Jimmy Butler mostra la via ai Wolves (e a Wiggins)

December 22, 2017

Nella NBA di oggi non ci si può affidare a jump shot dalla media: la prestazione di Butler lunedì sera lo dimostra.

 

© Star Tribune / TNS

 

Lo Star Tribune, fondato nel 1867 col nome di “Minneapolis Tribune”, è il quotidiano con la maggior tiratura del Minnesota. Particolarmente aggiornato riguardo il mondo T-Wolves, collabora con Around the Game da ottobre 2017. Questo articolo, scritto da Michael rand e tradotto in italiano dalla nostra redazione, è stato pubblicato in data 19/12/2017.

 

 

 

I 37 punti di Jimmy Butler nella partita di lunedì, per la quale era in dubbio a causa di un fastidio alla schiena, sono una dimostrazione vecchio stile di determinazione e grinta.

 

Quando in casa Wolves si tireranno le somme per la stagione in corso, ho la sensazione che ricorderemo bene come l'ex-Bulls e Crawford abbiano guidato la squadra ad una difficile vittoria per un punto su Portland, permettendo di restare saldamente al quarto posto ad Ovest, con un record di 18-13, e cambiando un recente ruolino di marcia interno che, in caso di sconfitta, sarebbe stato ancor più deludente.

 

L’ultima giocata offensiva di Jimmy B, quando ha preso la linea di fondo, ha subito fallo vicino al ferro e ha messo a segno i due liberi, tuttavia, è un bel mix di vecchia e nuova scuola. L’esperienza di un basket più convenzionale, in queste circostanze, suggerisce una penetrazione a canestro piuttosto che un jump shot: c’è più probabilità di ottenere situazioni favorevoli. Inoltre, da quando le statistiche avanzate hanno acquistato sempre più rilevanza, si è capito che i tiri più efficaci nella Lega sono quelli da oltre l’arco o vicino al ferro. Al contrario dei tiri dalla media.

 

L’attacco dei Timberwolves in questa stagione è qualcosa di paradossale. Sono quinti per offensive rating con 111.6 punti per 100 possessi e sono noni per percentuale reale al tiro.

 

Dall’altra parte si prendono - altri direbbero si accontentano di - molti inefficienti "mid-range shot".

Il 73.2 % dei tiri presi avvengono dentro l’arco: si tratta della terza percentuale più alta della Lega. Il 28% di questi è stato preso da una distanza compresa tra 10 piedi (3 metri circa, ndr) e la linea da tre punti, e un altro 19% tra i 3 (1 metro circa, ndr) e i 10 piedi. Questo significa che il 53% dei tiri di Minnesota sono stati al ferro o da oltre l’arco: si tratta di una delle percentuali più basse in NBA. I Rockets, un esempio estremo, prendono l’82,3 % dei tiri in questo modo. Ah, e tra le altre cose, guidano la Lega per offensive rating…

 

In generale, tutti questi tiri hanno una percentuale di realizzazione minore rispetto a triple e tiri al ferro. In media, una squadra NBA tira con il 39.4% da una distanza compresa tra i 3 e 10 piedi, col 41% dai 10-16 piedi e col 40% tra i 16 piedi e l’arco.

 

I Wolves sono tra i migliori dai 3-10 piedi con il 42,1% - grazie soprattutto al 50,8 di Butler e al 45,1 di Towns da questa distanza - e sono eccellenti quando vanno al ferro - 70,2%, terzi nella Lega - tuttavia prendono solo il 26% dei tiri dal campo in questa maniera.

 

Questi numeri testimoniano un buon attacco. I Timberwolves sono ottimi da vicino e vanno spesso in lunetta. Ma potrebbero essere anche meglio, se non si accontentassero di tutti quei tiri dalla media e long two.

 

A tal proposito, il dito può essere puntato contro molti giocatori, ma il principale colpevole è senz'altro Andrew Wiggins.

 

Prima di lunedì, la small forward aveva tentato giusto il 22,8% dei tiri al ferro. L’anno scorso il 29% e i due anni prima viaggiava a cifre superiori al 30% in questa statistica.

 

Wiggins in questa stagione sta tirando molte più triple, il che è un bene in termini di efficienza, ma, ora come ora, semplicemente non stanno entrando.

 

Oltretutto, si affida ancora troppo spesso ai jump shot, pure in situazioni di isolamento: Wiggins sa essere troppo pericoloso nell’attaccare il ferro per accontentarsi di prendere così spesso un tiro dalla media!

 

La sfida contro i Blazers di lunedì vale bene da esempio. Andrew ha finito con 4/14 dal campo, segnando tre volte al ferro e una all'interno del pitturato, per un totale di: 3/4 in area; 1/3 tra i 6 e i 10 piedi; 0/4 nei mid-range shot e 0/3 da tre.

Solo il 50% dei suoi tentativi - 7/14 - sono avvenuti al ferro o da oltre l’arco. Ha tirato 3/7 in questi casi. Gli altri 7 tiri presi, di cui solo 1 segnato, sono stati inefficienti mid-range shot.

 

Al contrario, 8 degli 11 canestri realizzati da Butler sono stati presi nel pitturato, inclusi 5 tra layup e schiacciate. Anche Jimmy si è preso dei tiri dalla media - a volte questi erano tiri completamente aperti o inevitabilmente da prendere vista la situazione - ma nel farlo è stato molto più aggressivo rispetto al compagno.

 

In stagione, in realtà, Butler è stato finora meno efficiente di Wiggins nella selezione dei tiri.

Prima di lunedì aveva provato solamente il 47.2 % dei suoi tiri al ferro o da tre. Tuttavia Jimmy, come detto sopra, è tra i migliori nella Lega per percentuali nel tiro tra i 3 e i 10 piedi. Mette a segno molti tiri da 4-5 piedi di distanza, che sono virtualmente dei layup, ma non vengono considerati tali.

 

Nonostante tutto, il numero 23 nei secondi finali della partita di lunedì, è stato premiato per la sua aggressività. Sì, non ha concluso la penetrazione con un canestro, ma ha ottenuto ciò che di meglio viene dopo: fallo e due tiri liberi.

 

Butler deve continuare su questa strada e Wiggins deve seguire l’esempio, se i Wolves vogliono passare da un buono ad un ottimo attacco.

 

 

 

 

 

 

 

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