Il centro di Boston

November 24, 2019

 

©️ Celtics Blog

 

 

La stagione è appena iniziata ma i tentativi, soprattutto sui media, di inquadrare i Boston Celtics 2019/20 sono già innumerevoli.

 

Sono l'esatto opposto della squadra dello scorso anno, stanno ampiamente superando le attese della maggior parte degli analisti, ma hanno un tendine d'Achille nella posizione di centro. Che, se non colmata prima dei Playoffs, potrebbe rivelarsi fatale per le ambizioni della franchigia.

 

Potrebbero avere ragione. Di certo, la squadra sarà chiamata ai Playoffs ad affrontare esseri umani di una certa stazza e nascondere debolezze del genere su serie da sette partite è impresa alquanto improbabile.

 

Enes Kanter è l'usato certo: solido a rimbalzo, ma incapace di difendere ad alti livelli. Daniel Theis sta giocando piuttosto bene, ma contro certi giocatori risulta troppo leggero. Robert Williams ha il fisico e l'atletismo per giocarsela con chiunque, ma tanto è solito collezionare stoppate quanto è frequente che abbocchi a tutte le finte di tiro che incontra. Vincent Poirier è stato inserito per dare profondità alla panchina, ma è difficile che sia in grado di ritagliarsi uno spazio nelle rotazioni.

 

Le altre possibilità sono optare per il quintetto piccolo (Grant Williams e Semi Ojeleye) o escludere proprio il ruolo (Marcus Smart si è inventato la sua personale interpretazione di "strecth 6").

 

Brian Windhorst (ESPN) ha spiegato brillantemente come Stevens abbia sfruttato tutta la sua creatività per ribaltare a suo favore questa evidente debolezza nel ruolo. Ma la domanda rimane aperta: possono davvero queste strategie riconfermarsi anche nei Playoffs, o sarà il centro a rivelarsi il tassello che (per l'ennesimo anno) impedirà alla squadra di puntare seriamente al titolo? In molti sostengono la seconda opzione e a gran voce suggeriscono di rimediare in tempo utile attraverso una trade. 

 

 

Windhorst ha recentemente riportato:

 

"La verità è che per i Celtics, anche qualora fossero intenzionati a rinforzarsi nel ruolo, non sarebbe affatto semplice. Di carte in mano ne avrebbero diverse, ma Boston ha più volte messo in chiaro di non voler rinunciare a nessun giocatore chiave. Questa lista comprende anche Hayward e Smart, che più volte in passato erano stati indicati come possibili pedine di scambio".

 

Escludi questi giocatori dal mercato e in mano ti rimane poca roba. Impossibile, o quasi, pensare di arrivare a giocatori del calibro di Kevin Love Nikola Vucevic senza privarsi di Hayward o Smart. Potrebbero esserci opportunità per giocatori con contratti meno onerosi, ma la maggior parte dei candidati è ancora impegnata nel contratto da rookie (e quindi, per le proprie squadre, ancora alla voce investimenti per il futuro) o con punti di debolezza che sembrano coincidere con quelli già in squadra. Rimane il mercato dei buyout, che però è per definizione imprevedibile.

 

Danny Ainge è sempre aperto a valutare opportunità di mercato, ma anche lui è sembrato piuttosto scettico sul fatto che qualcosa, effettivamente, si materializzi . Durante un'intervista con Steve Bulpett per il Boston Herald, ha dichiarato che "è sempre una questione di chi è il giocatore, non di quanto è alto. Non basta prendere qualcuno più alto di 7 piedi per ritrovarsi magicamente più forti di prima. Dipende tutto da chi è questo giocatore e se è in grado di interpretare il ruolo in maniera più efficace di Marcus Smart"

 

Lo scenario più probabile è che i Celtics continuino con il roster attuale, guardando con attenzione agli sviluppi di mercato. Dopotutto, non è solo un problema dei Celtics quello di accoppiarsi con squadre come i Sixers. Anche le squadre avversarie, però, devono trovare un modo di gestire quintetti come quello di Boston: sarà in grado Embiid di marcare efficacemente giocatori come Smart o Hayward?

 

Inoltre, se è vero che Theis, Kanter, Williams e Poirier sono singolarmente poco versatili, se considerati insieme offrono a Brad Stevens un interessante ventaglio di opzioni, da scegliere in base agli avversari e al momento.

 

Attualmente la speranza è che Robert Williams continui a maturare, soprattutto nei fondamentali. L'idea di vederlo in campo per molti minuti sembrava poco probabile fino a poche settimane dall'inizio della stagione. Di strada, però, ne ha già percorsa parecchia. Tutto quello che ci si attende da lui è una difesa solida e, dall'altra parte del campo, occasionali chiusure al ferro quando deve concretizzare un vantaggio. Forse, acquisendo presenze durante la stagione, potrebbe rivelarsi una soluzione affidabile, in grado i coprire il ruolo per venti minuti circa a partita.

 

Tantissimo tempo, comunque, ci separa dalla trade deadline e ancora di più dai Playoffs. Che sia forse questa apparente debolezza a rivelarsi, a posteriori, un punto di forza della squadra quest'anno?

 

 

 

 

©️ Celtics Blog


Questo articolo, scritto da Jeff Clark per Celtics Blog e tradotto in italiano da Riccardo Pilla per Around the Game, è stato pubblicato in data 21 novembre 2019.

 

 

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