Dicono Oltreoceano

November 28, 2019

Una lega che non smette mai di chiacchierare (e twittare). Ecco 5 dichiarazioni degli "addetti ai lavori", e altrettante nostre considerazioni, su cui vale la pena soffermarsi qualche minuto

 

 

 

"Non è vero, in realtà stiamo facendo il culo a tutti" - Gregg Popovich

 

Esiste un uomo di sport che allo stesso tempo intimorisca e affascini come Coach Pop?

 

Dopo otto sconfitte di fila, poi, ha rincarato la dose: "Non credete a chiunque abbia detto che stiamo perdendo delle partite: non è vero. Ci sono intrighi contro di noi". Chissà se ha detto così dopo aver sentito nello spogliatoio Spurs la ricerca di qualche alibi.

 

Da applausi a scena aperta, poi, le sue dichiarazioni dopo aver ritrovato la vittoria contro i New York Knicks. "A nessuno piace perdere tante partite di fila, ma non è una cosa che debiliterà i miei ragazzi mentalmente. Hanno ancora i loro stipendi..."

 

Serve aggiungere altro? Probabilmente sarebbe il più grande di sempre anche senza tutti quegli anelli.

 

 

"Harden e Doncic giocano alla loro velocità qualsiasi cosa accada. Mi ricordano Steve Nash" - Mike D'antoni

 

Lo sloveno più famoso del mondo ha messo a ferro e fuoco anche il Texas nella battaglia tra i due migliori step-back della NBA.

 

Doncic sopra i 40 punti senza neanche aver dato l'impressione di sforzo, e partita condotta dall'inizio alla fine. E' difficile dare torto a Mike D'Antoni, quasi certamente l'allenatore con meno dogmi della Lega, in grado di far esprimere le proprie superstar in totale libertà. C'è qualcosa di magico in questi due giocatori, di cui Nash è stato il precursore, ma in modi e tempi diversi.

 

Tre talenti purissimi, per ora senza titoli NBA. Che il buon Mike abbia sognato di allenare Luka Doncic? Che sogni più movimento di palla è sicuro. Il suo contratto è in scadenza...

 

 

"Melo è cambiato e migliorerà sempre più" - Alex Bazzell

 

Che sia la volta buona? Si può cambiare un 35enne ex All-Star che fino a non molto tempo fa si metteva a ridere anche al solo pensiero di partire dalla panchina?

 

Di sicuro Bazzell ha le idee molto chiare, sapendo che Melo deve migliorare nel lavoro senza palla e soprattutto in difesa. Per ora l'ex Knicks - che tornando ha conquistato la nostra simpatia - alterna gare pessime, in cui tira mattoni ed è un birillo difensivo, a partite "vintage", da piromane di retine (25 punti, 8 rimbalzi e 2 assist contro Chicago).

 

Vederlo segnare con decisioni rapide e pochi palleggi è un piacere. Che abbia capito le sue lacune di anni?

 

Certo, giocare con Lillard e McCollum e avere un sistema di gioco collaudato come quello di Portland, è un bell'andare. Ma l'avvocato del diavolo che è in noi si chiede se questa storia avrà un lieto fine. Il record in Oregon è ancora negativo e la risalita della classifica nella Western Conference sarà ancora lunga e tortuosa. Vedremo Carmelo Anthony di nuovo ai Playoffs?

 

Nel frattempo la sua difesa resta questa.

 

 

 

"E' avvilente che nessuna franchigia si interessi a me" - Jamal Crawford

 

Ed eccolo, un altro nobile decaduto. O quasi.

 

Stiamo parlando di un giocatore icona della storia della Lega. La sua capacità di costruirsi il tiro dal palleggio è (stata) inimitabile e quel suo mix di ball handling e footwork lo ha già reso immortale. Il suo doppio dietro-schiena con movimento di spalle a disorientare il difensore è indimenticabile.

 

 

E' anche vero, però, che il buon Jamal a parte segnare (non sempre con grandi percentuali), si rende poco utile in un campo di basket, e le sue statistiche sono state in costante calo dal 2013/14. L'anno scorso è stato sotto la doppia cifra di media. Tuttavia, l'impressione è che una squadra la troverà: infortuni ce ne saranno e un veterano al minimo salariale può sempre fare comodo. Potrebbe essere l'ideale per quelle squadre alla ricerca di un upgrade per entrare nei Playoffs.

 

Il suo momentaneo sgomento servirà a stimolarlo in vista del ritorno in campo. Aspettiamo quel momento.

 

 

"Ho vinto 15mila dollari bevendo sei birre" - Lou Williams

 

Hanno di grazia 2005/06. Un giovane Lou Williams inizia la sua carriera nei Sixers, allora animati da Allen Iverson, Chris Webber, Andre Igoudala, Jamal Mashburn e Kyle Korver. Viene sfidato a bere una confezione di birre da sei lattine stile Homer Simpson. Cronache di nonnismo NBA (profumatamente pagato)."Non potevo tirarmi indietro, non volevo fare una brutta figura"Tutti erano preoccupati: stette male per parecchie ore.

 

Quell'annata, agli ordini di coach Maurice Cheeks, non andò benissimo con un record di 38-44. Se non altro, però, Williams strappò qualche risata e rimpinguò il suo salario, che all'epoca era di 450.000 dollari. Chissà chi ha pagato la scommessa... e come.

 

 

 

 

 

 

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