Around the Game Mock Draft 2018

June 10, 2018

 

21 giugno alle 19 ora americana ci sarà l'edizione 2018 del Draft NBA al Barclays Center di Brooklyn.

 

Quest'anno potrebbe essere ancora meglio del 2017, vista la profondità del Draft, e se l'anno passato aveva visto ergersi a protagoniste le guardie, quest'anno le prime scelte saranno quasi interamente monopolizzate dai big men. Il giallo della prima scelta che si infittisce sempre di più. Una lottery ricchissima e potenziali "steal of the draft".

 

Tutto questo nel Mock Draft stilato per voi da Around the Game.

 

 

 

1 - Phoenix Suns - Luka Doncic - PG/SG (200cm, 99kg) - International (Real Madrid)

 

Ebbene sì, andiamo in controtendenza rispetto al senso comune, infatti tutti i principali esperti di Draft optano per Ayton alla 1, ma noi crediamo nel colpo a sorpresa dell'ultimo secondo per il fatto che i Suns abbiano assunto Igor Kokosov (allenatore della Slovenia campione d'Europa) e perché ormai le squadre vincenti non fanno un grande uso dei centri dominanti. Lo skillset dello sloveno ci fa propendere per il fresco vincitore dell'MVP delle Final Four di Eurolega come prima scelta assoluta. Inoltre un backcourt costituito da Doncic-Booker avrebbe pochi rivali, la visione di gioco dello sloveno, insieme all'incredibile maturità dimostrata malgrado la giovane età, sarebbe il complemento perfetto per l'abilità balistica di Devin Booker.

 

La nostra scelta si spiega così: un centro ti fa vincere nell'NBA odierna? Secondo noi no. Inoltre, in attesa del 15 giugno, termine ultimo per gli international per ritirare il proprio nome dal Draft, le voci provenienti dal vecchio continente mormorano che Doncic non vorrebbe giocare, rimanendo altri 2 anni a Madrid, né per i Kings né per gli Hawks, che si sarebbero già adeguati evitando di considerarlo. Per cui le possibilità si restringono,: Doncic alla 1 o dopo la 3, qualora dovesse decidere di andare in NBA subito. E mentre tutti lo danno alla 4, noi siamo molto affascinati da questa prima scelta. Per i Suns non chiamare Doncic non sarebbe proprio un errore, ma un'occasione mancata sì. Probabilmente andranno con Ayton, che ha recentemente dichiarato che sarà lui la prima scelta. Per noi però i Suns dovrebbero selezionare Doncic, anche se molto probabilmente non sarà così.

 

 

2 - Sacramento Kings - DeAndre Ayton - C (215cm, 113 kg) - Freshman (Arizona) 

 

Naturalmente nessuno si lascerebbe scappare Ayton alla 2, che come detto prima molti ritengono prima scelta assoluta. Erano anni che non si vedeva un centro così dominante dentro l'area, una vera forza della natura, e i numeri messi su nella sua unica stagione ad Arizona ne sono la prova: 20.1 ppg e 11.6 reb con 2 stoppate a partita, un vero problema per qualsiasi squadra NCAA nel corso della stagione. Un lungo vero che ha aumentato il suo range di tiro fino alla linea da 3 (34.5% dalla lunga distanza). Tuttavia la sua prestazione nella prematura e scioccante eliminazione dei suoi Wildcats al primo turno contro la 13esima Buffalo ha sollevato qualche dubbio in più, nonostante ciò non aspettatevi Ayton più in là della numero 2.

 

 

3 - Atlanta Hawks - Jaren Jackson Jr. - PF/C (211cm, 107kg) - Freshman (Michigan State)   

 

Se non avete seguito la stagione di Michigan State questo nome alla 3 potrebbe sorprendere, infatti Jaren Jackson all'inizio dell'anno era passato sotto i radar degli scout, ma col passare del tempo ha dimostrato a tutti di essere uno dei migliori prospetti, dietro solo ai due prodigi di cui sopra, che giocano in una lega a parte.

 

Un centro moderno che può allargare il campo con il suo tiro da 3 (39.6%), molto agile e in grado di cambiare sui blocchi, accoppiandosi con chiunque, ma soprattutto un rim protector capace di avere ben 3 stoppate di media a partita. Può essere considerato un Draymond Green ma con 10 cm in più, il che in prospettiva può fare paura - e il fatto che provengano anche dalla stessa alma mater può essere una coincidenza di buon auspicio. Tuttavia qualche dubbio può derivare dalle sue medie "normali", 10.9 ppg e 5.8 reb, ma il numero 23 di Golden State aveva le stesse cifre, salvo poi rivelarsi uno dei giocatori più imprescindibili per Steve Kerr.

 

 

4 - Memphis Grizzlies - Marvin Bagley III - PF/C (211cm, 100kg) - Freshman (Duke)

 

Un'altra ala grande/centro di stampo moderno - e se Jackson lo è soprattutto difensivamente parlando, Bagley lo è offensivamente.

21 punti e 11 rimbalzi in una Duke che annovera molti talenti da primo giro al Draft e prima opzione offensiva per coach K. Da alcuni paragonato a Tim Duncan, ha impressionato tutti con il suo atletismo e la sua mano educata, che gli ha garantito un ottimo 39.6% da tre. Molto attivo sotto le plance a rimbalzo, soprattutto in attacco, ha come suo maggior punto debole la difesa, sia nell'1c1 che come posizionamento in aiuto. Non è un grande stoppatore (solo 1 blk a partita) e gli manca un po' di QI cestistico necessario per fare il salto di qualità a livello NBA, ma la giovane età (classe '99) è dalla sua parte. Sotto l'ala protettiva di Marc Gasol, Memphis potrebbe aver trovato un suo degno erede su cui gettare le basi per il futuro.

 

 

5 - Dallas Mavericks - Mohamed Bamba - C (213cm, 102kg) - Freshman (Texas) 

 

I Mavs sono alla disperata ricerca di un lungo, tutti i rumor sulla free agency danno Dallas pronta a offerte elevate per i vari DeAndre Jordan, DeMarcus Cousins, Julius Randle, Clint Capela ecc. Insomma, a Dallas non ne vogliono sapere di small ball, per questo dato che il Draft arriva 10 giorni prima della free agency, Mark Cuban e Rick Carlisle si cauteleranno con un centro di prospettiva come Mo Bamba qualora non dovesse arrivare nessuno dei big fish.

 

Bamba è semplicemente un prodigio della natura, con un'apertura alare di 238 cm, capace di intimidire chiunque osi avvicinarsi al ferro. 3.7 stoppate a partita in 30 minuti di utilizzo sono un dato spaventoso e i Mavericks cercano proprio un rim protector, inoltre il 27% da 3, unito ad una buona agilità per la sua stazza, lo rendono un progetto interessante per il futuro. Ha già cominciato a mostrare segni di miglioramento nei vari pre-draft workout, in cui ha leggermente modificato la propria meccanica di tiro - che insieme a una scarsa aggressività offensiva era una delle critiche maggiori. Ha dimostrato una rapidità incredibile nel 3/4 court sprint, facendo segnare un tempo di appena 3.04", più veloce di Westbrook, Wade e John Wall!

 

Se dovesse mettere nel suo arsenale anche i fadeway e un tiro da 3 affidabile, forse per Dallas non ci sarebbe più la necessità di investire in un altro centro - poi si sa: everything is bigger in Texas.

 

 

 

6 - Orlando Magic - Trae Young - PG (187cm, 80kg) - Freshman (Oklahoma)

 

Steph Curry 2.0, non serve molto di più per descrivere Trae Young.

 

La sua stagione in cifre: 27.4 punti e 8.7 assist a partita sono qualcosa di mai visto prima in una singola stagione a livello collegiale; primo in NCAA per punti e assist (unico giocatore nella storia a riuscirci); ha eguagliato il record di assist in una singola partita, 22, ma aggiungendo anche 26 punti per non farsi mancare nulla; career-high 48 punti (su 81 di squadra) con 8 triple e 8 assist, nella sconfitta contro i cugini di Oklahoma State.

 

Un giocatore come Curry, che come quest'ultimo andrà tra la 6 e la 7 al Draft per i soliti  ritornelli che ormai lasciano il tempo che trovano: è troppo esile, non si adatterà alla fisicità della NBA, eccetera. Trae Young ha dimostrato di essere eccome da NBA, portando una squadra con pochissimo talento ad essere una delle prime della nazione, dimostrando che da solo un giocatore sotto al metro e 90, non solo può fare la differenza ma può risultare dominante quanto uno di 215 cm. In una Orlando che al momento vede a roster nel ruolo di PG Shelvin Mack e DJ Augustin, Young può fare la differenza da subito, avere minuti importanti e libertà di azione di cui magari in altre squadre non godrebbe, per questo i Magic sono la miglior opzione per lui e viceversa.

 

 

 

7 - Chicago Bulls - Michael Porter Jr. - SF (208cm, 95kg) - Freshman (Missouri)

 

Chicago ha bisogna di una small forward, vista la penuria nel ruolo attualmente a roster. Difficilmente in questo momento, nonostante lo spazio salariale, la franchigia rappresenterà un buon approdo per i major free agent, perciò la ricostruzione passa dal Draft e da Michael Porter, indubbiamente la miglior SF in arrivo.

 

Purtroppo il prodotto di Mizzou è un rischio dato il gravissimo infortunio subito dopo appena 2 minuti nella prima partita di stagione collegiale. L'operazione alla schiena a cui si è sottoposto è stata particolarmente delicata e avrebbe dovuto fargli saltare l'intera stagione, ma il ragazzo ha voluto forzare i tempi a tutti i costi per tornare a giocare le ultime due partite, dimostrando la sua incredibile forza di volontà. Due partite in cui ovviamente ha faticato, ma che devono essere prese con le pinze perché rientrare da un infortunio del genere richiede tempo. Prima di farsi male era da tutti considerato un forte candidato per la prima scelta e a Chicago sanno che il gioco vale la candela.

 

 

8 - Cleveland Cavaliers - Mikal Bridges - SG/SF (201cm, 95kg) - Junior (Villanova)

 

Inutile illudersi: LeBron lascerà Cleveland e molto probabilmente questa città tornerà ai livelli ante 2003, ovvero quando il regno del Prescelto non era ancora iniziato e i Cavs erano sistematicamente in fondo alle classifiche. Il buco che un secondo addio di James lascerà sarà immenso come nel 2010, perciò un giocatore di esperienza e pronto da subito come Mikal Bridges è quello che serve per cercare di rendere il meno difficile possibile la transizione da contender a squadra da tanking.

 

Bridges, partito da "redshirt" (ovvero facendo parte della squadra, ma potendo solo allenarsi senza giocare durante la prima stagione, facendo quindi da scorer e scouter), ha vinto due titoli con i Wildcats diventando uno dei migliori giocatori della stagione. Oltre ad essere un grande realizzatore (17.7 ppg) è anche completo sui due lati del campo e porta in dote un elevato QI cestistico. 

 

 

9 - New York Knicks - Collin Sexton - PG (185cm, 83kg) - Freshman (Alabama)

 

New York dopo aver preso Ntilikina l'anno scorso potrebbe raddoppiare, scegliendo un'altra PG, viste le aspettative un po' esagerate che avevano sul francese. Sexton è una guardia in stile Westbrook, che fa dell'esplosività e del dinamismo le sue doti principali. Cresciuto sotto la guida di coach Avery Johnson, ha appreso da quest'ultimo le caratteristiche di generale in campo. La sua leadership potrebbe servire non poco ai Knicks. Punti deboli: 33% da tre e un'eccessiva voglia di forzare la giocata.

 

Tuttavia si è dimostrato capace di prestazioni assurde come questa, quando per poco non vinceva da solo giocando in 3 contro 5 (dopo che tutta la panchina era stata espulsa per un'invasione di campo), in una delle partite più incredibili della storia del college basketball:

 

 

 

10 - Philadelphia 76ers - Miles Bridges - SF (200cm, 100kg) - Sophomore (Michigan State)

 

Miles Bridges aveva deciso, al termine della passata stagione, di restare al college per un altro anno, in modo da aumentare le sue chance di andare in top 5; ma la sua stagione da sophomore è stata identica se non leggermente peggiore di quella da freshman. La sua media punti è aumentata da 16.9 a 17.1, in compenso è sceso in rimbalzi da 8.3 a 7.1, così come nelle percentuali dal campo e da 3. Resta comunque un giocatore solido, che può giocare sia da 3 che da 4, un ottimo backup per Philadelphia.

 

 

11 - Charlotte Hornets - Kevin Knox - SF/PF (206cm, 96kg) - Freshman (Kentucky)

 

Miglior realizzatore di Kentucky, Knox è un'ala estremamente talentuosa. 15.6 ppg e 5.4 reb sono un biglietto da visita notevole per una numero 11. Inoltre essendo uno dei giocatori più giovani del Draft ha grandi margini di miglioramento, ma qualche dubbio rimane sulla difesa, vero tallone d'Achille. Gli Hornets devono cominciare a pensare al futuro per lo spot di 3 e, vista la voragine nel ruolo, Knox potrebbe essere la via giusta.

 

 

12 - Los Angeles Clippers - Shai Gilgeous-Alexander - PG/SG (198cm, 81kg) - Freshman (Kentucky)

 

Il secondo prodotto di Kentucky in questa lista segue la tradizione degli one-and-done, propria di questo ateneo. Gilgeous-Alexander ha tenuto 14.4 punti di media e 5.1 assist, ed è dotato di un buon tiro, sia dal palleggio che in ricezione. Unico punto debole, per cui soffrirà molto nei primi anni di NBA, è sicuramente il fisico ancora troppo esile per reggere i contatti. Gli 81 kg sono infatti l'unico downside di questo giocatore, ma come progetto a lungo termine è sicuramente molto interessante.

 

 

13 - Los Angeles Clippers - Wendell Carter - PF/C (208cm, 116kg) - Freshman (Duke)

 

Altro prodotto di Duke in lottery, dopo Bagley, è Wendell Carter, che è riuscito a non farsi oscurare troppo dal suo compagno di reparto, mettendo su 13.5 punti e 9.1 rimbalzi a partita. Ciò che colpisce però è il 41.3% da 3, che lo classifica come uno dei migliori lunghi tiratori del Draft, in grado di aprire il campo. Carter è la vera mina vagante di questo Draft, perché potrebbe essere scelto tranquillamente tra la 6 e la 12: noi lo collochiamo qui perché le squadre con scelte più alte non hanno necessariamente bisogno di un lungo.

 

 

14 - Denver Nuggets - Lonnie Walker - SG (193cm, 90kg) - Freshman (Miami)

 

Walker ha cominciato la stagione senza esaltare, restando sotto la doppia cifra di media, ma ha concluso benissimo segnato oltre 14 punti di media nelle ultime 5 partite, ricordando a tutti perché era considerato un giocatore da lottery. Dotato di un grande atletismo, ha tirato dalla lunga distanza con il 34%, ma già nei pre-draft workout ha dato segni di miglioramento.

 

 

15 - Washington Wizards- Robert Williams - PF/c (208cm, 106kg) - Sophomore (Texas A&M)

 

Williams, nonostante non abbia tiro dalla lunga distanza, è un giocatore di intensità che può tornare utile ai Wizards. Dotato di una wingspan di 223 cm, è un ottimo rimbalzista e stoppatore. Nella capitale bisogna cominciare a pensare a rimpiazzare l'ormai vecchio Gortat, che ha fatto il suo lavoro per anni e che può anche essere tradato, avendo ormai solo un anno rimanente di contratto.

 

 

16 - Phoenix Suns - Zhaire Smith - PG/SG (193cm, 90kg) - Freshman (Texas Tech)

 

Atleta spaventoso, Smith ha regalato giocate da highflyer a tutti i tifosi di Texas Tech. Il 45% da 3 può ingannare, in quanto la meccanica di tiro è lenta e potrebbe fare fatica ad adeguarsi alla linea NBA. Ma la base è ottima. E' ancora molto acerbo, ma con il lavoro (e il tempo) può diventare una ottima combo guard. 

 

 

17 - Milwaukee Bucks - Aaron Holiday - PG (185cm, 86kg) - Junior (UCLA)

 

Pare che dopo Jrue e Justin, la famiglia Holiday avrà un altro giocatore in NBA. Aaron ha beneficiato tantissimo della partenza di Lonzo Ball, passando da essere riserva a titolare ed esplodendo letteralmente nella produzione offensiva (da 12.3 a 20.3 ppg). Point guard molto rapida e dotata di un ottimo uno contro uno, con grande abilità nel finire al ferro; 5.8 assist a partita e il 42.9% da 3 completano il quadro. Sembra che Milwaukee gli abbia già comunicato la propria intenzione di selezionarlo alla 17. 

 

 

18 - San Antonio Spurs - Dzanan Musa - SF - (206cm, 88kg) - International (Cedevita)

 

Tempo di rinnovare anche in casa Spurs, che sono alla fine di un ciclo. A San Antonio hanno sempre avuto un occhio puntato sul vecchio continente e dopo Doncic il prospetto che più si è messo in mostra è Dzanan Musa, bosniaco classe '99 che ha disputato una stagione da oltre 10 punti di media al Cedevita. Tiratore letale già dotato di range NBA, può giocare da 2 e da 3, magari entrando nelle rotazioni con i non più giovanissimi Green e Ginobili.

 

 

19 - Atlanta Hawks - Keita Bates-Diop - SF (205cm, 102kg) - Junior (Ohio State)

 

Atlanta con la seconda scelta in top 20 potrebbe rinforzarsi in ala scegliendo Bates-Diop, un giocatore già dotato di un fisico adatto alla NBA e già esperto, essendo un Junior. Il suo gioco si sviluppa prevalentemente nel mid-range, dove è letale in isolamento sia spalle che fronte a canestro. Ricorda molto Carmelo Anthony per il tipo di soluzioni prese.

 

 

20 - Minnesota Timberwolves - Kevin Huerter - SG (201cm, 88kg) - Sophomore (Maryland)

 

Poche squadre come Minnesota hanno un così disperato bisogno di aggiungere tiro da 3 al roster. Huerter, e il suo 41.7%, è ciò di cui hanno bisogno. Soprannominato "Red Mamba", è passato quasi inosservato fino ad ora. Ma avendo seguito la stagione di Maryland, non si può non rimanere affascinati da questo giocatore, che ricorda Klay Thompson in tutto e per tutto.

 

 

21 - Utah Jazz - Donte DiVincenzo - PG/SG (194cm, 90kg) - Sophomore (Villanova)

 

Pochi giocatori come DiVincenzo hanno aumentato le proprie chance sul finire di stagione. 42 inches di max vert è il miglior dato registrato quest'anno alla combine di Chicago, inoltre è rimasta nella mente di tutti quella incredibile prestazione da 31 punti con 5 triple, in uscita dalla panchina, per portare i suoi Wildcats al titolo NCAA. 

 

 

 

22 - Chicago Bulls - Chandler Hutchison - SF (201cm, 89kg) Senior (Boise State)

 

Potenziale "steal of the Draft" è Chandler Hutchison, Senior da Boise State, college che non gode di grande visibilità. 20 punti e 7.7 rimbalzi a partita per questa guardia molto atletica, ma qualche dubbio rimane sull'adeguamento alla linea da tre NBA e sull'elevato numero di palle perse.

 

 

23 - Indiana Pacers - Jalen Brunson - PG (188cm, 90kg) - Junior (Villanova)

 

Il curriculum di Jalen Brunson recita: 2 volte campione NCAA, National Player of the Year (2018), Bob Cousy Award (2018), First Team All American (2018) McDonald's All American (2015), Illinois Mr. Basketball (2015), oro FIBA World Cup U19 con gli USA (2015), MVP FIBA World Cup U19, oro FIBA Americas Championship U18 (2014). Semplicemente un vincente, la cui mentalità e leadership farebbero comodo a tutte le squadre. 

 

 

24 - Portland Trail Blazers - Anfernee Simons - PG/SG (191cm, 83kg) - Undeclared (IMG Academy)

 

Portland e il Draft hanno sempre avuto una relazione complicata: Sam Bowie prima di MJ, la sfortuna con Brandon Roy, Greg Oden prima di Kevin Durant. Questa volta, avendo la 24 non si possono commettere errori macroscopici, ma c'è la possibilità di riscattarsi con una scommessa come Anfernee Simons, vero "diamond in the rough" del Draft.

 

Può essere draftato senza aver fatto il college perché ha compiuto 19 anni l'8 giugno, giusto in tempo per le regole della NBA che prevedono proprio 19 anni come età minima per dichiararsi eleggibili. Combo guard molto simile a Dejounte Murray, con un tiro già più sviluppato rispetto a quest'ultimo. È un progetto a lungo termine, ma i Blazers hanno solo da guadagnarci.

 

 

25 - Los Angeles Lakers - Mitchell Robinson - C (213cm, 105kg) - Undeclared (ex Western Kentucky)

 

Altro giocatore che non è andato al College e per questo è circondato da un'aura di mistero. Dopo aver scelto Western Kentucky ed essersi allenato con la squadra per due settimane a luglio, ha deciso di abbandonare il campus universitario; dopo esser stato sospeso, ha dichiarato a settembre che avrebbe saltato il college per prepararsi direttamente al Draft. Sarà il primo giocatore, da quando sono stati introdotti i limiti di età per essere scelti, a venire selezionato senza aver fatto il college, una postgraduate school o aver giocato in un altro Paese.

 

È un anno che non gioca in una squadra, ma il workout coi Lakers è stato sufficiente a strappare una promessa di essere selezionato dalla squadra di LA alla 25, tanto che Robinson non svolgerà altri workout per altre squadre. Era un "five star recruit" in uscita dall' high school, considerato il centro numero 3 della nazione dietro solo a Ayton e Bamba. Robinson è paragonato ad Hassan Whiteside e DeAndre Jordan, con la differenza di avere anche il tiro dalla lunga distanza. Chissà che questa scelta ottenuta nella trade con Cleveland non si riveli un game changer per i Lakers.

 

 

 

26 - Philadelphia 76ers - Elie-Franck Okobo - PG (188, 82kg) - International (Élan Béarnais)

 

In attesa di scoprire se Fultz tornerà mai ad essere quello strepitoso giocatore visto al college, i Sixers potrebbero prendere un'altra PG per cautelarsi qualora Markelle si riveli un bust. Non si era parlato tanto di Okobo fino al playoff francesi, dove in Gara 1 dei quarti ha sorpreso tutti mettendo a referto 44 punti con 8/11 da 3 e 12/17 dal campo. Una guardia alla Curtis Jerrells (Olimpia Milano), sia per frame che per tipo di gioco, può garantire a Phila punti dalla panchina. 

 

 

27 - Boston Celtics - Melvin Frazier - SG (198cm, 90kg) - Junior (Tulane) 

 

Boston dovrà cautelarsi nel caso Marcus Smart vada altrove e il miglior prospetto è sicuramente Melvin Frazier, che nel suo junior year ha fatto il salto di qualità. Una guardia versatile ed esplosiva con grande spirito di sacrificio, in grado di marcare il miglior giocatore avversario con ottimi risultati. Inoltre il 38.5% da 3 è un buon segno in confronto alle percentuali di Smart.

 

 

28 - Golden State Warriors - Jevon Carter - PG (186cm, 90kg) - Junior (West Virginia)

 

I campioni NBA, dopo aver conquistato il secondo titolo di fila, devono pensare a come rinforzare il roster con la chiamata numero 28 al Draft. Jevon Carter può essere una buona scelta, un vero e proprio mastino, capace di ben 3 rubate a partita oltre ai 17.3 punti: può far rifiatare Curry per qualche minuto. 

 

 

29 - Brooklyn Nets - Gary Trent Jr. - SF (198cm, 92kg) - Freshman (Duke)

 

Brooklyn sta ancora pagando la follia di Prokhorov, ma la squadra sembra finalmente in ripresa, avendo aggiunto giocatori di talento come Russell. Un'altra aggiunta che potrebbe aiutare è Gary Trent, prodotto di Duke in grado di segnare14.5 punti di media, tirando con il 40% da 3. Sarebbe il cambio ideale di DeMarre Carroll.

 

 

30 - Atlanta Hawks - Jerome Robinson - SG (196cm, 85kg) - Junior (Boston College)

 

Altra scelta di primo giro per Atlanta, che deve rinforzare anche il reparto guardie. Jerome Robinson è una shooting guard prolifica (oltre 20 punti di media) proveniente dal Boston College, non certo una grandissima squadra. Tuttavia ciò che ha fatto vedere durante la stagione non è da poco e il 41% da 3 può aiutare gli Hawks.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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