due mesi senza raggiungere quota 100.

 

 

 

Aspettando le Finals...

 

 

Nonostante la brutta prestazione al tiro, Cleveland ha dimostrato che la rivale numero uno di Golden State è sempre la stessa. In una sfida al meglio delle 7 partite potremmo vedere più equilibrio rispetto all'anno scorso, perché questi Cavaliers sono molto più profondi e ancora devono integrare un giocatore come Isaiah Thomas - che certamente può comportare delle difficoltà difensive, ma quello che può fare per migliorare efficacia e spaziature dell'attacco di Lue non è neanche in discussione.

 

Lo strapotere dei Cavs ad Est ha pochi rivali e la strada per arrivare alle Finals - Boston permettendo - sembra la stessa delle scorse stagioni. Ad Ovest c'è molta più competizione e c'è una nuova (ma neanche troppo) credibile contender, Houston; ma gli Warriors sono ancora i favoriti per la vittoria della Conference e del Larry O'Brien Trophy.

 

Nell'attesa di giugno, il rematch in casa di Cleveland è fissato per il 16 gennaio. In quell'occasione dovrebbero essere in campo sia Curry sia Thomas, e soltanto allora avremo un'anteprima abbastanza esaustiva di quella che potrebbe essere, ancora un volta, la serie delle Finals 2018.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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