Why not?

July 17, 2019

 

©️ Double Clutch

 

 

Lo scambio che ha portato Russell Westbrook agli Houston Rockets in cambio di due scelte e di Chris Paul è stato la ciliegina sulla torta in questa storica estate NBA. Daryl Morey ha forse perso la bussola, sopraffatto da anni in cui il suo approccio analitico nel costruire la squadra ha sì prodotto uno degli attacchi più eccezionali di sempre, ma ha costantemente fallito in post-season?

 

Sulla carta, l’aggiunta di un giocatore nominato MVP solamente due anni fa in cambio di guardia in declino e sottodimensionata - che ha giocato più di 60 partite solamente in una delle ultime tre stagioni (e anche in quel caso, le partite sono state solo 61), e a cui dover versare ancora 121 milioni di dollari nelle prossime tre stagioni - è una mossa da fare senza pensarci due volte.

 

 

Perché no

 

Ma questo è Russell Westbrook: un talento tanto eccezionale quanto incostante, con un passato di infortuni alle ginocchia (che richiedono un controllo chirurgico annuale), a cui versare 169.7 milioni di dollari da qui a quattro anni (quando ne avrà 34), e che arriva dalla sua peggior stagione in termini di  efficienza dopo quella da sophomore del 2009/10.

 

Questo backcourt, con James Harden, riuscirà a coesistere? Si tratta di due giocatori con Usage Rate fra i più alti della Lega in ogni stagione. Da soli, Russ e Harden hanno il discutibile onore di occupare i primi cinque posti nella lista del maggior numero di palle perse in una singola stagione NBA.

 

Sono star abituate ad avere la palla in mano, ad essere il punto focale dei rispettivi sistemi, e ad avere libertà di esprimersi.

 

 

Forse Morey ha perso la testa. L’inserimento di Westbrook significa che l’infinita ricerca da parte dei Rockets di un vantaggio matematico, focalizzato su attacchi ad alto tasso di efficienza in punti per tiro, si è ora scontrata con la considerazione che le star fanno la differenza. Il che è sicuramente vero... ma c’è un punto in cui il tipo di star che si va a prendere è più importante del semplice fatto di ingaggiare semplicemente una qualunque star che ha già raggiunto l’apice della carriera (pensiamo ad esempio a Dwight Howard ai Lakers e a Houston).

 

 

Perché no?

 

Morey è uno che azzarda, e spesso ha ragione lui. Tranne che per Carmelo Anthony, nella maggioranza dei casi in cui si hanno dubbi su ciò che fa, si finisce per realizzare quanto Morey sia più astuto di noialtri. Quindi, questa mossa potrebbe davvero funzionare?

 

Non dobbiamo avere troppa fantasia per vedere una star abituata ad avere la palla in mano, che in realtà aiuta la squadra in modo altrettanto utile quando non ha la palla: Steph Curry. Il semplice timore che crea la sua precisione al tiro costringe la difesa a lavorare intensamente per impedirgli di prendere la palla, il che crea grossi vantaggi per i compagni. Ebbene, Westbrook non è un buon tiratore, ma Harden sì. Sebbene non sia Curry, è stato al primo posto in NBA per tiri da tre segnati e tentati, nelle ultime due stagioni.

 

Harden potrebbe calarsi in un ruolo simile, in alcuni momenti della partita, creando opportunità per gli altri in modi che non appaiono nel boxscore? Potrebbe essere necessario che venga convinto a farlo, ma si tratta comunque di un giocatore che ha sopportato grossi carichi di lavoro nelle ultime due stagioni e che, alla fine, ne ha sofferto. Al punto che è sembrato essere a corto di energie, una volta ai Playoffs.

 

Ah, e allora lo Usage Rate? Non c’è da preoccuparsi, visto che ci sono già due coppie di compagni fra i top-20 della Lega per Usage Rate nella stagione scorsa: Steph e KD (rispettivamente, 13 e 20), Russ e Paul George (10 e 18). Quindi è qualcosa di fattibile. Pensate a quanto hanno faticato i Rockets a fare punti quando Il Barba era in panchina. Con lui in campo la squadra era migliore di 8 punti su 100 possessi.

 

 

Secondo Cleaning the Glass, Harden è nel 94esimo percentile nell’intera NBA per Net Rating. In altre parole, è uno che fa davvero la differenza. Ora, immaginatelo non costretto a giocare 36.8 minuti a partita (terzo nella Lega)...

 

Miracolosamente, nonostante questo minutaggio, l'MVP del 2018 è stato comunque secondo in termini di efficienza. La logica suggerisce che più alto è il carico di lavoro fisico, più è difficile essere efficienti, quindi la situazione inversa (ridurre i minuti di Harden in campo), potrebbe migliorare ancor di più questo dato.

 

Con il Barba in panchina, se Mike D’Antoni gestirà in un certo modo i minuti a loro disposizione, Westbrook potrebbe andare a nozze contro le second unit avversarie. Russ non dovrà tirare da tre: sappiamo già che non è in grado di farlo in maniera efficace. Dovrà invece alzare il ritmo, come gli piace fare, e andare da una parte all'altra a 100 miglia all'ora. Contro la difesa schierata, poi, Houston ha opzioni dal perimetro che OKC non ha avuto negli ultimi anni, potendo quindi allargare il campo e permettendo più spesso a Russ di affrontare uno contro uno il suo marcatore. Se dovesse coinvolgere i lunghi, Clint Capela (che atleticamente è superiore a Steven Adams) saprebbe sfruttare la situazione - anzi, Capela potrebbe essere il maggior beneficiario di questa trade.

 

Considerando che diverse rivali della Western Conference si stanno armando per la corsa al titolo, nonché i Playoffs delle ultime due stagioni, Houston doveva fare qualcosa per non restare indietro. Questa mossa, in fondo, prolunga il periodo in cui possono pensare di puntare al titolo.

 

Ma sono veramente meglio dell’anno scorso? La squadra sembra costruita per un’altra Regular Season eccezionale. Tuttavia, i Playoffs sono tutt'altra cosa. I numeri e l’utilizzo di Harden saranno ancora così elevati? Westbrook sarà in grado di rendere anche giocando senza palla in mano? Come saranno i Rockets senza la palla in mano a uno dei due?

 

La stagione 2019/20 sembra essere la stagione del successo o del fallimento per i Rockets. Pensateci bene prima di considerarli esclusi dalla lotta per il titolo, perché diversi fattori suggeriscono invece che potrebbero fare bene.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

©️ Double Clutch


Questo articolo, scritto da Mike Miller per Double Clutch e tradotto in italiano da Davide Corna per Around the Game, è stato pubblicato in data 13 luglio 2019.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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