La panchina bollente di Coach Fizdale

November 11, 2019

 

©️ The Knicks Wall

 

 

David Fizdale, head Ccach dei Knicks, non sta certamente avendo un grande impatto sulla squadra, come dimostra il pessimo record di due vittorie e otto sconfitte raccolto in questo inizio di stagione. Tuttavia, non è ancora tempo di farsi prendere dal panico.

 

I Knicks hanno completamente rivoluzionato il proprio roster durante l’estate, con soli sette giocatori confermati rispetto allo scorso anno. Il gruppo è un bizzarro mix di giovani promesse, con al massimo un paio di anni di esperienza, a cui si aggiungono una serie di navigati veterani a fine carriera. Senza dimenticare che lo stesso tecnico è appena al suo secondo anno alla guida della squadra.

 

Chiedo gentilmente a tutti di fare un bel respiro profondo e provare a rilassarsi. D'accordo, l’inizio stagione non è stato certamente avvincente e il record attuale è lontanissimo dai propositi di settembre di formare una squadra almeno in parte competitiva da subito. Il livello del gioco è alquanto deludente e il dito è stato da più parti puntato proprio contro Fizdale. Questi iniziali insuccessi hanno spinto più di un tifoso, infatti, a chiederne l’esonero, ma non è troppo presto per metterlo sulla graticola?

 

Sia chiaro, i detrattori hanno più di una ragione: Fizdale ha preso decine e decine di decisioni che definire discutibili suonerebbe come un eufemismo. Sembra quasi si diverta ogni giorno a lasciare interdetti i proprio tifosi con modifiche al quintetto o dichiarazioni che apparentemente non hanno alcun senso.

 

Come non citare la panchina inflitta a Mitchell Robinson, miglior difensore della squadra, per aiutare Julius Randle a trovare il giusto ritmo in attacco; o il perenne balletto a cui sta costringendo le due giovani ali, Allonzo Trier e Damyean Dotson, continuamente dentro e fuori dalle rotazioni; o la scelta di concedere a RJ Barrett, rookie di soli 19 anni, il minutaggio più alto della Lega, scelta che sembra alquanto spiazzante.

 

I 41 minuti che ha giocato la matricola in una sconfitta senza storia contro Sacramento - la maggior parte in "garbage time" - ha lasciato molti esperti senza parole. E ancora peggiore è sembrata la risposta di Fizdale alle accuse, citando il precedente di Latrell Sprewell (che, ahimè, non ha però giocato a basket da professionista fino ai 22 anni).

 

Ultima ma non ultima, la decisione di non schierare Frank Ntilikina, miglior difensore sul perimetro e unica guardia a disposizione, nella partita contro gli Orlando Magic. Peccato che lo stesso non sia accaduto qualche giorno dopo e che Ntilikina sia stato schierato nello starting lineup contro Boston, in marcatura su Kemba Walker.

 

Di certo Fizdale non ha dimostrato nulla di quanto ci si aspetterebbe da un allenatore di primissima fascia. Considerando però l’attuale situazione dei Knicks, siamo sicuri che siano in molti quelli che avrebbero potuto fare meglio?

 

Per prima cosa, i giocatori non si conoscono e hanno avuto pochissime, se non nessuna, opportunità di giocare insieme in passato. I primi tre giocatori per tiri tentati (nell'ordine: Barrett, Randle e Morris) non avevano mai giocato una singola partita insieme prima di atterrare a New York. Lo stesso si può dire di Ellington e di Payton, ad esclusione dello scorso anno giocato al fianco di Randle a New Orleans. Gibson e Portis hanno giocato insieme due stagioni a Chicago, ma solo loro e nessun altro. Il roster ha fisiologicamente bisogno di tempo per trovare la giusta chimica. Che ci si riesca o meno, nove partite rimangono un campione troppo ristretto per giungere a conclusioni.

 

In termini di rotazioni e lineup, Fizdale sembra sempre voler spiazzare tutti quanti, facendo regolarmente il contrario di quanto ci si aspetterebbe. Pensate alla decisione di inserire Trier come riserva di Barrett all’esordio della stagione o alla sua testardaggine nel voler sempre Randle e Morris nel quintetto iniziale, nonostante le difficoltà di integrazione tra i due.

 

Le decisioni di Fizdale per ora si sono rivelate fallimentari ed è comprensibile che lui spinga nel dare più minuti possibili ai talenti più giovani, anche a costo di eccedere. Purtroppo, però, non è così semplice. La chimica giusta si trova bilanciando al meglio i profili più giovani, che costituiscono il futuro della franchigia, con quelli di maggiore esperienza, che lottano per il proprio posto nella Lega e per cercare di aggiudicarsi il prossimo contratto. La difficoltà è farlo senza farsi condizionare troppo dalla pressione dei tifosi, dei media locali e di quelli nazionali ed internazionali.

 

“Non importa chi scelga di far giocare, ci saranno sempre alcuni giocatori che rimarranno fuori dalle rotazioni e che hanno iniziato la stagione aspettandosi di scendere in campo. Non è una sorpresa che ci siano sempre dei brontolii da parte di chi non gioca”.

 

Concentrarsi troppo sul futuro e sui giovani potrebbe far arrabbiare i veterani, compromettendo lo spogliatoio e quindi le performance di squadra. Fare troppo affidamento sull’esperienza rischierebbe di rallentare eccessivamente lo sviluppo dei giovani. Fizdale sembra intrappolato nella ricerca di questo sottile equilibrio.

 

Oltre al minutaggio, le critiche al coach dei Knicks sono piovute anche in termini di risultati.

 

Tuttavia, è giusto ricordare che le aspettative per la stagione erano sì di far meglio dell’anno scorso, ma non di raggiungere chissà quale traguardo. Ed è esattamente quello che sta succedendo, sebbene il numero di vittorie sia forse eccessivamente ingeneroso. Se è vero che le due sconfitte contro Sacramento e Detroit sono state desolanti, bisogna anche ricordare che la squadra è riuscita a competere contro franchigie di livello Playoffs. Nelle sconfitte contro San Antonio, Brooklyn e Orlando, in tutti i casi i Knicks si sono trovati almeno per un momento in vantaggio durante l’ultimo quarto. Hanno perso entrambe le gare contro Boston, poi, ma una è arrivata al termine di un back-to-back che li ha visti iniziare l’utlimo quarto sotto solo di sei punti e l’altra per mano di un tiro alla scadere di Jayson Tatum.

 

Non sapersi aggiudicare le partite punto-a-punto è sicuramente un problema. Ma, ripeto: considerando la pochissima conoscenza reciproca da parte dei giocatori e l'inesperienza di molti, è anche qualcosa di prevedibile e comprensibile.

 

Fizdale ha anche dimostrato di saper individuare i problemi di squadra e di star lavorando per risolverli. Ha velocemente ravvisato lo scarso movimento della palla in attacco e ha fissato un obiettivo di almeno 300 passaggi a partita. Si è accorto delle difficoltà di Randle e si sta concentrando sulle possibili soluzioni. E lo stesso si può dire per le continue palle perse della squadra, che dopo un inizio disastroso stanno migliorando di partita in partita (20 di media nelle prime 4, solo 12.5 nelle successive).

 

La tesi che vorrebbe l’esonero di Fizdale è che le decisioni da prendere sarebbero semplici, ma che lui continua testardamente a rifiutarle seguendo la sua strada. Io penso che sia vero che da tecnico dei Knicks abbia commesso molti errori, ma è ancora troppo presto per saltare a facili conclusioni. Con un roster così nuovo e particolare, è giusto dargli tempo per trovare le corrette misure.

 

Il punto, poi, è che la stagione dei Knicks sarà più incentrata sul creare solide fondamenta per il futuro che sull'ottenere semplicemente un record di vittorie migliore delle 17 dello scorso anno. E’ frustrante, ma ricostruire richiede pazienza.

 

Le carte a disposizione nel mazzo di Coach Fiz non sono fantastiche, ma lui stesso ci sta mettendo del suo giocandole piuttosto male. Sebbene ormai sia chiaro che i Knicks non hanno un allenatore di prima fascia, in questo momento sarebbe comunque importante per la squadra continuare a dargli fiducia. E un minimo di continuità.

 

La pazienza, però, ha un limite. Soprattutto in NBA.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

©️ The Knicks Wall

 

Questo articolo, scritto da Sam Digiovanni per The Knicks Wall e tradotto in italiano da Riccardo Pilla per Around the Game, è stato pubblicato in data 7 novembre 2019.

 

 

 

 

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