I Sixers (non) arriveranno alle Finals?

December 15, 2019

 

© Fadeaway World

 

 

 

Ci si aspettava che i Sixers potessero dominare la Conference in questa stagione. Dopo tutto, hanno due superstar come Embiid e Simmons e hanno aggiunto due ottimi giocatori all’organico come Horford e Richardson. Tobias Harris è rimasto come terzo violino e coach Brett Brown saldo sulla sua panchina.

 

La continuità e le aggiunte al roster avrebbero dovuto mettere Phila, nelle aspettative di molti, allo stesso livello di Lakers e Clippers. Nonostante queste premesse, però, oggi sembra che ci siano delle crepe nella struttura della squadra.

 

A prescindere dall’attuale buon momento (9 vittorie e 1 sconfitta nelle ultime 10), Phila, secondo chi scrive, non avrà molte chance di giocare le prossime NBA Finals. Ecco perché.

 

 

Un vuoto difficile da colmare

 

La perdita di Jimmy Butler è il più importante di tutti i motivi, probabilmente.

 

Philadelphia ha perso Butler nella Free Agency 2019. Jimmy ha trasformato gli Heat con la sua etica del lavoro e con la sua passione per il Gioco. I Sixers non sono riusciti a rimpiazzarlo con un giocatore capace di difendere sul migliore giocatore avversario e, al tempo stesso, segnare 20 punti a partita.

 

Nella maggior parte delle partite degli scorsi Playoffs è stato, per distacco, il miglior giocatore di Phila. Anche se Horford e Richardson sono buonissimi innesti, Butler è stato una perdita enorme: ci sono pochi, pochissimi giocatori in NBA in grado di essere determinanti quanto lui in entrambe le metà campo.

 

 

L’inconsistenza di Embiid

 

Potenzialmente, Embiid potrebbe essere il miglior lungo della Lega, perché è in grado allo stesso tempo di segnare tanto e in modi diversi, e di proteggere l’area nell'altra metà campo. Joel, però, è stato sorprendentemente molto incostante in questo inizio di stagione. I suoi numeri sono altalenanti e qualche settimana fa, nella partita contro Toronto (persa 101-96) non ha segnato neanche un punto in 32 minuti, tirando 0/7 da due, 0/4 da tre e 0/3 in lunetta.

 

 

Embiid resta comunque un'incredibile minaccia per le difese avversarie, ma il calo delle sue prestazioni in questa prima parte di stagione è stato alquanto allarmante. E’ stato criticato da alcuni media e tifosi, reo di essersi più concentrato nel parlare che nel giocare.

 

Un’altra cosa da tenere in conto, poi, è la sua salute cagionevole. Purtroppo è improbabile che il lungo dei Sixers riesca a rimanere a lungo al riparo da infortuni e, come spiegato in questo articolo a proposito del "load management" di Kawhi Leonard, un atleta della taglia di Jojo e con i suoi problemi di "tendinopatia" richiede una gestione molto cauta. Brett Brown dovrà essere prudente e fargli saltare delle partite, a discapito del record in Regular Season della sua squadra.

 

 

Simmons non è ancora un tiratore

 

Finalmente abbiamo visto Ben Simmons segnare una tripla, e poi un'altra. Ciò non dimostra ancora, però, che la giovane stella dei Sixers sia un tiratore affidabile. I suoi problemi al tiro nei Playoffs diventeranno ancora un limite e risulteranno un grosso "ma" per i sogni dei tifosi di Phila di raggiungere le Finals,

 

Spesso la presenza di Embiid ed Harris costringe gli avversari a intasare l'area. In queste situazioni è fondamentale che Simmons impari a prendere e segnare dei tiri dal perimetro, altrimenti per le difese diventa molto più semplice arginare le qualità offensive di Philadelphia.

 

Se dovesse riuscire a fare il salto di qualità in questo fondamentale e acquisire fiducia entro la post-season, cosa altamente probabile, i Sixers avranno un grosso problema quando dovranno affrontare le migliori difese della Eastern Conference.

 

 

Mancanza di profondità e di tiratori

 

Infine, i Sixers non hanno abbastanza tiratori e profondità per arrivare alle Finals.

 

Innanzitutto, aver perso JJ Redick è stato un disastro per Phila. E’ stato un tiratore formidabile a Philadelphia, riuscendo da solo a sopperire alle gravi lacune di Simmons e a garantire spaziature migliori alla squadra. Averlo in uscita dai blocchi sul lato debole era una giocata che veniva spesso utilizzata da Phila ed era molto efficace per allargare le difese avversarie, garantendo a Embiid, Simmons ed Harris la possibilità di giocare uno-contro-uno e creare vantaggio per l'attacco. Ora, però, JJ si trova nell’altra Conference e Phila non è riuscita a trovare un tiratore con le sue caratteristiche.

 

Un ultimo problema per i Sixers, poi, è senza dubbio la scarsa profondità nel roster. Oltre allo starting five, solo Korkmaz ha dimostrato di essere un giocatore in grado di produrre in maniera abbastanza consistente. La scarsa lunghezza della panchina di Phila implica uno sforzo maggiore da parte dei titolari, incluso Tobias Harris, il quale nei Playoffs potrebbe non essere in grado di rivestire con successo il ruolo di seconda scelta offensiva in una squadra da titolo.

 

 

 

 

 

 

 

© Fadeaway World

 

Questo articolo, scritto da Eddie Bitar per Fadeaway World e tradotto in italiano da Marco Romeri per Around the Game, è stato pubblicato in data 12 dicembre 2019.

 

 

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