Around the Bucks: la forza dei numeri

November 20, 2019

Milwaukee e Antetokounmpo non hanno intenzione di perdere il dominio sulla Eastern Conference e le prime uscite stagionali lo confermano

 

 

 

Miglior record di squadra (60-22), MVP della Lega, miglior Coach ed Executive, due giocatori nel primo quintetto difensivo, primi per punti a partita (118.1), plus/minus (+8.9), Defensive Rating (104.9) e Net Rating (8.6). Il 2018/19 è stato a tratti una stagione trionfale per i Milwaukee Bucks, una delle migliori della loro cinquantennale storia, seconda solo all’annata 1970/71, quella del finora unico titolo della franchigia.

 

Tutto ciò, però, non è bastato, il cammino dei Cervi si è ineluttabilmente arrestato alle Conference Finals di fronte alla cavalcata memorabile di Kawhi Leonard e dei suoi Raptors, laureatisi poi campioni nelle NBA Finals.

 

Con questo in mente è chiaro come l’obiettivo stagionale per i Bucks non possa che essere uno: riportare il titolo nel Wisconsin. Le prospettive rispetto all’inizio della scorsa stagione sono ben diverse e le ambizioni altrettanto. Quest’anno Milwaukee per forza di cose non sarà più la piacevole sorpresa, la "cenerentola" per cui in tanti fanno il tifo; al contrario, si è presentata ai nastri di partenza come una delle favorite per la conquista dell’anello, forte anche del fatto che l’ossatura della squadra è praticamente la stessa di quella dello scorso anno. Non a caso il sito americano FiveThirtyEight.com, specializzato in previsioni sportive (e non solo), li vede favoriti con il 32% di possibilità di vincere il titolo.

 

A parte l’unica e dolorosa partenza di Brogdon, sacrificato sull’altare del salary cap e lasciato partire verso l’Indiana, staff tecnico e giocatori sono stati ovviamente confermati in toto; in particolare il GM Jon Horst in estate ha aggiunto al roster veterani del calibro di Kyle Korver, Wesley Matthews e Robin Lopez; ma soprattutto ha rifirmato Khris Middleton per cinque anni a 177.5 milioni $ complessivi.

 

 

 

Da dove ripartono i cervi

 

La squadra di coach Budenholzer ha ricominciato esattamente da dove ci aveva lasciati. La filosofia di gioco è sempre la stessa e i risultati continuano a premiare i Bucks.

 

Nella meta campo offensiva, in linea con i dati della scorsa stagione è abolito il mid-range: solo il 5% dei punti segnati arriva da quella zona del campo. Le uniche conclusioni ammesse sono quelle al ferro e da oltre l’arco dei tre punti (secondi per percentuale di tiri da tre tentati, il 44.6% dei tiri totali di squadra).

 

Al momento Milwaukee è seconda per punti segnati a partita (118.8), prima per rimbalzi catturati a partita (52.5) e seconda per Net Rating (8.6), dietro solo ai Los Angeles Lakers.

 

Colpisce il dato del pace, ovvero il numero di possessi a partita, salito dai 103.5 dello scorso anno a 107.3, che vale il primato in questa particolare classifica. Rispetto alla scorsa stagione, dunque, almeno fino ad ora, i Bucks hanno aumentato ulteriormente il ritmo, senza tuttavia diminuire l’efficienza. Due concetti che spesso collidono statisticamente, ma non dalle parti di Milwaukee, come dimostrano i dati riportati in questo post, relativo alle prime 10 partite di Regular Season:

 

 

La squadra del Wisconsin appena ne ha la possibilità spinge forte sull’acceleratore, ma senza rischiare di andare fuori giri. La presenza di Antetokounmpo, a tal proposito, è fondamentale. Al greco infatti bastano appena due/tre palleggi per ribaltare il fronte del gioco e ai suoi compagni spesso non resta che eseguire i movimenti in transizione con il giusto tempismo e le giuste spaziature - cosa che peraltro fanno alla perfezione - a aspettare il giusto scarico.

 

Per quanto riguarda la difesa, il discorso è assolutamente assimilabile a quello fatto per la fase offensiva, con Milwaukee che sull’onda lunga della scorsa stagione continua ad annichilire gli attacchi avversari. Al momento il loro Defensive Rating (100.7) è il terzo della Lega e le stoppate a partita (6.3) valgono il secondo posto in questa classifica, con Brook Lopez a fare la parte del leone: 2.5 a partita e già tre uscite con 5 o più stoppate.

 

Altro dato impressionante relativo al lungo ex-Nets è il numero di tiri contestati a partita (18.5, primo in tutta l'NBA), dei quali il 43.5% viene convertito in canestro dai suoi avversari. Se in attacco non ha per il momento ritrovato la stessa verve della scorsa stagione, con la percentuale da tre che è calata dal 36% al 27%, senza dubbio Brook sta rimediando con grandi prestazioni nella propria metà campo.

 

Il quintetto titolare ha il quinto miglior Defensive Rating (91.2) tra quelli con 50 o più minuti giocati, e anche chi esce dalla panchina accumula numeri interessanti: Sterling Brown e Donte DiVincenzo registrano rispettivamente un Defensive Rating di 88.8 e 87.8, i due miglior dati tra i giocatori con almeno cinque partite giocate e sopra i 15 minuti di media a partita.

 

 

Back-to-back MVP?

 

Detto dei numeri di squadra su entrambi i lati del campo, è doveroso ora parlare della stagione di Giannis Antetokounmpo. The Greek Freak non solo sta confermando le cifre della scorsa stagione, ma le sta addirittura migliorando:

 

 

Come si nota dalla tabella, il greco è cresciuto pressoché in ogni voce statistica, con la sola pecca della percentuale ai liberi, calata fino al 61%. In parte il tutto si può spiegare con un aumento dello Usage, salito fino al 34% (rispetto al 31% della scorsa stagione), ma questo potrebbe essere riduttivo. L’MVP in carica infatti sembra giocare con una maggior convinzione nei propri mezzi e questo in primis lo si nota dalla percentuale da oltre l’arco, suo storico punto debole. Finora converte il 32% di questi tiri, 7% in più rispetto alla scorsa annata, ma soprattutto non mostra riluttanza nel prendersi i tiri che le difese avversarie gli concedono (come confermano i 4.3 tentativi a gara).

 

La meccanica non è certo perfetta, ma si notano decisivi miglioramenti rispetto al passato, soprattutto quando ha il tempo di mettere a posto i piedi con un palleggio di assestamento, generalmente con la mano sinistra.

 

 

Mantenere queste cifre, o addirittura migliorarle, potrebbe fare tutta la differenza del mondo per Milwaukee, soprattutto se Giannis riuscirà a confermarle anche in post-season - discorso che, comunque, ad ora è alquanto prematuro.

 

Meno lo è invece parlare della possibilità di riconfermarsi Most Valuable Player della Lega. Al momento Antetokounmpo è senza dubbio uno dei principali candidati e guardando il suo PIE (Player Impact Estimate, statistica avanzata fornita da NBA.com che valuta l’impatto del singolo giocatore sulla partita) si capisce il perché: se lo scorso anno tale dato si era attestato a 21.8, in questa stagione dopo 13 partite è addirittura salito a 23.3.

 

Insomma, i Bucks e il loro Superman greco hanno ripreso esattamente da dove si erano fermati. Risultati e numeri lo evidenziano, chiaro e tondo. Ora c'è da fare l'ultimo, grande passo.

 

 

 

 

 

 

 

 

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