Così denso di significato

June 15, 2019

 

 ©️ Raptors Republic / ESPN TrueHoop Network

 

 

I Toronto Raptors sono campioni NBA.

 

Fiuuu, è una frase davvero pesante. È piena di aspettative, ma anche delle espressioni sconvolte di coloro che credevano che Toronto non sarebbe mai arrivata a questo traguardo. È piena dei 24 anni di fallimenti prima di arrivare a questo istante. È piena degli anni che avete speso a tifare giocatori adorabili ma che erano palesemente in difetto rispetto agli avversari, come i Jamario Moon e i Jorge Garbajosa. È piena dei potenziali campioni che sono fuggiti, da Vince Carter a Chris Bosh, che hanno lasciato Toronto in cerca di successo. È piena dei truffatori che hanno ingannato la franchigia presentandosi come messia: gli Andrea Bargnani, gli Hedo Turkoglu e i Bryan Colangelo.

È piena dell’esilio di DerMar DeRozan, che era stata la prima star ad aver scelto di essere a Toronto, e che è dovuto andare via per rendere possibile questo titolo. È piena dei DeRozan e dei Dwane Casey.

 

È una frase pesante anche perché è densa di significato. I Toronto Raptors sono, per la prima volta nella loro storia, i re della Lega. Nei prossimi giorni, Toronto sarà piena di re e regine per merito dei Raptors. La città ha festeggiato e ha celebrato questa squadra per l’intera durata dei Playoffs, e i festeggiamenti andranno avanti. Perché il peso della vittoria fa rimbalzare in alto, portando ad altezze mai raggiunte in precedenza a Toronto.

 

I livelli di altezze ispirate dai Raptors si estendono ben oltre i confini della città di Toronto. Gli attimi conclusivi della lunga e prestigiosa storia della Oracle Arena apparterranno per sempre a Toronto, i cui fan sono rimasti a lungo a cantare “Let’s go Raptors” mentre i tifosi di Golden State si indirizzavano verso le uscite. Le ultime partite giocate nell’arena dei Warriors sono terminate con i canadesi che gridavano orgogliosamente “Oh Canada”. “Let’s go Raptors” è stata cantata ovunque due o più canadesi potessero riunirsi, incluso un campo da golf durante il PGA Tour. La vittoria dei Raptors si estende fino al Mississauga, a Edmonton, Halifax e ancora oltre, dove vari Jurassic Park in miniatura hanno ospitato decine di migliaia di fan, sia per le gare casalinghe che per quelle in trasferta.

 

Anche i giocatori stessi sentiranno per sempre l’impatto di questa vittoria. Lo stile di gioco ruspante, combattivo e mai domo di Kyle Lowry lo ha reso un giocatore prontissimo per la gloria di questo momento. Si merita questo titolo. È stato l’impavido Lowry a dare lo strappo per il titolo, realizzando i primi 11 punti nella decisiva Gara 6 e chiudendo come miglior realizzatore.

 

Guerriero di lungo corso nelle agitate terre dell’Ovest, Marc Gasol ha importato a Toronto lo spirito del Grit and Grind. L’impatto di questa vittoria avrà anche effetti più concreti: sia Lowry che Gasol, grazie a questo titolo, saranno probabilmente candidati ad entrare nella Hall of Fame. Kawhi Leonard ora potrebbe essere considerato il miglior giocatore del mondo, a seguito di questi Playoffs. Ciascun giocatore dei Raptors ha la propria storia alle spalle, ma insieme hanno dimostrato di essere imbattibili.

 

Il peso della vittoria dei Raptors si sentirà per sempre. L’anno prossimo, saranno i campioni in carica pronti a difendere il titolo. Fra molti anni, saranno i Campioni NBA della stagione 2018/19. Non faranno mai più parte dei disgraziati, di quelle franchigie NBA che non sono mai riuscite ad arrivare in cima, che hanno sempre combattuto e mai vinto.

 

I Raptors hanno combattuto a lungo e ora, finalmente, hanno vinto.

 

Questa vittoria è importante perché voi avete scelto di renderla tale. Voi come tifosi, i milioni che hanno guardato i Raptors perdere e vincere, avete riversato il vostro tempo e le vostre energie in questa squadra. Avete ereditato o scelto i Raptors, portando a lungo con voi i fantasmi di questa squadra. La cultura di questa franchigia e la sua storia sono talmente dense che si potrebbe allungare una mano e toccarle. Formano un linguaggio tutto loro, che voi sapete parlare. Difenderete per sempre Kyle Lowry, e ricorderete i momenti migliori di Amir Johnson e Terrence Ross, di DeMar DeRozan e di Jonas Valanciunas.

 

Vi ricordate di “Fuck Brooklyn”, ma vi ricordate anche quando eravamo “a due anni di distanza dall’essere a due anni distanza”; vi ricordate “Primo Pasta and Sauce”, così come ricordate i giocatori che lasciavano la squadra o che rifiutavano di oltrepassare il confine con il Canada.

 

Ricordate LeBron James che ha battuto i Raptors per 10 volte di fila ai Playoffs. Prima di questa stagione, i bassi avevano decisamente oscurato gli alti. Il passato di Toronto pesa quanto una cortina di ferro.

Ma anche questi “bassi” aumentano ancor di più il peso di questa vittoria. Ogni sconfitta ed ogni fallimento ha aggiunto un ulteriore fardello alla franchigia e ai suoi tifosi, con un peso che è cresciuto rapidamente di anno in anno. Fino a che, con un percorso durato alcuni mesi, è del tutto svanito. I Raptors sono dovuti passare attraverso uno dei cammini più duri della storia per arrivare al titolo NBA, affrontando la tenacia difensiva degli Orlando Magic, i Philadelphia 76ers pieni di All-Star, i Milwaukee Bucks del probabile MVP e, malgrado tutto, i super-favoriti campioni in carica  dei Golden State Warriors.

 

Pur perdendo i pezzi alla linea del traguardo come una muscle-car distrutta, Golden State è comunque riuscita a sganciare un montante dopo l’altro al mento di Toronto. Ma non è bastato, perché Toronto è passata oltre i posti di blocco piazzati dai Warriors, come se fossero molto meno pericolosi di quanto la storia di Golden State potrebbe indicare. È stato un finale strano, con la chiamata di un timeout inesistente, ma Toronto non avrebbe potuto vincere in una maniera normale. Hanno vinto, ed è la sola cosa che conta.

 

Il presente dei Raptors è fatto dei pazzeschi tiri di VanVleet nei momenti decisivi, delle triple di Kawhi Leonard e dei floater di Pascal Siakam. Ci resteranno degli ottimi ricordi.

 

I Toronto Raptors sono campioni NBA. È una frase pesante; così pesante da sovrascrivere tutto il bene e il male che è accaduto ai Raptors e ai loro tifosi negli ultimi 24 anni. È una pioggia ristoratrice, il primo strato di pulito che aleggia sulla franchigia e scaccia l’oscurità che si era accumulata. I Toronto Raptors sono campioni NBA.

 

Prendetevi il tempo che vi serve per elaborare le cose. Non c’è fretta.

I Toronto Raptors sono campioni NBA.

E questo rimarrà per sempre.

 

 

 

 

 

©️ Raptors Republic / ESPN TrueHoop Network

 

Questo articolo, scritto da Louis Zatzman per Raptors Republic e tradotto in italiano da Davide Corna per Around the Game, è stato pubblicato in data 13 Giugno 2019.

 

 

 

 

 

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