Walton: prima la squadra, poi i singoli

January 3, 2018

Mentre il numero di sconfitte cresce per i Los Angeles Lakers, coach Walton dice che le decisioni “non vanno prese per far felici i ragazzi”.

 

© Orange County Register / TNS

 

 

 

I Lakers hanno risposto all’incontro di squadra perdendo la terza partita consecutiva con un distacco in doppia cifra. Un altro starting lineup partito col piede sbagliato.

 

Dopo questo risultato, l'head coach dei gialloviola ha dovuto affrontare alcune domande sul caos regnante in casa Lakers.

 

“I ragazzi sanno che le decisioni che prendo possono non essere giuste” - ha dichiarato Luke Walton in sala stampa dopo la sconfitta contro i Clippers - “ma ognuna di esse risponde alla domanda: cosa è meglio per la squadra?”

 

I Lakers hanno vinto solo una volta negli ultimi 25 giorni e hanno chiuso il 2017 sullo stesso parquet in cui hanno ottenuto l’ultima vittoria, a Houston. Il 20 dicembre scorso, in Texas, i "lacustri" prevalsero per 122 a 116, grazie ai 38 punti di Kyle Kuzma - questa volta invece Harden, Paul e compagni l'hanno spuntata 148-142, dopo due tempi supplementari.

 

Dopo quel successo, la stagione dei losangelini ha preso una piega preoccupante. Hanno perso 10 delle ultime 11 partite, mostrando vistosi regressi difensivi. Al momento i Lakers siedono sul fondo della Western Conference, preceduti dai Memphis Grizzlies, vincitori dell’ultimo confronto fra le due allo Staples Center il 27 dicembre.

 

Il giorno dopo l’ultima vittoria a Houston, di cui sopra, la shooting guard Kentavious Caldwell-Pope ha dovuto scontare una condanna di reclusione al Seal Beach Detention Center, mentre il centro Julius Randle, prima pick della franchigia nell’estate del 2014, è passato dal giocare 10/12 minuti al partire in quintetto la sera dopo.

 

Anche di questo si è parlato durante il recente team meeting, che ha causato tanta agitazione venerdì scorso.

 

La riunione, evidentemente, non ha avuto - almeno apparentemente - effetto immediato, dal momento che contro i Clippers è arrivata la 21esima sconfitta negli ultimi 23 derby losangelini.

 

“Non pensiamo certo di fare un incontro e uscirne pensando ‘alla grande, ora siamo i Warriors’. Nulla di tutto questo è accaduto ovviamente e dobbiamo essere pazienti" - ha dichiarato Larry Nance Jr. ai media.
Il numero 7 gialloviola è convinto che la riunione sia servita, come minimo, a tirare su il morale, se non direttamente a migliorare i risultati sul campo:

 

“Ha decisamente aiutato a costruire un po’ di chimica e cameratismo di squadra” - ha detto Nance - “specialmente in questo momento di difficoltà in cui possono esserci delle divergenze di opinioni”.

 

Parole che ci riportano a Luke Walton.

L’head coach, al secondo anno nella Città degli Angeli, è sempre stato ritenuto saldo nella sua posizione e anche un’ulteriore stagione di sconfitte non sembra poter scalfire questa situazione. Nonostante i dirigenti che gli diedero la panchina, Jim Buss e Mitch Kupchak, siano fuori dalla società da tempo.

 

Infatti, dalla loro uscita di scena, Walton ha ricevuto supporto non solo dai successori, Magic Johnson e Rob Pelinka, ma anche dalla proprietaria Jeanie Buss; tuttavia la nuova dirigenza deve ancora essere testata da una'intera stagione deludente. Walton sarebbe il primo degli ultimi quattro allenatori a LA ad arrivare alla terzo anno alla guida della squadra...

 

Le lamentele dei giocatori non sono cosa nuova, in particolare in una squadra con un simile record. Il 37enne head coach, spesso apprezzato per la sua capacità di relazionarsi con i giocatori, sembra accettare di buon grado tutto questo, anche se questo comporta frustrazione di alcuni membri del roster.

 

“Non si tratta di renderli felici”, ha dichiarato. “Ovviamente considero molto importante il rapporto con i giocatori e ho speso molto tempo cercando di assicurarmi che capiscano me, quanto io e il mio staff teniamo a loro - non solo come giocatori, ma anche come persone. Ma, quando si tratta di basket e di decisioni da prendere, nulla è fatto per far felice qualcuno. Tutto è fatto per il meglio della squadra”.

 

 

 

D’ora in avanti...

 

 

Brandon Ingram nello starting five non è assolutamente una novità, anche quando gioca da point guard, come successo nella sconfitta di venerdì scorso. Dopo due partite in cui a Jordan Clarkson era stato affidato il compito di guidare l’attacco nel quintetto base, questa volta è toccato a Ingram. Dopo aver finito con 18 punti, 20 tiri dal campo e solo tre assist, Ingram ha fatto autocritica, ponendo l’accento sulla sua mancanza di aggressività.

 

“Sono stato meno aggressivo nella prima metà di partita, mentre mi concentravo più sul coinvolgere i compagni. Ho cercato poi qualche volta degli isolamenti, rivelatisi poco efficaci. Ho quindi provato a giocare meglio nel secondo periodo, ma… non posso giocare in questo modo nei primi due quarti, senza dare un supporto ai miei compagni, non cercando la via verso il canestro e senza fare giocate che diano un vantaggio sia a me sia alla squadra”.

 

 

 

No B, No D

 

 

Brook Lopez non è esattamente conosciuto per la sua difesa, ma la sua assenza nelle ultime otto partite si è fatta particolarmente sentire in quella metà campo. Da quando si è girato la caviglia (il 18 di dicembre) la squadra è la 24esima difesa della Lega, concedendo 111.1 punti agli avversari su 100 possessi. Prima il defensive rating era fermo a 103.2: un bel passo indietro...

 

Chiaramente non ruota tutto attorno all’assenza di Brook, ma si tratta piuttosto di una sorta di "reazione a catena". Come ha sottolineato proprio coach Walton:

 

“Il problema non ha riguardato solo il ruolo di centro, ma anche quello di power forward titolare, dal momento che Lopez garantiva molte cose indispensabili per il nostro sistema, soprattutto dal punto di vista delle spaziature”.

 

Senza il centro titolare, Kuzma è partito da power forward titolare al fianco di Bogut (e, venerdì, di Randle), relegando Nance, forse il difensore più versatile a roster, in panchina. Tutto questo per ragioni che affondano le proprie radici nella metà campo offensiva, a discapito, però, della solidità difensiva.

 

“Sì, possiamo parlare di una reazione a catena,” ha confermato Walton.

 

 

 

 

 

 

 

 

L’ Orange County Register è un quotidiano californiano con sede ad Anaheim. In ambito NBA si occupa delle franchigie dell’area circostante - Kings, Lakers e Clippers - e collabora con Around the Game da ottobre 2017. Questo articolo, scritto da Bill Oram e tradotto in italiano dalla nostra redazione, è stato pubblicato in data 30/12/2017.

 

 

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