Anno zero per i Boston Celtics?

July 30, 2019

Ainge e Stevens ripartono da Kemba Walker e dai giovani: fin dove può arrivare questo roster?

 

 

Inutile negarlo, dopo la trade con Brooklyn, i Boston Celtics sembravano proiettati verso un titolo, avendo accumulato una serie incredibile di asset. Con la partenza di Irving possiamo considerare conclusa la saga Celtics-Nets, e incredibilmente a uscirne meglio è stata la franchigia newyorkese, che è riuscita a firmare, oltre a Kyrie (ironia del destino), anche Kevin Durant. Danny Ainge aveva un importante patrimonio e benché non lo abbia sperperato affatto - l’ossatura attuale della squadra deriva da quelle scelte dei Nets - ai tifosi è rimasto un po’ di amaro in bocca.

 

Il rimprovero mosso al GM è di non aver osato abbastanza. Anche la sfortuna si è messa di mezzo con l’infortunio di Kyrie al primo anno e con i problemi di chimica del 2019. Sulla carta la mossa di Danny Ainge era giusta. Purtroppo, però, nel basket lo spogliatoio è un fattore fondamentale e in questo caso non ha funzionato. Le colpe sono state attribuite in gran parte al numero 11, ma la verità è che Uncle Drew non è il solo colpevole. I giovani hanno la loro parte di responsabilità, in particolare Tatum e Brown, che non hanno messo il bene della squadra al primo posto. Il risultato è stato avere una squadra di solisti.

 

Ora al posto di Irving è arrivato Kemba Walker che a detta di tutti è uomo squadra per eccellenza. La nota dolente è la perdita di un veterano e uomo spogliatoio come Al Horford, che si è accasato per una cifra elevatissima (quadriennale da 109 milioni) a Phila. Visto l’evolversi degli eventi, questa volta Ainge non ha sbagliato decidendo di costruire attorno a Tatum e Brown.

 

In free agency è stato firmato Enes Kanter per rimpiazzare Horford, mentre tutto il resto del roster è stato costruito via Draft. Sono state firmate le sorprese della Summer League Carsen Edwards e Tacko Fall, che darà fisicità a un reparto che altrimenti sarebbe stato alquanto povero. Romeo Langford, Grant Williams e Tremont Waters sono gli altri innesti provenienti dal Draft.

 

I Celtics si presentano ai blocchi di partenza della stagione 2019/20 come una delle squadre più giovani. Sono ben cinque, infatti, i rookie che fanno parte del roster, mentre i due giocatori di maggior esperienza sono Walker ed Hayward, ambedue classe 1990. L'incredibile giovinezza del nucleo rappresenterà certamente uno svantaggio in questa stagione di transizione e l'aspettativa non può essere certo essere quella di competere per il titolo fin da subito. Il progetto attuale pagherà dividendi nel lungo termine.

 

I tifosi di Boston hanno visto le loro ambizioni ridimensionate, perché passare da competere per il titolo ad essere la terza o quarta forza dell'Est sicuramente non fa piacere a nessuno. Tuttavia sono convinto che debbano avere fiducia e considerare questo come l'anno zero, l'inizio di una nuova era. Il materiale per una squadra da titolo potrebbe essere già presente, c'è solo bisogno di essere pazienti sperando che al momento giusto venga piazzato il colpo decisivo sul mercato.

 

Sicuramente il reparto esterni ha un grande avvenire: Marcus Smart, Jayson Tatum e Jaylen Brown saranno il futuro biancoverde ancora per molti anni. Kemba garantisce competitività subito. I veri problemi sono nel reparto lunghi, che soprattutto nella Eastern Conference pare troppo scarno.

 

Kanter ha dimostrato di poter essere un buon centro da rotazione, ma come titolare, soprattutto in difesa, soffre non poco. Tacko Fall è stato firmato come una scommessa, mentre il vero centro che potrebbe guadagnarsi minuti è Robert Williams, che pare perfetto per giocare small ball. Tuttavia, viene da chiedersi come faranno i Celtics a contenere i vari Embiid, Horford, Brook Lopez, Turner, Drummond... 

 

L'altro grande punto interrogativo riguarda Gordon Hayward, che viene da una stagione disastrosa per il contratto che ha firmato. Il pupillo di coach Brad Stevens ha avuto molta sfortuna e purtroppo è stato causa di sventura per l'intera squadra. Quando nel 2021 scadrà il suo contratto i Celtics avranno spazio per un max contract. E l'orizzonte temporale di questa squadra è proprio a due anni da oggi, quando i giovani avranno più esperienza sulle spalle e ci sarà spazio per muoversi sul mercato. Fino a quel giorno, la missione per questa squadra è sviluppare il potenziale accumulato e fare il meglio possibile ai Playoffs, sapendo che non è questo l'anno per tentare di vincere.

 

I Celtics non si sono fatti trovare pronti nel momento in cui il superteam Warriors è caduto, perdendo un'occasione. Ora è vitale non perderne una seconda: se siete tifosi Celtics, abbiate pazienza. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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