Il futuro di Randle ai Lakers è ancora un'incognita

February 16, 2018

 

© Los Angeles Times / TNS

 

 

Julius Randle non se ne farà mai una ragione, ma fa parte del gioco: essere professionisti nella NBA comporta anche non vedere più, da un giorno all’altro, una persona che nel tempo è diventata tuo amico, tuo fratello.

 

“Non ti abitui mai al fatto che un compagno con cui hai costruito un forte legame di punto in bianco se ne vada” ha dichiarato JR questa settimana, “non penso tu possa farci l’abitudine, ma capisci bene che fa parte del business”.

 

Avrebbe potuto essere lui a dover andare via. Ma la trade deadline è scaduta giovedì scorso e Julius è rimasto un Laker. E le probabilità che rimanga nella Città degli Angeli anche dopo questa stagione sono maggiori di quanto lo fossero appena settimana scorsa.

 

I compagni Jordan Clarkson e Larry Nance Jr. sono stati tradati ai Cavaliers, per aumentare spazio salariale in vista della prossima estate. Clarkson e Randle sono stati entrambi draftati dai gialloviola nel 2014; l’anno successivo li ha raggiunti Nance.

 

Nonostante tutto il chiacchiericcio intorno a Julius nelle ultime ore prima della trade deadline, Randle continuava a professarsi tranquillo a proposito del suo futuro:

 

“Non me ne importava nulla, sinceramente. Ero solo grato per qualsiasi cosa sarebbe accaduta. Mi sono preparato per quel momento tutto l’anno. Le ultime ore non contavano, erano uguali a tutte le altre. Sono stato accostato a numerose trade per tutto la stagione e questi discorsi non mi hanno minimamente sfiorato. Perché avrebbero dovuto farlo nelle ultime ore?”

 

Il numero 30 dei lacustri nella passata stagione è stato offerto in un più ampio pacchetto agli Indiana Pacers per Paul George. È stato cercato da più squadre della Lega quest’anno, ma Los Angeles evidentemente non era intenzionata a darlo via, non a certe condizioni, e neppure ad approfondire certi discorsi.

Avevano sì bisogno di tagliare il monte ingaggi e qualsiasi franchigia interessata al giocatore avrebbe aiutato a raggiungere lo scopo. Ma è anche vero che Randle si trova all’ultimo anno del contratto da rookie e in estate diventerà restricted free agent. Quindi pure i team a lui interessati, dopo la sua recente "rinascita", hanno riconosciuto il pericolo di concedere troppo per un giocatore in questa situazione contrattuale.

 

All’inizio della Regular Season il futuro di Julius ai Lakers si faceva sempre più nuvoloso. Nonostante l’intenso lavoro estivo, che ha letteralmente scolpito il suo corpo, coach Luke Walton non era intenzionato a farlo partire in quintetto. E il ragazzo inizialmente ha faticato ad accettare questa decisione.

 

Una volta adattatosi, però, è velocemente diventato una colonna portante della squadra, rendendo il suo contributo di inestimabile valore. La media realizzativa del lungo texano è cresciuta mese dopo mese, raggiungendo i 20.4 punti a partita in questa prima metà di febbraio. Di conseguenza ha iniziato nello starting five le ultime 22 partite, nelle quali viaggia a 17.2 punti e 9 rimbalzi di media. Nella recente vittoria ai danni dei Thunder (4 febbraio) e nella striscia di 12 vittorie e 5 sconfitte da inizio gennaio ad ora, Julius si è rivelato fondamentale.

 

“Amo il modo in cui sta giocando al momento” ha confessato Magic Johnson, il massimo dirigente sportivo della franchigia. “Sta giocando il miglior basket che abbia mai espresso”.

 

Verosimilmente quest’estate i Lakers gli presenteranno una qualifying offer, in modo da mantenere i diritti sul giocatore. Avranno quindi la possibilità di pareggiare qualsiasi altra offerta - posto che non sono molte le squadre nella Lega con ampio margine di manovra nell'estate 2018 (economicamente parlando).

 

A meno che non rinunci ai suoi diritti su Randle, la franchigia californiana non potrà contare su ulteriore spazio salariale per dare la caccia ai free agent migliori in circolazione - quali siano i programmi di Magic, del resto, lo sappiamo...

Magari il Front Office gialloviola non avrà bisogno di ulteriore spazio salariale nel prossimo mercato: potrebbe pure convincersi che Julius sia parte integrante del loro progetto e un giocatore su cui puntare anche per il futuro.

 

“Sì, mi piacerebbe rimanere qua ancora a lungo” ha recentemente dichiarato l’ex Kentucky Wildcat.

“È tutto l’anno che lo ripeto. Detto ciò, il Front Office prenderà le scelte che più riterrà opportune. Non posso pensare a quello, posso solo concentrarmi sulla mia preparazione, sul mio gioco e il mio impegno”.

 

Settimana scorsa ha superato uno scoglio sul suo percorso verso un futuro ai Lakers.

Il prossimo sarà all'inizio dell'estate in arrivo.

 

 

 

 

 

Il Los Angeles Times, fondato nel 1881, è un’autorevole testata californiana e il quarto giornale statunitense per diffusione. In collaborazione con Around the Game da ottobre 2017, in ambito NBA segue approfonditamente le due franchigie cittadine: Lakers e Clippers. Questo articolo, scritto da Tania Ganguli e tradotto in italiano dalla nostra redazione, è stato pubblicato in data 11/02/2018.

 

 

 

 

 

 

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