We see you, Markelle!

November 19, 2019

Il “Processo”, abbandonato da Philadelphia e ripreso da Orlando, sta dando i primi, sperati e tanto attesi risultati. È davvero “solo l’inizio” per Markelle Fultz?

 

 

 

Stiamo vedendo sprazzi del “vero Fultz”, finalmente?

 

Nella sua nuova avventura a Orlando, Markelle sta mettendo in mostra alcune di quelle qualità che tutti aspettavamo quantomeno di intravedere. E le sta dimostrando al mondo, a chi ha creduto in lui (i Magic) e a chi ha smesso di farlo (i Sixers, ma non solo). Ma le sta dimostrando, prima di tutto, a sé stesso.

 

E non parliamo solo della grande, enorme voglia di riscatto che il ragazzo mette visibilmente in mostra ogni volta in cui è sul parquet. E nemmeno dei (timidi) miglioramenti al tiro: malgrado il pessimo 6/28 dall’arco, infatti, il numero dei tentativi dall'arco è salito a una media di 2.2 a partita e tutto questo in una delle squadre perimetralmente meno pericolose della Lega (30.5%, 29esimi); dunque, ancora una volta: “Trust the Process”, se ne avete la pazienza.

 

Parliamo, piuttosto, delle sue cifre in transizione, che al momento proiettano la prima scelta del Draft 2017 tra i realizzatori più efficienti della Lega in situazione di campo aperto.

 

Prima di tutto, ecco il possesso che potrebbe essere il “trailer” di questo discorso. Se parliamo delle qualità di Markelle in campo aperto e della sua voglia di riscatto, partiamo da quello che per il momento è L’Highlight della sua stagione. Ovvero, la giocata nel finale di gara contro i Wizards (tra l’altro, suo career high con 19 punti segnati, 8/10 al tiro e 2/3 dall’arco). Perché quella sera a tutti è parso di toccare con mano - questa volta non in un video su YouTube di una partita collegiale - alcuni dei motivi per cui così tanti scout della Lega, e soprattutto quelli di Philadelphia, erano impazziti per lui due anni e mezzo fa.


Attualmente Fultz è, secondo i dati di HoopsHype, nel 93esimo percentile dei giocatori NBA per punti segnati per possesso in transizione (1.46). Solo cinque giocatori nella Eastern Conference, tra quelli con 20+ tiri presi in transizione, hanno fatto meglio di lui fin qui; e nessuno in tutta l’NBA ha un dato migliore tra quelli con 15+ tentativi da ball-handler.

 

Anche quando deve mettere in ritmo i compagni, poi, l’ex Sixers ha dimostrato le proprie doti di playmaking, certificate dall’Assist-to-Turnover Ratio (3-1, sempre in transizione e anche in questo caso tra i migliori dell’NBA).

 

Quando è stato in campo nelle prime 10 gare di Regular Season 2019/20, i Magic sembravano riuscire a spingere maggiormente sull’acceleratore e soprattutto a farlo con maggiore qualità, tirando meglio (+4.5% FG), segnando di più (+11.3 pts/100 poss) e perdendo palla meno frequentemente (-1.8 TO / 100 poss).

 

E, secondo coach Steve Clifford, siamo solo all’inizio.

 

“Ha saltato davvero tante gare nei suoi due anni in NBA: tra 30 partite vedrete il vero Markelle Fultz, a un altro livello. È un vero all-around player. Ha doti uniche di passaggio, penetrazione nell’area avversaria e lettura del posizionamento dei compagni”.

 

Non avete perso (del tutto) la fiducia in questo ragazzo, vero? Lui ha assicurato di non averla persa. “Mai”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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