Pascal, come te nessuno mai!

December 1, 2019

 

© RaptorsRepublic

 

 

Ciò che Pascal Siakam sta compiendo quest’anno è (virtualmente) senza precedenti.

 

Mettiamo da parte i suoi numeri, la difesa, le vittorie e tutti gli altri fantastici aspetti della sua stagione 2019/20: quei risultati sono stati ottenuti anche da altri giocatori NBA. L’abilità di Siakam nel migliorare il suo tiro catch&shoot e dal palleggio lo accomuna solo a uno o due altri giocatori nell’era dell’NBA moderna, ma anche su di loro il #43 si trova in vantaggio.

 

Iniziamo con una complicata quanto interessante tabella. Solo 99 giocatori nella storia dell'NBA hanno avuto una o più stagioni con almeno 450 tentativi da tre punti. Tra di loro, solo una manciata erano in precedenza dei non-tiratori dalla distanza. Ecco la lista di quei giocatori, che si focalizza sulla stagione nella quale hanno compiuto un miglioramento da non tiratori a tiratori dall'arco.

 

 

(Ci sono altri giocatori che potrebbero essere inseriti in questa lista, come Channing Frye o Clyde Drexler, anche se non hanno mai raggiunto il livello di volume di tiro dei giocatori presenti nella lista.)

 

Come paragone più recente, Blake Griffin presenta due stagioni anziché una come gli altri. Entrambi hanno compiuto il loro salto di qualità in varie fasi.

 

Kevin Love era già un tiratore da rookie, ma anziché tirare da tre punti, preferiva inizialmente il mid-range (21.2% dei suoi tentativi dal campo); è stato nel suo secondo anno, invece, che il californiano ha iniziato a tirare con maggior frequenza da oltre l’arco. Il suo tiro era considerato uno dei migliori pregi in previsione del suo Draft: aveva in media 2 triple a partita a UCLA, era già un tiratore da inizio carriera. I tentativi di Siakam a New Mexico State, invece, erano meno di 0.5.

 

Spicy P finora è stato più preciso di chiunque altro della lista precedente nel suo anno di miglioramento. Metà dei giocatori elencati non hanno mai registrato in carriera medie superiori al 39% da tre punti, e quelli che ci sono riusciti lo hanno fatto a uno stadio avanzato della loro carriera in NBA. Siakam, invece, è diventato un tiratore dalla distanza sopra la media della Lega, e l’ha fatto in minor tempo. Il tutto, a 25 anni.

 

Il profilo di tiro di Siakam è diverso dalla maggior parte degli altri giocatori in lista. Giocatori come Brook Lopez e Clifford Robinson ebbero medie ridicole nei loro primi anni nel tiro da tre, come Siakam, ma le loro caratteristiche non sono paragonabili a quelle di Spicy P. Non creavano tiri da fermo. Anche se i dati avanzati riguardo i tiri non siano disponibili per Robinson, solo una piccola porzione (meno del 5% ogni anno da quando quest’informazione è disponibile) delle sue triple non erano assistite, mentre più del 40% delle triple di Siakam quest’anno lo sono. La stessa ragione, con minor influenza, vale per Gary Payton, che era "inassistito" in poco meno del 30% dei suoi tiri da oltre l’arco nella stagione 1996/97 (il primo anno in cui è disponibile questo dato per lui).

 

 

La quantità di triple senza assist separa Siakam da tutti, meno che da Griffin. Il tiro dell'ex Clippers, però, non è venuto fuori dal nulla, ma ha impiegato vari anni per evolversi. Da rookie il 30% dei canestri dal campo di Blake veniva dal mid-range, dato che è consistentemente cresciuto fino alla stagione 2016/17, quando ha finalmente iniziato a tirare con frequenza dall'arco. Ma sono stati necessari anni di tempo (e lavoro) per portare a termine questi incredibili miglioramenti. L’evoluzione di Siakam è stata simile, ma in tempi ridotti. Da rookie il 30.7% dei suoi tiri veniva dal mid-range, mentre l’anno successivo questa percentuale è scesa a 8.8%, con 132 triple tentate. Ha fatto in due anni, insomma, ciò che Griffin ha fatto in sei.

 

“Penso sia abbastanza rapido - disse Nick Nurse quando gli è stato chiesto un parere riguardo la velocità da record dei miglioramenti di Siakam - e mi avete già sentito dirlo prima. Penso che ci vorranno ancora 18 mesi prima che diventi effettivamente letale nel tiro da tre. Potrei però sbagliarmi, dato che lui sembra accorciare, dimezzare tutte le mie previsioni...”

 

Siakam, poi, sta tirando con maggior precisione adesso rispetto a Griffin o Payton nel miglior momento della loro carriera. Nella stagione 2017/18, l’ala di Toronto ha tirato una manciata di triple, segnandone solo il 22%; l’anno successivo, migliorando vistosamente dagli angoli, ha migliorato le sue statistiche, salendo fino al 36.9%. Un'eccessiva dipendenza dall’angolo sarebbe stata però una debolezza durante i Playoffs, perciò Spicy P ha esteso il suo volume di tiro all’intero arco. L’anno scorso non ha messo nessun tiro dal palleggio da oltre l’arco, mentre quest’anno tira bombe da fermo con estrema frequenza.

 

Tra i giocatori che hanno tirato così tante triple di questo tipo quest’anno, Spicy P è 12esimo nella Lega per precisione, con il 39.5%, precedendo più conclamati tiratori come Luka Doncic, James Harden, Kyrie Irving e Trae Young. I numeri di Siakam, insomma, non sono quelli di un tiratore “accettabile”; si è evoluto, in qualche anno, da una non-entità a uno dei migliori in circolo. Lo dicono i numeri. Se riuscisse a mantenere questo ritmo per tutto l’anno, sarà da solo in cima alla classifica dei giocatori che hanno fatto registrare miglioramenti nel tiro.

 

Siakam sapeva di dover migliorare il suo tiro oltre l’arco dopo le prestazioni nei Playoff 2019. I Raptors hanno vinto l’anello, ma c’era ancora tanto duro lavoro da fare per lui.

 

“Devo essere più forte nel tiro, diventare davvero pericoloso non solo andando a canestro ma anche dal perimetro. Ed è una cosa sulla quale continuo a lavorare ogni singolo giorno, perché quando verrò marcato da un lungo, dovrò essere in grado di tirare, in modo che escano di più per marcarmi e io possa batterli al ferro. Perciò mi alleno ogni giorni”, ha detto Spicy P durante un’intervista la scorsa estate.

 

Il suo tiro è frutto di un incredibile lavoro. “Per tutta l’estate era sempre in palestra sin dalla mattina presto, provando forme di tiro, provando tiri da varie distanze”, ha detto lo specialista dei Raptors, Matt Thomas, dopo averlo visto all’opera. Un lavoro, comunque, che è iniziato molto prima dell’estate 2019, anche grazie all’assistant coach Jim Sann e a Nick Nurse.

 

“Quando è iniziato questo lavoro, il programma era una cosa del genere. C’era, innanzitutto, un sacco di lavoro di approccio, soprattutto con i tiri liberi. Penso che fossero 450 tiri totali, suddivisi in 150 d’allenamento sulle meccanica del tiro, 100 tiri liberi e 200 triple dagli angoli. Come minimo. E lui lo ha fatto ogni giorno, senza smettere mai di credere in quello che faceva”, ha raccontato Nurse. “Quando ha iniziato, gli abbiamo assegnato quel lavoro quotidiano. Dopo soli tre giorni, ha iniziato a raddoppiarlo, svolgendolo due volte al giorno”.

 

Quando è stato chiesto in che modo Siakam sia migliorato più di ogni altro giocatore nella storia dell’NBA, i suoi compagni di squadra hanno indicato soprattutto la sua dedizione ed etica del lavoro. Credendo nel lavoro e nella consapevolezza che un giorno avrebbe fatto la differenza. La forma di tiro è secondaria.

 

Ci potrebbero essere vari aspetti discutibili del suo tiro, ma non si tratta di punti deboli. La meccanica non è così compatta come quella dei migliori specialisti, ma, spiega Thomas, “ciò è dovuto alle sue lunghe leve. Necessita di un movimento del genere semplicemente perché prende palla e palleggia lontano dal suo punto di rilascio”. Indipendentemente da questo, Thomas ha sottolineato anche dell'altro. Il suo movimento di polso, soprattutto, è fluido e ripetibile.

 

Malcolm Miller ha spiegato che Siakam sfrutta molto di più le gambe adesso che in passato e questo gli garantisce maggior forza, così da commettere meno movimenti inutili che in precedenza. Il suo tiro non sarà appariscente, ma non conta solo l’aspetto in questo caso. “La sua forma di tiro sono le ripetizioni, che equivalgono a costruire fiducia in sé stessi”.

 

 

È possibile che questa sia solo una striscia positiva per Siakam? Può anche darsi che si “sgonfi” giocando contro squadre solide in difesa nei momenti salienti, come accaduto quando ha messo 2 tiri su 14 nelle partite contro le due squadre di Los Angeles a metà novembre. Ma il punto è che gli avversari non oseranno più sfidare Siakam a tirare. Se una squadra gli darà spazio sul perimetro nei prossimi Playoffs, difficilmente non verrà punito.

 

Quando i Sixers sono andati in trasferta a Toronto settimana scorsa, il loro piano difensivo era concedergli i jumper. Phila era già stata la squadra che maggiormente aveva lasciato spazio a Siakam per il tiro dall’arco negli scorsi Playoffs, ma in quel caso Pascal non era riuscito a essere letale (27.3% dal perimetro nella serie). Meno di un anno dopo, i Sixers sono stati costretti a cambiare la loro difesa, visti i miglioramenti di Spicy P. Quella serie, forse, è la ragione per cui ha lavorato duramente per ottenere un tiro davvero rispettabile. E ciò che Siakam si mette in testa di fare, può considerarsi fatto.

 

Il camerunese ha raggiunto un gran livello in pochissimo tempo. È un campione, un Most Improved Player. Un candidato MVP. E adesso è un cecchino in grado di prendere i tiri più difficili della partita. Non sembrano esserci limiti a ciò che Siakam può raggiungere, e non ci sono precedenti quanto alla velocità con cui sta migliorando.

 

Forse tutto questo perché Pascal non aveva mai giocato a basket fino ai 17 anni d’età, possedendo un enorme potenziale che è rimasto sostanzialmente intatto. O forse perché ha evidenti vantaggi fisici, o per l’impareggiabile programma di sviluppo di Toronto. Probabilmente è una combinazione di tutti questi fattori.

 

Qualunque squadra vorrebbe avere il proprio Siakam dai Draft, ma non è facile. Anzi. Il ragazzo ha un’ impareggiabile etica del lavoro e Nick Nurse continua ad affermare che è solo all’inizio.

 

C’è solo un Pascal Siakam, e per fortuna di Toronto gioca nei Raptors.

 

 

 

 

 

 

 

 

© RaptorsRepublic

 

Questo articolo, prodotto da Louis Zatzman per RaptorsRepublic, e tradotto in italiano da Marco Marchese per Around the Game, è stato pubblicato il 30 novembre 2019.

 

 

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