Anteprime: il backcourt titolare dei Thunder

August 22, 2018

Diamo un'occhiata alla coppia Russell Westbrook & Andre Roberson. 

 

 

© Welcome to Loud City

 

La NBA Season è alle porte e l’attesa dei fan  si fa sempre più incalzante. In particolare, la stagione dei Thunder si aprirà con l’amara celebrazione del secondo anello di Kevin Durant. Per rendere questa pre season un po’ più "frizzante", analizziamo il backcourt titolare di OKC: Russell Westbrook e Andre Roberson

 

RUSSELL WESTBROOK

 

Non c’è molto che già non si sappia su “Brodie”. Ci tengo però a precisare, siccome alcuni fan di Westbrook non riescono a tollerare le critiche al modo di giocare del loro pupillo, che se siete uno di questi, questo è il momento di farvi indietro. Infatti, se da una parte apprezzo smisuratamente vari aspetti del suo gioco, dall’altra credo non sia corretto rifiutarsi di vedere gli aspetti meno positivi. Andiamo allora ad analizzare le sue peculiarità e ciò, invece, su cui Russ può ancora lavorare.

 

Cosa sa fare bene:

Brodie è uno dei giocatori più esplosivi della Lega, questo è assodato. Nelle sue corde v’è una capacità di giocare il P&R con un’aggressività senza precedenti. Proverà a far registrare tripla doppia di media per la terza stagione di fila, cosa che nessuno pensava sarebbe mai stata possibile, prima che lui stesso ci riuscì nella stagione 2016/17. Lo scorso anno, principalmente a causa degli innesti di Carmelo Anthony e Paul George, ha visto scendere la sua media di 6 punti a partita. Ciò nonostante è riuscito a far registrare tripla-doppia, e già questo dovrebbe far riflettere su quanto le sue statistiche siano impressionanti.

 

L'ex MVP della lega risulta un eccellente passatore, e ha ormai imparato come e quando trovare i suoi compagni smarcati. Risulta evidente come la sua produzione di assist sia più efficiente in contropiede, dove con la sua pericolosità attira su di sé vari difensori per poi imbeccare i suoi compagni liberi sotto canestro. La sua abilità di correre sul campo e aggredire il ferro gli assicureranno un'altra stagione da consegnare agli annali.

 

 

In cosa può migliorare:

Come ho già avuto modo di dire in precedenza, Westbrook è uno dei giocatori più aggressivi della Lega nella metà campo offensiva. In quella difensiva solo quando è strettamente necessario. Spesso, oltretutto, tale eccesso di aggressività porta lo stesso Russ a perdere il controllo del contropiede. Approfondendo l’analisi del suo gioco, risulta che grande parte di esso consiste nel finire al ferro anche con il contatto. Si può però notare che quando stacca a due piedi e mantiene un’ampia base di salto è più efficace nel chiudere il layup. Quando invece stacca con una base di salto più ristretta ed espone il corpo al difensore, il risultato è il più delle volte scadente. L’ampia base di salto gli garantisce una maggiore agilità nel superare il difensore e gli permette anche di adeguare la posizione del corpo in aria, mentre la base di salto stretta non gli concede ugual esplosività e controllo aereo.

 

Quando non è coinvolto in situazioni dinamiche, il playmaker di OKC finisce con il prendere troppi pull-up dalla media distanza, a bassa percentuale. Immaginiamo per un attimo che i Thunder sostituissero ognuno di questi tiri di Westbrook – esclusi quelli presi negli ultimi 4 secondi di azione - con un buon movimento di palla. Questo comporterebbe un duplice effetto: una crescita dell’efficienza per ogni singolo tiro insieme ad un aumento del coefficiente di difficoltà per la difesa avversaria. Russell si è concesso ad ogni partita ben 7.3 pull-up non costruiti, tenendo una non eccelsa media del 39%. Solitamente tale media potrebbe essere ritenuta normale, ma così non deve essere se prendi 7.3 di questi jumper a partita. Soprattutto se metà di tali tiri arrivano nei primi secondi del cronometro.

 

Dalla linea dei tre punti invece, Russ tira con un ottimo 34%; percentuale, in proporzione, assai migliore di quella dei pull-up. La ragione per cui Russ non tira tanti spot-up è legata alla sua scarsa predisposizione al movimento lontano dalla palla. Talvolta, in maniera assai controproducente, si colloca negli angoli e aspetta che la sfera gli torni nelle mani. Se i Thunder vogliono rendere il loro attacco più fluido e proficuo, necessitano di un maggiore movimento senza palla, soprattutto da parte del loro leader.

 

Nella propria metà campo, Russ si trova spesso in situazioni diametralmente opposte, nelle quali o sta facendo troppo o troppo poco per la causa della sua squadra. Il suo usage rating in attacco è così alto che è comprensibile che nella metà campo difensiva non marchi ogni sera le migliori PG della lega. Di conseguenza è necessario che impari a capire quando deve alzare il suo livello di intensità difensiva e quando deve evitare di andare fuori giri. Un esempio lampante è quello di gara 4 contro i Jazz. Westbrook ha commesso 4 falli nella prima metà di partita marcando Ricky Rubio. Portare una marcatura asfissiante a tutto campo potrebbe essere un’ottima arma, ma solo quando la situazione lo richiede. Se solo i Thunder riuscissero ad ottenere da Westbrook il corretto apporto difensivo nei momenti chiave della partita, allora il trade off tra la sua difesa lacunosa di inizio partita e il suo strapotere offensivo sarebbe perfettamente equo.

 

 

Brodie ha tutta la tecnica e la capacità di arrivare ad essere uno dei 10/15 giocatori più forti di sempre. L’unico fattore che ancora lo limita è la sua talvolta scarsa efficienza delineata nei punti che ho precedentemente elencato. Il suo apporto risulterebbe infinitamente più proficuo per il bene della squadra se imparasse a canalizzare meglio la sua inarrestabile energia.

 

ANDRE ROBERSON

 

Quando, nella prima fase della stagione scorsa, i Thunder hanno perso definitivamente Dre, le loro speranze di prolungare la corsa nei PO sono crollate vertiginosamente. Questo a causa del modo in cui è strutturata la squadra; il backcourt infatti si bilancia perfettamente se Westbrook si occupa di guidare l’attacco, ma lascia buona parte dei compiti difensivi alla difesa magistrale di Roberson.

 

Molte squadre hanno dovuto fronteggiare infortuni dei propri giocatori chiave; ad esempio i Celtics, che nonostante avessero perso due All-Star, sono comunque riusciti ad arrivare a gara 7 delle Finali di un’Eastern Conference certo non estremamente competitiva. Con ogni probabilità Roberson non avrà mai un jumper rispettabile, ma se almeno riuscisse ad alzare la sua percentuale dalla linea della carità, apporterebbe un miglioramento che nessun’altro nel roster di OKC è in grado di garantire.

 

Cosa fa bene:

I punti di forza di Roberson sono tanto evidenti quanto i difetti. Lo si può, infatti, tranquillamente annoverare tra i migliori difensori della Lega, grazie alla sua capacità di imbrigliare o quanto meno limitare anche i più forti giocatori sul pianeta. Tale caratteristica risulta particolarmente richiesta in una Western Conference costellata di giocatori di immenso talento, in tutti e cinque i ruoli.

 

Non potendo partecipare in egual misura alla fase offensiva, il 21 dei Thunder conserva tutte le energie e la concentrazione per la propria metà campo. Giocatori con caratteristiche simili sono merce rara e di inestimabile valore per l’NBA attuale. Pur avendo un ruolo poco attraente, il suo valore per la squadra è esageratamente sottostimato. Dre dovrebbe essere maggiormente apprezzato per la sua capacità di fare il lavoro sporco o attuabile da pochi. Proviamo ad immedesimarci per un attimo nel suo ruolo: marcare ogni maledetta notte un “élite shooter”, uno dei migliori della storia del Gioco. Il compito, dopo la terza tripla subìta, risulterebbe frustrante per chiunque, ma tutte le squadre hanno bisogno di giocatori disposti a svolgere questa ingrata mansione.

 

 

Investendo maggiori energie nella fase difensiva, Roberson deve essere bravo a capire quando ha bisogno dell’aiuto dei compagni per stringere qualche vite alle maglie difensive e aprire un parziale a favore. La comunicazione a questo punto diventa fondamentale; se divenisse una sorta di “leader della difesa” e riuscisse ad essere ascoltato dai compagni, ci sarebbe un immediato miglioramento delle prestazioni dell’intera squadra. Probabilmente riveste già questo ruolo, di fatto; che diventa fondamentale quando tutta la squadra sta profondendo il massimo sforzo offensivo.

 

In cosa può migliorare:

Come detto, l’apporto difensivo di Roberson è incalcolabile per la causa comune, ma dall’altro lato del campo deve acquisire una maggiore fiducia e pericolosità. Svariate franchigie ormai schierano quella che viene definita la “death lineup” - ovverosia schierare i 5 migliori giocatori - senza badare alla loro posizione in campo o agli accoppiamenti difensi. Esempio lampante di questa tendenza generale è stata GS, quando nei PO ha schierato una propria versione rivisitata degli “Hampton 5”. I Celtics formeranno, infortuni permettendo, la loro versione della death lineup nella prossima stagione; anche i Rockets dovrebbero fare lo stesso, sempre se ancora consideriamo Melo come una letale arma offensiva.

 

Ritornando alla nostra analisi, questa situazione sottolinea una volta di più come la figura di Roberson sia problematica. Infatti con la sua presenza sul terreno per OKC, sono tanti gli aspetti positivi quanto quelli negativi. Le possibilità dei Thunder di prolungare la loro post season andrebbero ad incrementare sensibilmente, se solo Dre riuscisse a fare due cose: costruire un jumper abbastanza affidabile e aumentare la propria percentuale ai tiri liberi quel tanto che basta da scoraggiare le squadre avversarie a compiere l’”hack-a-shaq” su di lui.

 

 

 

COME SI ACCOPPIANO WESTBROOK E ROBERSON CON I MIGLIORI BACKCOURT DELLA LEGA?

 

Compariamo il backcourt di OKC con quelli che io reputo essere i migliori 5 della lega.

 

Houston Rockets: Chris Paul e James Harden

Insieme hanno fatto fare il vero salto di qualità a Houston. Harden può segnare come e quando vuole e all’occorrenza può anche sfruttare le sue doti di playmaking per costruire gioco per i compagni. Non a caso il 13 di Houston ha vinto l’MVP nella passata stagione. Chris Paul invece “copre” tutte le mancanze del compagno di reparto, sfruttando la sua leadership per richiedere alla squadra un maggiore sforzo. In un eventuale confronto tra i due team, risulta ovviamente avvantaggiata Houston sotto il profilo offensivo perché dispone di due incredibili produttori di punti e gioco. Dal punto di vista difensivo però nessuno riesce a garantire la stessa intensità difensiva di Roberson. Chris Paul, al bisogno, può alzare sensibilmente il suo livello di difesa, ma si trova assai limitato dall’alto chilometraggio che pesa sulle sue gambe e da una frequente tendenza agli infortuni. 

 

Golden State Warriors: Stephen Curry e Klay Thompson

Forse la coppia di tiratori più mortiferi della storia della NBA, il backcourt degli Warriors attualmente non ha rivali dal punto di vista della produzione offensiva. Russ e Dre hanno avuto la possibilità di dimostrare la loro superiorità nelle Western Conference Finals del 2016, ma il duo della Baia ha sfoderato prestazioni impareggiabili proprio nel momento del bisogno. Ancora una volta Roberson porterebbe lo scontro a favore di OKC dal punto di vista difensivo, ma nessuno si può neanche lontanamente avvicinare alla potenza di fuoco offensiva di Steph e Klay. Golden State è una corazzata così piena di talento che difficilmente avremo la fortuna di rivederne una simile in NBA in tempi prossimi. I Warriors sono oggettivamente la migliore squadra NBA perciò tutte le altre cercano di accoppiarsi al meglio, senza poi avere effettivamente molte speranze. Avanti i prossimi!

 

Boston Celtics: Kyrie Irving e Jaylen Brown

Qui lo scontro si fa più interessante e le distanze si riducono. Kyrie è di gran lunga il miglior ball-handler della Lega e può anche segnare canestri importanti con il suo innato killer instinct. Quello che rende Uncle Drew un giocatore “migliore” di RW0 è la sua disponibilità a liberarsi con movimenti lontani dalla palla. Infatti a roster completo, la prossima stagione sarà importante per Brad Stevens inserire il suo playmaker in situazioni “off the ball”, al fine di far quadrare le spaziature della squadra. Tra Roberson e Jaylen Brown, nonostante sia il primo ad avere la meglio dal punto di vista difensivo, la differenza non è poi così rimarcata come si può vedere in altri accoppiamenti. Brown, comunque, resta pur sempre un ottimo atleta, dotato di una versatilità tale da poter cambiare in maniera efficace su tutti i ruoli dall’1 al 4. A causa dei vari infortuni di Boston della scorsa stagione, ha dovuto inoltre sopperire alle mancanze della squadra attuando un’importante crescita offensiva.

 

 

Portland Trail Blazers: Damian Lillard e CJ McCollum

Il backcourt dei PTB è annoverato tra uno dei migliori della NBA, ma sfortunatamente si tratta dell’unica cosa che può vantare la franchigia dell’Oregon. Anche in questo caso concedo a Lillard e McCollum un vantaggio sulla coppia di OKC, ma solo per le superiori capacità balistiche dei primi due. Westbrook supera Lillard per esplosività e polivalenza, ma tra C.J. e Dre vi è un ampio gap qualitativo. Fortunatamente per i Thunder, i Blazers si trovano il roster intasato da contratti esageratamente alti, per giocatori dal valore discutibile. Portland quest’anno si potrebbe avvicinare al livello di alcune squadre, ma nonostante questo, nella mia previsione, non dovrebbero riuscire a fare i Playoff.

 

Utah Jazz: Ricky Rubio e Donovan Mitchell

E’ chiaro a tutti come sia solo questione di tempo prima che Donovan Mitchell diventi un giocatore d’élite. Ricky Rubio è un ottimo giocatore di contorno, non avendo l’ego della superstar. In più, oltre alla sua notevole abilità di passatore, ha costruito negli anni un tiro non perfetto, ma efficace quando non può rifiutare la conclusione. Donovan, nonostante sia ancora giovane, ha già sviluppato un gioco nettamente più completo di Roberson; cosa che, sfortunatamente, si può dire di tanti giocatori NBA rispetto a Dre. La situazione viene però “pareggiata” dalla superiorità di RW0 rispetto al playmaker spagnolo. Sarebbe perciò interessante vedere quest’anno - con tutti i giocatori in salute - il remake del più equilibrato primo turno dei PO 2018 della Western Conference.

 

 

Ecco la mia personale anteprima del backcourt di OKC 2018-19. Sam Presti ha fatto sapere che Westbrook si è allenato duramente sul suo tiro, nel corso dell’estate. Ci auguriamo che anche Roberson abbia fatto lo stesso, avendo ormai recuperato dall’infortunio. Se riuscisse ad avere una maggiore incisività offensiva, il backcourt di OKC inizierebbe ad essere assai intrigante.

 

 

 

 

 

La redazione di Welcome to Loud City ha sede nell’Oklahoma e si occupa di fare luce su tutto quello che riguarda la franchigia di OKC. Dedita all’universo Thunder a 360 gradi, collabora con Around the Game da giugno 2017. Questo articolo, scritto da Ryan Harris e tradotto in italiano dalla nostra redazione, è stato pubblicato in data 10/08/2018.

 

 

 

 

 

 

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