Obiettivo Kyrie: la strada dei Knicks per arrivare a Irving

February 9, 2019

 

 

©️ The Knicks Wall

 

 

Viste le indiscrezioni relative allo scemare della dedizione di Kyrie Irving alla causa dei Boston Celtics, i Knicks stanno ora cercando di mettere insieme un superteam a ricarica rapida, dopo lo scambio che ha allontanato Porzingis dalla Grande Mela.

 

Quello scambio è stato un fulmine a ciel sereno: l'accordo è stato concluso e ufficializzato ancora prima che le voci arrivassero ai giornalisti. Secondo chiunque sia un fan del talento di Porzingis, si è trattato di un pessimo scambio. Su Twitter sono dilagate critiche relative alla trade, concentrate in particolare sulle figure del lettone e di Dennis Smith Jr, considerate quelle principali fra i giocatori coinvolti. Non sono mancate le battute e le prese in giro... e alcuni uomini adulti hanno pianto.

 

Io ho avuto un mancamento. Sono stati momenti davvero difficili.

 

Che piaccia o no, ora Porzingis è un Maverick, e Dennis Smith Jr è un Knick, così come Wesley Matthews (buy out) e DeAndre Jordan. Citare Smith come protagonista dell'affare non è però del tutto esatto: nonostante sia certamente cresciuto negli ultimi mesi, è lontano anni luce dal poter avere su una squadra l'impatto che ha avuto Porzingis.

 

Le scelte al draft, magari? Considerando che Dallas potrebbe dare inizio a una dinastia, con una giovane coppia di All-Star come Doncic e Porzingis, è improbabile che le chiamate acquisite dai Knicks possano valere più di tanto. Sono abbastanza sicuro che saranno più vicine alla fine del primo giro, piuttosto che alla lottery in cui vengono di solito chiamati i prospetti migliori. Anche facendo ottime scelte, non si può sperare di ottenere grandissimi giocatori.

 

No, la vera ragione di questo scambio è costituita dalle implicazioni relative al tetto salariale. Matthews e Jordan erano all'ultimo anno di contratto, lasciando ai Knicks sette giocatori sotto contratto per la stagione 2019-20, e sei di questi sotto contratti da rookie. I Knicks avranno quindi circa 74 milioni di dollari di spazio salariale per firmare i free agent di quest'estate.

 

L'unico problema è: perché mai un qualunque giocatore dovrebbe decidere di approdare ai Knicks? Osservando il modo non particolarmente amichevole in cui gli ultimi due All-Star hanno lasciato la franchigia, per quale motivo i free agent dovrebbero sentirsi attratti da una squadra così malmessa?

 

In ogni caso, a prescindere da qualsiasi analisi, i Knicks hanno preso la strada più difficile per arrivare alla situazione finanziaria attuale. Hanno la flessibilità salariale che tutti vorrebbero, ma a quale prezzo? Se la strategia non dovesse pagare, il che non è assolutamente da escludere, lo spettro di questo fallimento potrebbe tormentare i Knicks per i prossimi 15 anni.

 

La scelta migliore per i Knicks sarebbe quella di firmare un giocatore ben preciso: colui che spezza le caviglie. Proprio così: l'unica vera speranza dei Knicks per assicurarsi un futuro è firmare Mister Quarto Quarto, Kyrie Irving. E sì, deve trattarsi proprio di lui.

 

 

Per quale motivo i Knicks dovrebbero puntare Irving?

 

Kyrie è il giocatore più ambito della prossima free agency. Potrà non essere mai stato un MVP, a differenza di Kevin Durant, ma dalla sua parte ha Quel Tiro che l'ha reso campione NBA. Il Tiro che è diventato la molla per il suo approdo a Boston; che gli ha dato il diritto di diventare il leader dei Celtics.
 

 

Kyrie è il più giovane fra i grandi nomi dei free agent di quest'estate, e quindi riuscire a firmarlo avrebbe effetti per un lungo periodo.  Oltre al curriculum che può vantare pur essendo così giovane, Irving si sta dando particolarmente da fare in questa stagione. Sta facendo registrare i suoi career high in rimbalzi, assist, palle rubate e percentuale dal campo, con 23.8 punti a partita.

 

Irving non è uno dei candidati all'MVP, ma è di gran lunga più "valuable" di quanto venga considerato. La sua mappa di tiro è incredibile, e la sua abilità nel palleggio è straordinaria. Era il secondo miglior giocatore di una squadra che ha conquistato il titolo con LeBron James come leader. Con buona pace di Kevin Durant, i Knicks, che hanno disperato bisogno di una point guard, dovrebbero inviare a Irving un contratto in bianco. Ma i Celtics arrivano da una delle loro migliori stagioni: perché Irving dovrebbe andarsene?

 

 

Casa dolce casa. O no?

 

Tutti ricordano la storia dei Celtics dello scorso anno: con i loro migliori giocatori fuori per infortunio, i loro giovani più talentuosi, sotto la guida illuminata di Brad Stevens, hanno superato le aspettative, arrivando alla finale della Eastern Conference, persa solo in sette gare contro i Cavs di LeBron James.

 

Sfortunatamente per loro, Boston ha fatto un passo indietro questa stagione. Dopo aver chiuso la scorsa stagione regolare al secondo posto, oggi si trovano invece al quarto. Le 50 vittorie non sono così scontate come si credeva, anzi. Vanno bene, ma non benissimo, con un record di 43 vinte e 29 perse.

 

Jaylen Brown ha medie più basse dell'anno scorso in punti a partita, percentuale dal campo, percentuale dall'arco, rimbalzi e assist. L'hype esagerato generato da Jayson Tatum fa sì che il suo processo di crescita sia ora oggetto di critiche, e Gordon Hayward è solamente un guscio vuoto di ciò che era. I Celtics non sono di certo una brutta squadra, ma sono ben lontani da quello che ci aspettava.

 

Irving non ha firmato con Boston per arrivare a questo e ha addirittura espresso esplicitamente il suo disappuntato nei confronti della squadra: "I giovani non sanno cosa serve per essere una squadra da titolo. Cosa serve ogni singolo giorno. E se pensano che ora sia difficile, come pensano che sarà quando staremo provando ad arrivare alle Finals"?

 

 

Ciò che ha detto potrebbe essere percepito come demoralizzante, ma in realtà non è questo il caso. Ha spronato la squadra a migliorare, il che è assolutamente giusto per un team che punta alle Finali NBA. Preoccuparsi di ferire i sentimenti di qualcuno non fa parte della costruzione di una squadra da titolo, e Irving lo sa bene. Proprio lui che è stato uno dei protagonisti della più grande rimonta della storia NBA. Come unico Celtic ad aver compiuto una tale impresa, forse merita di essere ascoltato.

 

 

 

Perché andarsene?

 

Perchè Irving dovrebbe lasciare i Celtics, una squadra con un gran numero di giovani promettenti, per i New York Knicks, una franchigia costantemente in tumulto che ha appena scambiato la sua star in cambio della speranza di arrivare a un'altra star? Beh, per una volta, la sua storia con LeBron potrebbe portare a un momento di crescita per il sei volte All-Star.

 

Irving vuole arrivare all'anello. Vuole diventare MVP delle Finals, con tutto ciò che ne consegue. Ha osservato l'uomo che ha raggiunto tutto questo, e forse applicherà una lezione appresa da LeBron. Irving è abbastanza intelligente da capire che l'esperienza di James a Miami è ciò che l'ha portato a Cleveland. È anche abbastanza furbo da notare che in questo periodo James ha portato a casa due anelli consecutivi e quattro apparizioni alle Finals con gli Heat.

 

I Miami Heat erano una super-squadra. Erano talmente illegali da acquisire il nomignolo di Miami Cheat, visto che avevano smantellato la struttura competitiva della Lega. E sono arrivati ai risultati.

 

Qualche anno più tardi, Irving ha la sua opportunità per costruire un suo superteam. Con un solo rappresentante all'All-Star Game, le prospettive nei Playoffs dei Celtics sono piuttosto nebulose. Ironicamente, hanno accumulato così tanti asset da ritrovarsi ora in una sorta di limbo: Danny Ainge naviga nell'oro, ma senza un'All-Star da accoppiare a Irving, le sue speranze di ri-firmarlo sono in caduta libera.

 

 

Perché New York?

 

Le probabilità che lasci Boston crescono di giorno in giorno, e dopo ogni conferenza stampa di Irving.

 

I cori "We Want Kyrie" del Madison Square Garden, per quanto siano crudi, di sicuro non fanno alcun male alle chance dei Knicks. Anche il tifo di Boston è pieno di fanatici, ma New York hanno qualcosa che Boston non può offrire.

 

Qualunque franchigia vorrebbe firmare Irving, ma pochissime sono pronte a farlo, a livello finanziario. Ora come ora, i Knicks sono al primo posto con 74 milioni di dollari di spazio. Al secondo posto troviamo i Sacramento Kings, i Knicks dell'Ovest, con 58 milioni. Una differenza di 16 milioni può essere fondamentale, assieme all'assicurazione che Irving avrà voce in capitolo su quali giocatori potranno raggiungerlo a NY. Completare il roster con veterani di livello è un'altra storia, ma avere la priorità su una seconda star è un'opzione allettante per entrambe le parti in gioco.

 

Se la trade di Porzingis ci ha insegnato qualcosa (oltre al fatto che il front office ha dei problemi col gioco d'azzardo), è che i Knicks stanno andando all-in. Talmente tanto che hanno sacrificato il loro primogenito per la possibilità di firmare due dei migliori cinque free agent della prossima estate. È una situazione in cui si arriva all'anello o al disastro, e l'aver scambiato Porzingis per degli asset di valore prova che nessuno è al sicuro. Se lo è stato Porzingis, di certo chiunque è sacrificabile.

 

Kevin Knox? Il rookie sta avendo alti e bassi: non è andato nemmeno al Rising Stars Game. Frank Ntilikina? È peggiorato rispetto alla scorsa stagione. Mitchell Robinson (cresciuto molto, comunque) e Allonzo Trier sono semplici pedine in un gioco di potere. Se Irving dovesse firmare con i Knicks, nessuna delle due parti potrebbe sottrarsi dall'accordo in caso di fallimento. Ma il resto? La franchigia ha investito sul futuro sacrificando il presente; e, firmando Irving, metterlo nelle migliori condizioni per avere successo sarà l'unica cosa importante. Sì, KI avrebbe la totale attenzione della franchigia.

 

I Knicks stanno mettendo tutte le loro uova nella stessa cesta... e Irving potrebbe essere in cerca proprio di questo.

 

 

 

Soldi facili

 

Irving ha imparato molto da LeBron. Costruirsi un super team tutto suo è di certo un'opzione, e nella Grande Mela sono pronti e disponibili a farlo. Come Stannis Baratheon, hanno deciso di sacrificare il loro stesso figlio per il successo: la parte più difficile è già passata. I Knicks possono offrire a Kyrie 139 milioni di dollari in quattro anni, quasi 35 all'anno. È un azzardo, anche per un giocatore del genere, ma è probabilmente l'unico modo certo per portarlo a Manhattan.

 

Le giocate di Irving parlano per lui, e la situazione a livello finanziario sarebbe un segnale che i Knicks starebbero cercando un'altra star al livello di Kyrie, per il quale cinque delle altre sei squadre con maggior spazio salariale non possono competere. Kings, Clippers e Hawks non hanno star. Potranno anche avere un nucleo di giovani promettenti, ma Irving vuole vincere ora e per sempre. Le altre due, Brooklyn e Indiana, hanno già guardie che tengono la palla in mano come D'Angelo Russell, che potrebbe firmare un contratto al massimo consentito, e Victor Oladipo. Irving è interessato a condividere la gestione della palla, ma non con i suoi rivali. No, ha bisogno di un'ala o di un lungo di alto livello che lo aiutino a spezzare le difese e ad allargare il campo.

 

Se Irving dovesse davvero firmare per i Knicks, comunque, la fase uno del piano sarebbe completata con successo. Ma perché poi un altro free agent dovrebbe firmare per New York?

 

 

E gli altri?

 

Va bene il denaro, va bene l'anello, ma raramente si riesce ad ottenere entrambi. Carmelo Anthony, l'ex star dei Knicks, funge da avvertimento per il fatto che andare troppo in una direzione ti allontana dalle altre. Tuttavia, i Knicks vogliono cambiare questo paradigma, il prossimo luglio.

 

In pratica, con Irving in campo, chi alza la mano per primo ha l'opportunità migliore per diventare una star e vincere un anello. I motivi per giocare assieme a lui sono molti. E piuttosto ovvi. Si tratta della seconda miglior point guard della Lega, e la migliore fra i free agent.

 

Klay Thompson, Kevin Durant e DeMarcus Cousins saranno tutti UFA quest'estate. Non si lascia Steph Curry, uno dei migliori tiratori della storia, per andare a giocare con Lonzo Ball come playmaker. Beh, non lo si lascia nemmeno per andare da Kemba Walker, per quanto sia forte. Curry è la miglior cosa mai accaduta ai Warriors. E allora se te ne vai... te ne vai per giocare con l'ultimo giocatore che lo ha battuto. I Knicks sarebbero quindi dietro ai soli Warriors, in termini di possibilità di giocare con una delle due point guard che hanno lasciato il segno nelle finali degli ultimi sei anni.

 

Sebbene per New York esista la possibilità di una trade per Anthony Davis, ci si può aspettare che aspetterà pazientemente fino al 2020, quando sarà free agent. Acquisire Irving ora e Davis l'anno prossimo non è comunque da escludere, visto che AD vuole andarsene da New Orleans. Nemmeno l'approdo di quest'ultimo ai Lakers negherebbe del tutto le possibilità dei Knicks, visto che Irving e Davis sono molto amici. LeBron James, Dwayne Wade, Chris Paul e Carmelo Anthony non hanno mai avuto la possibilità di giocare insieme nel momento migliore della loro carriera, ma Irving e Davis potrebbero avere l'opportunità di dar via a un sodalizio di alto livello con ancora molti anni di carriera davanti. 

 

La carriera di James è piena di insegnamenti per il giovane Kyrie. Pensando al passato e alla storia del ritorno del Re a Cleveland, la dura lotta per la vittoria di un anello potrebbe essere anche nel futuro di Irving. Anche le vicende di Kevin Durant e Isaiah Thomas potrebbero avergli insegnato qualcosa - cioè che non è strettamente vincolato al suo contratto. "Non devo niente a nessuno", pare abbia dichiarato, secondo NBCSports.

 

Tutti stanno ancora parlando della partenza di Porzingis, ma i Knicks non possono perdere la concentrazione. Devono tenere duro ed essere furbi quest'estate. Nell'attimo in cui la trade è diventata ufficiale, hanno messo in gioco tutto. Firmare Irving è la migliore opportunità che hanno, e nessun'altra è altrettanto vantaggiosa.

 

I Knicks hanno bisogno di Kyrie.

 

 

 

 

 

©️ The Knicks Wall

 

Questo articolo, scritto da Ty Jordan per  The Knicks Wall e tradotto in italiano da Davide Corna per Around the Game, è stato pubblicato in data 6 Febbraio 2018.

 

 

 

 

 

 

Share on Facebook
Share on Twitter
Please reload

Seguici anche su

  • facebook-logo
  • instagram-social-network-logo-of-photo-c
  • twitter-social-logotype

Archivio AtG:

Around the Game nasce con l’obiettivo di avvicinare gli appassionati italiani alla pallacanestro NBA, attraverso due tipologie di contenuti: i contributi realizzati e pubblicati dai membri interni della redazione (diffusi a titolo gratuito, senza scopo di lucro, protetti da copyright e soggetti a legislazione vigente in materia di diritti d'autore); e articoli tradotti delle testate estere in collaborazione con AtG, pubblicati e tradotti in italiano dalla nostra redazione. I contenuti del secondo tipo, i cui diritti d’autore appartengono alle testate giornalistiche da cui sono stati pubblicati originariamente, sono pubblicati all’interno della sezione “Traduzioni” e vengono selezionati, tradotti e pubblicati da AtG solo dopo la ricezione da parte delle fonti di esplicito ed esclusivo consenso relativo a questa attività.

Around the Game non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza una periodicità prestabilita. Pertanto, ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001, non può essere considerato un prodotto editoriale. Alcune immagini sono prese dal web: se un contenuto è di tua proprietà e vuoi richiederne la rimozione, oppure per qualsiasi questione relativa ai diritti d’autore, ti preghiamo di inviare una mail a questo indirizzo: pr.aroundthegame@gmail.com
 

Fondatore e Caporedattore: Andrea Lamperti -  Fondatore e Web Manager: Ferdinando Dagostino

© 2017 by Around the Game.  Prodotto da FerdinandoDagostino.com