Rookie scale extension: chi è eleggibile e cosa può succedere

September 30, 2019

 

 

©️ Early Bird Rights

 

 

Siamo a settembre. Il periodo della free agency è passato, se si esclude qualche nome ancora in cerca di una sistemazione e alcuni contratti ancora da firmare, prima dei training camp. Agosto e inizio settembre rappresentano l’unico vero momento di pausa per l’NBA, mentre i giocatori, i coach e lo staff dirigenziale si prendono un po’ di riposo dopo una stagione impegnativa.

 

Mentre ci si avvicina al momento di tornare sul parquet, le rookie scale extension sono l’ultima cosa importante di cui occuparsi per buona parte delle squadre. I giocatori scelti al primo round nel Draft 2016 (o i giocatori arrivati nel 2014 o 2015 che non hanno firmato un rookie scale deal fino al 2016, come Dario Saric), che stanno entrando nel loro quarto e ultimo anno di contratto soggetto alla rookie scale della Lega, hanno tempo fino al giorno precedente all’inizio della stagione, il 21 ottobre, per concordare un’estensione con la loro attuale franchigia. La rookie scale extension è un nuovo contratto, soggetto a regole specifiche, che può durare fino a quattro o cinque anni, a seconda dei casi, e avrà effetto dalla stagione 2020/21.

 

In generale, seguo due scuole di pensiero riguardo alle rookie scale extension, dal punto di vista della squadra: o il giocatore diventerà indubbiamente meritevole di un contratto al massimo salariale, oppure il team è nella posizione di ottenere un accordo talmente buono da rendere conveniente firmare il giocatore un anno prima. E il fatto che le squadre coinvolte avranno i diritti relativi alla restricted free agency la prossima estate su questi giocatori dovrebbe renderle molto più aggressive nelle negoziazioni, a mio parere.

 

Il primo motivo che ho esposto è ciò che ha spinto una squadra come i Philadelphia 76ers a dare il massimo salariale a Ben Simmons con l’estensione di questa estate. Simmons è senza dubbio un giocatore da massimo salariale e metterlo sotto chiave con un contratto al massimo per cinque anni è un’ottima scelta per Phila, che avrebbe invece avuto qualcosa da perdere lasciando diventare Simmons restricted free agent l’anno prossimo. Anche se la point guard non dovesse migliorare come tiratore o come realizzatore, la prossima estate avrebbe comunque avuto offerte al massimo salariale da diverse squadre, e avrebbe quindi avuto il potere di negoziare un’opzione per il quinto anno con Philadelphia. Uno dei peggiori casi possibili sarebbe stato vederlo firmare un contratto 3+1 con un’altra squadra, e vederlo così lasciare i Sixers due interi anni prima di quanto potrebbe fare con l’estensione attuale. Anche se la relazione fra il giocatore e il club dovesse inasprirsi nei prossimi anni, Simmons manterrebbe il suo valore di mercato e porterebbe contropartite migliori di quanto avrebbe fatto con un accordo da 4+1 o 3+1.

 

L’altro aspetto di tutto questo è qualcosa di cui parlo con maggiore difficoltà, ossia l’impatto che pagare un giocatore con un anno d’anticipo senza che sia un buon affare potrebbe avere sul morale di squadra, sullo status del club nella Lega e su altri tratti più astratti.

 

Questo è il caso per Denver nel firmare il massimo salariale per Jamal Murray un anno prima della scadenza del suo contratto rookie scale; i Nuggets sono conosciuti per il fatto di voler trattare bene i propri giocatori, dando valore alla continuità piuttosto che cercare scambi e affari appena possono. E per una squadra che probabilmente non avrà spazio salariale per i prossimi due anni, il contratto di Murray non è un danno.

 

A rendere l’estensione firmata da Murray più allettante c’è anche il modo in cui le sue caratteristiche si incastrano con ciò che Denver sta costruendo. Non è un playmaker primario di rilievo, visto che gli manca la visione di gioco necessaria per essere il generatore di gioco principale di una squadra che punta al titolo. Tuttavia, non è necessario che Murray abbia questi compiti, con Nikola Jokic in campo. In difesa questo duo potrebbe presentare qualche debolezza, in particolare nei Playoffs, ma allo stato attuale dei Denver Nuggets, andare avanti con questa coppia ha perfettamente senso.

 

Recentemente invece Caris LeVert ha firmato la seconda versione di una rookie scale extension vantaggiosa per la squadra: un accordo che “blocca” un buon giocatore a un prezzo inferiore al valore di mercato. LeVert percepirà 52.5 milioni di dollari in tre anni con Brooklyn, il che è significativamente meno di quanto avrebbe ottenuto l’anno prossimo, ma in questo modo LeVert ottiene una discreta quantità di soldi con un anno di anticipo.

 

Pare che le preoccupazioni di LeVert per gli infortuni lo abbiano convinto a sedersi al tavolo per parlare dell’estensione. Ha sempre avuto problemi a restare sano durante la sua carriera, sia al college che in NBA, e questo è spesso il motivo che porta alla firma di contratti inferiori a quanto dice il mercato. Ha fatto ottimi progressi ogni anno e si trova su un’eccellente traiettoria di crescita.

 

Qualcuno dubita che possa migliorare ancora molto, considerata la lunga carriera al college e il fatto che ha già 25 anni, ma personalmente non ho mai creduto che la possibilità di migliorare sia così strettamente legata all'età. LeVert non sembra avere grosse possibilità di sviluppo fisico e atletico, paragonato ai suoi compagni di draft più giovani, ma se c’è qualcosa che ho imparato negli ultimi anni, è che le capacità tecniche e mentali sono molto più determinanti del fisico per il successo di un giocatore.

 

Le sue statistiche realizzative potranno non essere esaltanti, ma LeVert ha tutto ciò che una squadra può volere da un role player, il che lo rende estremamente importante in un team con Kyrie Irving e Kevin Durant in campo per i prossimi anni. Può giocare in entrambi i ruoli di ala ed è un valido playmaker secondario, il che porta ad accoppiamenti difensivi complessi per molti avversari. Il jumper è l’ultimo pezzo del puzzle: non è mai stato eccezionale nel tiro da tre e a volte può mettere in difficoltà la sua squadra con la scarsa propensione a tentare quel tipo di tiro; si tratta di un aspetto in cui può migliorare anche dopo aver raggiunto l’apice atletico, il che è parte delle ragioni per cui mi oppongo all’ipotesi secondo cui il pieno potenziale viene raggiunto attorno ai 25 anni.

 

Tutto considerato, questa estensione è molto inferiore a quanto avrei pensato. È una legittima terza o quarta opzione in quella che sarà un’ottima squadra, una volta che Durant sarà in salute. Di solito le squadre spendono di più per giocatori del calibro di LeVert che possono giocare da 3 e da 4 bene quanto lui. Non mi avrebbe per nulla sorpreso vederlo ottenere il doppio dei soldi la prossima estate, ma Caris  ha concesso uno sconto significativo per proteggere se stesso da eventuali infortuni, e assicurarsi comunque una discreta quantità di denaro.

 

Questo è esattamente il prototipo di estensione vantaggiosa sia per il giocatore che per la squadra, e rappresenta un ottimo esempio del secondo tipo di accordo per una extension che offrirei come General Manager. Fra Simmons e LeVert, la classe del 2016 ha già visto entrambe le versioni di estensione che hanno senso per la squadra, considerato che i due giocatori sarebbero stati restricted free agent la prossima estate. Simmons ha ottenuto un quinquennale al massimo salariale consentendo alla squadra di non rischiare un 3+1 l’estate prossima; LeVert ha firmato un’estensione inferiore al valore di mercato per ottenere presto un contratto da 50 milioni di dollari, mentre i Nets hanno firmato un buon giocatore con un ottimo contratto, sia che vogliano tenerlo oppure scambiarlo entro il 2023.

 

Dopo le firme di Ben Simmons, Jamal Murray e Caris LeVert, restano altri 18 giocatori eleggibili per un’estensione dei contratti rookie scale in scadenza nel 2020:

 

 

A unirsi a Simmons (e a Murray, credo), come giocatore con estensione al massimo salariale nel 2019 ci sarà Pascal Siakam; contende a Ben Simmons il ruolo di miglior giocatore del draft 2016 e Toronto farebbe bene a firmare la stessa estensione di cinque anni, senza opzioni. Il front office dei canadesi, del resto, ha già dichiarato che "dopo Leonard, ora la franchigia punta su Siakam". L'intenzione, piuttosto chiara, è "trattenerlo a lungo" in Canada.

 

In certi casi (fra cui quello di Murray), il vantaggio di un’estensione al massimo salariale non è enorme, visto che il team potrebbe offrire un contratto al massimo salariale anche l’anno successivo, in restricted free agency. Tuttavia, con giocatori quali Simmons e Siakam, il lato negativo di attendere la restricted free agency è molto più vasto, soprattutto se il giocatore è disposto a firmare un contratto leggermente inferiore al massimo o a rinunciare a un’opzione sul quinto anno. Come già detto per Simmons, la differenza fra un contratto di cinque anni e un 3+1 è enorme. Toronto dovrà fare attenzione a non mettersi in questo tipo di situazione con Spicy P.

 

La differenza più evidente fra Simmons e Siakam riguarda il resto della squadra attorno a loro. Simmons è in una squadra seriamente candidata al titolo mentre, per quanto sia strano dirlo a proposito dei campioni in carica, Toronto al momento non ha davanti a sé una strada chiara verso la lotta per il titolo. Siakam ha anche una cap-hold di molto inferiore se comparata con la potenziale trattenuta di Simmons: visto che Siakam è stato scelto alla numero 27, la sua cap hold sarà solamente di 7.1 milioni di dollari; c’è una bella differenza con la proiezione di stipendio di 29.3 milioni di dollari di un’estensione al massimo salariale.

 

Un’extension per Siakam, insomma, farebbe sostanzialmente evaporare 22 milioni di dollari di possibilità di spesa sul mercato della prossima estate per i Raptors, che pianificano di avere a disposizione 77.4 milioni di euro di spazio salariale. I Sixers invece non avrebbero comunque avuto spazio salariale il prossimo anno, anche evitando di firmare Simmons, quindi l’estensione non ha influenzato il potere di spesa della prossima estate. Philadelphia avrà qualche problema con le tasse, a breve, ma questo problema ci sarebbe stato comunque, considerato il tipo di contratti firmati negli ultimi anni.

 

Sia che una squadra stia trattando con un giocatore da massimo salariale o meno, uno degli aspetti più importanti nel negoziare una extension è tener presente la quantità di soldi disponibili la prossima estate, e cercare di capire il valore che avranno sul mercato i propri giocatori in scadenza. Allo stato attuale, prevedo che ci saranno quattro squadre con un cap space tale da potersi permettere di fare ciò che vogliono (fra cui Toronto), due che sarebbero in grado di offrire un contratto  al massimo o quasi, e altre tre che hanno spazio superiore a una non-taxpayer midlevel exception (MLE).

 

 

Molto può cambiare fra qui e il primo luglio 2020, ma non c’è molto denaro a disposizione dei giocatori che diventeranno free agent la prossima estate. Ciò è dovuto in gran parte alla percezione che la classe di free agent del 2020 sia piuttosto scarsa - sebbene sia più scarsa in cima, con i free agent non restricted, di quanto sia nel mezzo o sul fondo. La mancanza di unrestricted free agent di alto profilo va a vantaggio di questi potenziali restricted free agent, visto che le squadre con soldi a disposizione potrebbero essere più propense a investire su un giocatore più giovane, anche se restricted, piuttosto che ingaggiare qualche veterano.

 

Per Siakam, il livello mediocre della prossima free agency non ha un grosso effetto, visto che sarebbe un giocatore di alto valore a prescindere dall’anno in cui entra in free agency. Tuttavia, gli altri 17 giocatori che potrebbero essere sul mercato la prossima estate guarderanno di sicuro al denaro disponibile nella Lega nel 2020, assieme alla scarsa qualità dei giocatori unrestricted, e penseranno che il loro valore sul mercato ne uscirà sicuramente rafforzato. In particolare, le squadre specifiche che secondo le proiezioni avranno spazio salariale stanno attualmente puntando sui giovani, il che potrebbe portarle a cercare i free agent più giovani nel 2020 per completare il roster. Fra di esse, solo Portland e Toronto sono squadre competitive, e il roster dei canadesi potrebbe essere molto diverso a fine stagione. Atlanta, Memphis, New York, Cleveland, Charlotte e Phoenix stanno tutte costruendo attorno a un nucleo giovane, mentre Washington non ha ancora premuto il pulsante “reset”, ma non è certo competitiva quanto Portland e Toronto. La sfilza di squadre giovani con spazio salariale per completare il nucleo attuale potrebbe invertire il mercato, in qualche modo: i restricted free agent potrebbero avere più valore di quelli unrestricted, nel 2020.

 

Per questi giocatori non meritevoli del massimo salariale, l’extension di Caris LeVert potrebbe impostare il mercato a un livello molto inferiore di quanto ci si aspettava. Se le squadre saranno più avare nelle negoziazioni per le extension e useranno le cifre di LeVert per convincere i propri giocatori ad accettare un accordo inferiore al valore di mercato, gli agenti migliori saranno quelli che decideranno di rifiutare e esplorare le opportunità nella free agency della prossima estate. Ali quali Taurean Prince, Jaylen Brown, Brandon Ingram e Buddy Hield potrebbe veder scendere di valore le loro estensioni, a seguito della firma di LeVert, ma resta il fatto che si tratta del ruolo di maggior valore nella Lega, e gli agenti di questi giocatori farebbero bene a farlo notare, durante le negoziazioni.

 

Il giocatore in lista più simile a LeVert è Brandon Ingram, che non ha avuto grossi infortuni ma ha un grosso punto di domanda sul futuro dopo aver saltato l’ultimo mese del 2018/19 per una grave trombosi venosa. Fra Chris Bosh e Mirza Teletovic, abbiamo visto in che modo i coaguli di sangue possono mettere improvvisamente fine alle carriere, quindi New Orleans sarà certamente cauta nell’estendere il contratto ad alte cifre prima di vedere come Ingram tornerà in campo nel 2019/20. Sarei sorpreso se New Orleans e Ingram firmassero un’extension, o arrivino anche solo a parlarne seriamente, con questo grosso dubbio sul suo stato di salute. Aggiungiamoci il fatto che è appena stato messo alla porta da un’altra franchigia, e che è stato ai Pelicans solo per un paio di mesi, ed è naturale pensare che il team non possa ancora avere un’idea chiara della situazione.

 

Le similitudini fra Ingram e LeVert riguardano anche la loro produzione sul parquet, anche se LeVert ha dimostrato di poter essere un giocatore chiave di una squadra vincente più di quanto lo abbia fatto Ingram finora. Il concetto di un’ala creatrice di gioco in grado di giocare sia da 3 che da 4 è la principale attrattiva per entrambi i giocatori, anche se LeVert è molto più avanti nello sviluppo nella maggior parte delle caratteristiche. BI ha ancora molto dell’abbacinante potenziale che lo ha reso la scelta numero 2 al Draft 2016, ed è ad oggi più giovane di quanto lo era LeVert quando i due giocatori hanno fatto i loro primi training camp NBA, tre anni fa. Il livello attuale di LeVert è più alto di quello che Ingram ha fatto vedere finora lungo la sua carriera, ma il suo potenziale è limitato dalla mancanza di atletismo e della capacità di crearsi tiri da solo ad alti livelli. Ingram non è altrettanto maturo, ma mantiene un margine in atletismo e nello spazio per i miglioramenti, il che dovrebbe gonfiare il suo secondo contratto. Ovviamente, tutto ciò dipende dalla sua disponibilità, cosa che al momento non è del tutto chiara.

 

Jaylen Brown non ha i problemi di salute che stanno tormentando LaVert e Ingram, ma si presenta con un potenziale decisamente inferiore nel gioco in campo. Considerata la scarsità di ali di qualità, Brown sembra pronto per un firmare un secondo contratto, che arrivi tramite extension o con un nuovo contratto il prossimo anno. La situazione a Boston è degenerata rispetto a due anni fa, quando il team era in procinto di dominare la Eastern Conference, ma il risultato è che Brown è ora più in alto nelle gerarchie del roster. La domanda, ora, è se sia in grado di giustificare un certo stipendio e le aspettative che ne derivano.

 

Buddy Hield non ha il riconoscimento nazionale di cui godono LeVert, Ingram e Brown, ma è in realtà il miglior giocatore di questo gruppo, e il terzo o quarto miglior giocatore nella lista di candidati all’extension. Simmons e Siakam sono palesemente più in alto del resto del gruppo, ma Hield è un serio candidato alla terza posizione, assieme a Murray. In base alle esigenze di ciascuna squadra, uno potrebbe aver più valore dell’altro, ma Buddy  è l’unico ad avere una capacità di livello élite, e si dà il caso che sia proprio quella che conta di più nell’NBA moderna.

 

 

Hield è storicamente un tiratore d’èlite, con una stagione fra le migliori della storia nel tiro da tre. La combinazione di efficienza e volume lo posiziona nel 99esimo percentile fra i tiratori della Lega, ad oggi, il che attrarrà molte squadre in cerca di migliorare il proprio attacco. E l’attacco è ciò che ti paga lo stipendio, mentre la difesa è molto meno influente nello stabilire le cifre. Potrebbe benissimo essere il miglior attaccante della classe 2016, e questo potrebbe aumentare considerevolmente il suo valore la prossima estate.

 

Anche se, dopo che la stagione 2018/19 è stata la sua migliore stagione in carriera, Hield dovesse peggiorare in volume o efficienza nella sua quarta stagione, diverse squadre gli offrirebbero comunque un contratto fra i 20 e i 25 milioni. Che sia o meno meritevole di un contratto di quel tipo è un’altra questione, considerando che non porta molto altro oltre alla sua capacità di tiro; ma resta il fatto che si tratta di una delle caratteristiche più importanti per qualsiasi giocatore della Lega.

 

A proposito di giocatori votati all’attacco, Taurean Prince si è unito a LeVert nei Nets, nell’ambito della trade con Atlanta che ha coinvolto Allen Crabbe, il che probabilmente porterà Brooklyn a non voler firmare un’estensione. È piuttosto raro che un team firmi un’estensione con un giocatore che non ha ancora giocato una partita per loro. Inoltre, lasciare che Prince diventi restricted free agent nel 2020 non sarebbe la fine del mondo per i Nets.

 

Ciò che riuscirà a dare quest’anno per i Nets inciderà molto sul suo valore di mercato la prossima estate: se, anche in un buon team come Brooklyn, confermasse di essere un’ala con "solo" tiro, che passa raramente e difende solo occasionalmente, allora non meriterebbe un contratto più alto di 10 milioni a stagione e un ruolo in uscita dalla panchina in una contender. Al contrario, se tornasse ai livelli della sua stagione da rookie nel 2017, quando difendeva brillantemente negli Hawks che raggiunsero i Playoffs, diventerebbe un 3&D molto appetibile, e potrebbe ottenere un contratto da 20 milioni il prossimo anno. Se fosse in grado di aggiungere una difesa di buon livello alle sue capacità al tiro, infatti, il suo valore aumenterebbe notevolmente. Dopo averlo visto così svogliato in fase difensiva per due anni ad Atlanta, però, sono molto scettico che sia in grado di arrivare al livello richiesto per meritare un contratto da 20 milioni, ma si tratta comunque di un obiettivo entro le sue potenzialità.

 

Ci sono alcune altre ali eleggibili per un’extension: Malik Beasley a Denver, DeAndre Bembry ad Atlanta e Denzel Valentine a Chicago. Di questo gruppo, solo Beasley merita di essere considerato, mentre Bembry e  Valentine dovranno capire il loro ruolo nelle rotazioni.

 

Malik Beasley è un giocatore molto solido in uscita dalla panchina per una contender, con il 40% al tiro da tre su più di 400 tentativi, lo scorso anno, sebbene abbia avuto difficoltà a trovare minuti nella rotazione lunga di Denver. I Nuggets non avranno spazio salariale la prossima estate, presumibilmente, quindi firmare un’extension con Beasley non creerebbe problemi da quel punto di vista e legherebbe alla squadra un’ala con discreto potenziale e un contratto vantaggioso. D’altro canto, la profondità di Denver nel ruolo di ala diminuisce la necessità di ri-firmare Beasley. Hanno ancora Gary Harris e Will Barton sotto contratto per le prossime tre stagioni, come anche Torrey Craig, anche lui restricted free agent nel 2020. Michael Porter Jr e Jarred Vanderbilt potrebbero rientrare nei piani a lungo termine dei Nuggets, influenzando il ruolo di Beasley in squadra. Se fossi al posto loro, partirei da un’offerta di 40 milioni in quattro anni, ma sarei disposto ad arrivare a 50 milioni prima di andarmene e lasciare che Beasley arrivi alla restricted free agency.

 

Fra i lunghi, Domantas Sabonis presenta la situazione più interessante nel cuore del periodo utile per le extension. È il migliore fra i lunghi puri del Draft 2016, ma Indiana ha già investito nel ruolo di centro con contratti a lungo termine. Myles Turner inizierà quest’anno la sua rookie scale extension e Goga Bitadze è stato draftato solo due mesi fa, causando molte speculazioni su uno scambio di Sabonis prima dell’inizio della stagione, così che la sua nuova squadra possa negoziare un’eventuale extension.

 

Le voci che circolano sostengono che i Pacers intendano andare avanti con tutti e tre i lunghi, e giocare per alcuni tratti con Sabonis e Turner in campo contemporaneamente. Resta da capire se sia o meno uno specchietto per le allodole, finalizzato a incrementare il valore di mercato del figlio di Arvydas, ma non è poi così folle pensare a un quintetto con Sabonis e Turner, soprattutto a Est.

 

Le due migliori squadre della Conference sono Milwaukee e Philadelphia, contro cui è possibile schierare una difesa con due lunghi tradizionali. Il miglior accoppiamento difensivo contro Giannis Antetokounmpo è un centro che gli dà spazio sul perimetro e lo aspetta vicino al ferro, mentre i Sixers probabilmente finiranno le partite con in campo sia Joel Embiid che Al Horford.

 

Indiana può contrastare entrambe le avversarie con una coppia che sa fare un po’ di tutto. Sabonis è un ottimo scorer nel pitturato, mentre Turner è in grado di allargare il campo (nonostante non lo faccia spesso quanto mi piacerebbe). Turner è uno dei migliori rim protector della Lega e nel complesso è un difensore di alto livello, il che aiuta a mitigare i limiti di Sabonis in quella metà campo. Non si può dire che sia una combinazione ideale, nell’NBA moderna può funzionare.

 

Se, durante le negoziazioni di un’extension, Sabonis dovesse tenere duro, si creerebbe una situazione interessante da tenere d’occhio. Indiana avrebbe sicuramente il coltello dalla parte del manico, considerata la natura stessa della restricted free agency e lo stato attuale del roster; aggiungiamoci il fatto che il lituano gioca nella posizione di minor valore nel gioco, e lo fa in un modo che sta passando di moda. Non è difficile quindi pensare che possa essere "costretto" a firmare una extension inferiore al valore di mercato, oppure a trovarsi senza contratto nel pieno della free agency, la prossima estate.

 

Sabonis è estremamente efficiente nel suo ruolo, ma appartiene a una razza in via di estinzione nell’NBA di oggi: molte squadre vogliono lunghi che siano in grado di proteggere e attaccare il ferro, oppure di allargare il campo. Sabonis non rientra in nessuna delle due categorie; sa attaccare il canestro ed è uno scorer di alto livello, ma è un difensore sotto la media, che manca di versatilità e di capacità di proteggere il ferro. Queste caratteristiche potrebbero portarlo a un’intera carriera da ottimo centro di riserva, cosa che non gli garantirebbe di guadagnare molti soldi, rispetto alla media NBA: i centri di riserva si trovano facilmente di questi tempi, e anche i migliori hanno un contratto fra i 5 e gli 8 milioni di dollari.

 

D’altro canto, la produttività pura di Sabonis è difficile da ignorare. In 1800 minuti, ha avuto una media di 27 punti e 18 rimbalzi per 100 possessi, piazzandosi ai piani alti non solo per la scorsa stagione, ma nella storia dell’NBA. Ecco infatti la lista completa dei giocatori che hanno avuto quei numeri in una singola stagione: Dwight Howard per cinque stagioni, DeMarcus Cousins per tre stagioni, Kevin Garnett e Moses Malone per due volte, e una stagione ciascuno per Kareem Abdul-Jabbar, Tim Duncan, Joel Embiid, Enes Kanter, Shawn Kemp, Kevin Love, Jusuf Nurkic, Shaquille O’Neal, Hakeem Olajuwon, Nikola Vucevic, e ovviamente Domantas Sabonis.

 

La domanda, ora, è se Sabonis sia più simile a Kanter e Vucevic, o se possa invece avere quel tipo di devastante impatto offensivo che Love, Kemp e Cousins hanno messo in campo per compensare le loro difficoltà difensive. Penso che si possa escludere l’evenienza che possa diventare un difensore del livello necessario per rientrare fra i migliori del gruppo elencato, ma di sicuro la distinzione fra Love/Kemp/Cousins e Kanter/Vucevic è particolarmente rilevante per Sabonis.


Dejounte Murray è invece l’archetipo perfetto del giocatore da “aspettiamo e valutiamo”, dopo aver saltato per intero la sua terza stagione per un infortunio al crociato anteriore durante la scorsa pre-season. San Antonio dovrà valutare l’apporto che sarà in grado di dare dopo l’infortunio prima di fare investimenti a lungo termine, soprattutto con contratti adatti a un giocatore titolare.

 

Se in salute, è un difensore eccezionale, ma bisognerà vedere che effetti avrà l’infortunio al crociato sulla sua mobilità laterale. Gli Spurs vorranno anche valutare a quale livello potrebbe arrivare in attacco: è difficile partire in quintetto nell’NBA di oggi senza avere buone capacità offensive. In quest’ambito, Murray è largamente sotto la media in molte categorie, ma compensa decisamente grazie alla sua abilità in difesa. In un team che non dà eccessivo valore ai tiri da tre e che prevede due motori offensivi come DeMar DeRozan e LaMarcus Aldridge, non sarebbe la fine del mondo se Murray restasse piuttosto deficitario in attacco, ma questo avrebbe sicuramente un impatto negativo sul suo valore di mercato per la prossima estate, se gli Spurs dovessero decidere di lasciargli cercare un contratto da qualche altra parte. Gli Speroni hanno anche Derrick White nel roster, che può fornire delle certezze nel caso Murray non dovesse essere il giocatore che era prima, o siglasse un contratto troppo alto per il budget di San Antonio la prossima estate.

 

Jakob Poeltl ha invece maggiori possibilità di ottenere un extension dagli Spurs. Con Aldridge che sta uscendo dai suoi anni migliori ed è in scadenza nel 2020, San Antonio potrebbe considerare Poeltl come soluzione a lungo termine nel ruolo di centro. È un “Sabonis dei poveri” sotto diversi aspetti: molto efficiente vicino al ferro, con capacità di playmaking dal post e dal gomito, è un buon rimbalzista, ma non è un difensore o un protettore del ferro di alto livello. Il principale argomento a favore di Sabonis (la sua eccellente produttività), poi, non vale per Poeltl, rendendolo un tipico centro di riserva che può portare energia dalla panchina, in grado di produrre quanto basta per essere considerato una buona opzione nel ruolo descritto.

 

Se fossi a capo degli Spurs, sarei felice di tenere Poeltl a lungo termine, ma con un contratto che sia chiaramente un affare per la squadra, con un limite che potrebbe attestarsi attorno ai 30 milioni in quattro anni. Dopo aver visto come si è comportato quest’anno il mercato con i centri di riserva, partirei da un’offerta di 18-20 milioni in tre anni, sebbene anche questo potrebbe essere troppo, considerando che Kevon Looney ha appena firmato un 2+1 a 15 milioni da unrestricted free agent e che diversi centri di riserva hanno firmato estensioni al minimo o Room Exception, quest’estate.

 

In generale, credo che il periodo delle estensioni sarà piuttosto tiepido quest’anno, con un buon numero di giocatori e squadre che aspetteranno la free agency 2020 per aggiustare le cose. Se fossi l’agente di un atleta che prospetta di valere di più di un Mid-Level il prossimo anno, chiederei parecchi soldi per firmare un’extension, considerato il basso livello della free agency in arrivo e lo scarso numero di giocatori unrestricted di qualità che saranno sul mercato.

 

Non ci saranno molte squadre con soldi da spendere la prossima estate, ma quelle che li hanno si stanno più che altro concentrando su giocatori giovani e potrebbero cercare di portarsi via qualche restricted free agent, rispettando la loro tabella di marcia. Come sempre, le extension sono un gioco di rischi e ricompense, ma considerando il basso livello della classe di free agent del 2020, c’è spazio di manovra per gli agenti o i consulenti dei giocatori.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

©️ Early Bird Rights


Questo articolo, scritto da Jeff Siegel per Early Bird Rights e tradotto in italiano da Davide Corna per Around the Game, è stato pubblicato in data 27 Agosto 2019.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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