Un altro 'Light-Years Moment'?

July 4, 2019

 

 

© SF Chronicle

 

 

L’espressione "Light-Years", tratta da un’infelice citazione di Joe Lacob, è diventata sinonimo di Warriors, un po’ come come " Strength in Numbers". Oggi molti fan di Golden State potrebbero non ricordare quando nel 2016 il proprietario diceva: “siamo anni luce avanti a ogni altra squadra della Lega" - da cui lo slogan; ma pochi hanno dimenticato cosa ha simboleggiato in questi anni quel “Light-Years": un successo senza pari radicato in un approccio di livello superiore.

 

A prima vista la sign-and-trade dei Warriors per portare D’Angelo Russell nella Baia era sembrata un altro “Light-Years Moment”. Il GM Bob Myers, infatti, è riuscito senza spazio salariale a firmare uno dei free agent più richiesti sul mercato, orchestrando una complessa operazione per permettere alla franchigia di rimanere competitiva e non perdere Kevin Durant senza ottenere nulla in cambio.

 

Se guardiamo con più attenzione al prezzo pagato per ottenere Russell, però, è facile capire perché molti analisti abbiano parlato di mossa della disperazione. Quella di una squadra che perde il miglior giocatore del mondo (quando sano) e scambia una futura prima scelta per arrivare a Russell; una squadra che per creare lo spazio salariale necessario (D-Lo ha firmato per 4 anni a 117 milioni di dollari) ha sacrificato scelte, Andre Iguodala e buona parte del resto della squadra. Alle squadre NBA che acquisiscono un giocatore tramite sign-and-trade, infatti, non è permesso di eccedere quota $139M nel salary cap. Dopo lo scambio di domenica, quindi, i Warriors hanno circa $10M per firmare altri sei giocatori e questo innanzitutto significa che DeMarcus Cousins, Quinn Cook, Shaun Livingston e Jordan Bell non faranno più parte della squadra.

 

Perché un affare del genere si riveli vantaggioso, Russell deve permettere ai Warriors di ottenere qualcosa che valga di più di Iguodala, due future prime scelte e tutti i free agent che improvvisamente non possono più ri-firmare. E questa è senz'altro una scommessa enorme, ma il punto è che, in mancanza di un altro modo di aggiungere un giocatore del calibro di Russell, questa mossa andava fatta. I Warriors avrebbero potuto lasciar andare Durant, tenere Iguodala e completare il roster con la Mid-Level Exception da $5.7M e contratti al minimo salariale, ma si sarebbe ritrovata senza giovani talentuosi e ampiamente in luxury tax area. Liberare spazio salariale non offrendo all’infortunato Klay Thompson il massimo salariale (5 anni a 190 milioni di dollari) non era neanche un’opzione.

 

Bob Myers e soci avrebbero anche potuto provare a convertire la partenza di Durant in una enorme trade exception - che, unita a quella di $17M  ottenuta dalla cessione di Iguodala, avrebbe potuto fornire Golden State un asset interessante - ma non hanno preso seriamente in considerazione questo approccio, perché le trade exception spesso portano a giocatori strapagati che hanno superato il loro prime.

 

Avevano bisogno di un trattatore di palla dinamico che potesse aiutare a sostituire la produzione di Klay, out almeno per qualche mese della prossima stagione. In un post-Durant pieno di opzioni tutt'altro che ideali, i Warriors sapevano che una sign-and-trade per Russell era forse l'unico modo per rimanere competitivi.

 

Anche solo per raggiungere i Playoffs, però, potrebbero essere necessari degli aggiustamenti sia da parte di Russell che da parte di coach Kerr L’attacco di D'Angelo, infatti, è interamente basato sul pick&roll. Solo Kemba Walker nella scorsa stagione ne ha giocati più dell’ex point guard dei Nets, che potrebbe avere difficoltà a inserirsi nella motion offense di Steve Kerr - basti pensare che i 920 p&r in cui è stato coinvolto D’angelo sono solo 75 in meno dell’intero attacco di Goden State. La media a partita di 6.4 minuti di Russell con la palla in mano è superiore del 25% rispetto a quella di Steph Curry (4.8), il che solleva un’importante questione: quanto può essere efficace Russell off the ball? Dopo cinque NBA Finals consecutive con Curry come point guard, è improbabile che i Warriors gli chiedono di cambiare ruolo e modo di giocare. E in questo senso è incoraggiante il 39.4% da tre punti in catch-and-shoot nella scorsa stagione a Brooklyn, che ha permesso a D’Angelo di affermarsi come uno dei migliori spot-ut shooter della Lega.

 

Il problema più grande è difensivo. Con l’infortunio di Thompson e l’addio di Iguodala, i Warriors non hanno più nessuna ala in grande di difendere sui migliori realizzatori dell’NBA. Con anche Russell in campo, poi, sarà più difficile nascondere Curry - al suo meglio, un difensore nella media - e accoppiarlo con giocatori non pericolosi sul perimetro. Alto meno di 2 metri (1.96) ma con una wingspan di 208 centimetri, Russell ha il potenziale per essere un difensore migliore rispetto a quanto ha dimostrato con Lakers e Nets. Per migliorare davvero, però, dovrà cambiare completamente atteggiamento e difendere con più tenacia e concentrazione.

 

Oltre a tutto questo, c’è da considerare che Klay Thompson al suo rientro dall’infortunio dovrebbe giocare quasi esclusivamente come ala piccola. Il fit di D’Angelo in questi Warriors, insomma, non è proprio dei migliori.

 

Anche se Golden State potrebbe investire a lungo termine su Steph Curry, Klay Thompson, D’Angelo Russell e Draymond Green, non sembra orientata a farlo. L’ex Nets, infatti, costituisce per il front office una chip commerciale spendibile per smuovere la situazione. Anche se dovesse avere problemi ad integrarsi nel gioco di Steve Kerr, a fine anno comanderebbe ancora offerte decenti dopo la meritata apparizione nell’All-Star Game 2019. Numerose squadre, in fondo, hanno bisogno di una point guard così. I Warriors avranno il diritto di scambiare Russell a partire dal 15 dicembre, più o meno in prossimità del rientro di Klay Thompson, le cui tempistiche di recupero dovrebbero essere comprese tra i cinque e i sette mesi.

 

Golden State si è assunta un rischio (calcolato) portando D’Angelo Russell nella Baia.

Ma è proprio per rischi come questo che si parla di “Light-Years”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

© SF Chronicle

L'articolo, tradotto in italiano dalla redazione di Around the Game, è stato pubblicato su sfchronicle.com in data 2 luglio 2019.

 

 

 

 

 

 

 

 

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