Around the Lakers: Anthony Davis arriverà?

February 1, 2019

Riusciranno Magic e Pelinka a portare il giocatore di New Orleans in maglia gialloviola entro la trade deadline?

 

 

In campo le cose non stanno andando bene.

 

Gli infortuni stanno rischiando di compromettere una stagione che poco più di un mese fa - dopo la vittoria di Natale - sembrava orientata su binari ben precisi. Invece i Lakers al momento sono fuori dai Playoffs: record di 27-25 e nono posto in coabitazione con Sacramento. Dall'infortunio di LeBron James ci sono state solo sei vittorie e ben undici sconfitte, alcune delle quali contro squadre in tanking dichiarato.

 

Lo young core non ha fatto quel salto di qualità che tutti si aspettavano e i dubbi sulla strategia da adottare cominciano a farsi sempre più strada nella mente di Magic Johnson.

 

Anthony Davis, tramite il suo agente Rich Paul (lo stesso di LeBron), è uscito allo scoperto prima del previsto e ha dichiarato di non essere intenzionato a firmare un'estensione contrattuale, chiedendo una trade. Destinazione preferita: una squadra in grado di competere per il titolo. Nella mente di Paul e Davis, i Lakers sono la squadra designata - AD ha comprato di recente una casa a Los Angeles, luogo in cui trascorre la off-season.

 

Il problema è convincere New Orleans a scambiare il giocatore entro il 7 febbraio e ciò non sarà facile, perché i Pelicans hanno tutto l'interesse a massimizzare il valore del giocatore attendendo l'estate. Boston è vista come la favorita ad accaparrarsi le prestazioni del lungo da Kentucky, però attualmente si trova nell'impossibilità di fare offerte. Avendo già Irving, giocatore che ha firmato la Rose Rule Extension, la NBA vieta espressamente di avere un secondo giocatore a roster che ha firmato la medesima estensione. I Celtics sono sì i favoriti, ma solo dal primo giugno. L'unica squadra in gioco fino al 7 di febbraio pertanto sono i Lakers, che però saranno "costretti" a fare un'offerta irrinunciabile. 

 

 

Vale la pena sacrificare tutto lo young core per Anthony Davis?

 

L'all in è da sempre una mossa molta rischiosa e raramente ha portato ai risultati sperati. I tifosi dei Lakers non hanno di certo dimenticato il "superteam" con Nash e Howard, una squadra che sulla carta avrebbe dovuto lasciare poche possibilità alle rivali, una squadra che è naufragata fin da subito e che è costata carissima in termini di scelte al Draft.

 

D'altra parte avere LeBron James in squadra costringe il front office a costruire una squadra da titolo in un arco di tempo molto ridotto e lasciarsi scappare un'occasione simile potrebbe essere un errore.

 

 

Questo è lo scenario che si profilerebbe in caso di una trade: Lonzo Ball, Brandon Ingram, Kyle Kuzma, Ivica Zubac e uno tra KCP e Stephenson (per pareggiare i salari) più una prima scelta futura. Meno di così non è pensabile e potrebbe anche non essere abbastanza. I Lakers da squadra più giovane della Lega diventerebbero improvvisamente una delle più vecchie, mandando in fumo in un istante cinque anni di sacrifici. 

 

Indubbiamente è un rischio enorme, che tuttavia merita un tentativo perché mettere insieme il miglior giocatore del mondo e il miglior lungo della Lega è garanzia di diventare una contender. Golden State dal prossimo anno avrà problemi dal punto di vista del salary cap e potrebbe non essere più il team imbattibile di adesso. Inoltre, sacrificando tutto lo young core, rimarrebbe abbastanza spazio salariale per firmare un max contract ad un giocatore che ha tra i sette e nove anni di esperienza - e questo significa Kyrie Irving, Klay Thompson e Kemba Walker.

 

Proprio Irving ha mostrato segni di apertura chiamando James per chiedergli scusa. Una squadra con Irving, LBJ e AD significherebbe successo quasi garantito. Un tentativo da parte di Magic e Pelinka deve essere fatto, offrendo il massimo possibile; se poi - come è molto probabile che sia - NOLA rifiuterà, allora si andrà avanti con lo young core fino a giugno, per poi valutare la giusta strategia in free agency. 

 

L'alternativa potrebbe essere sacrificare solo alcuni giocatori per arrivare a Bradley Beal. In questo caso un pacchetto incentrato su Ingram, Hart, Zubac, KCP e una prima scelta potrebbe invogliare Washington a cominciare il re-building. I Lakers sacrificherebbero solo Brandon, come peggio pregiato. Un giocatore che ha dimostrato di non essere ottimizzato al meglio insieme a James, tenendo invece Lonzo e Kuzma. Beal rappresenta un fit perfetto, essendo un ottimo tiratore da tre. 

 

Il tempo è nemico di Magic e Pelinka, perché LeBron compirà trentacinque anni il prossimo dicembre. Ai blocchi di partenza della stagione 2019/20 i gialloviola dovranno essere una contender più che credibile e il percorso per diventarla passa inesorabilmente dalla trade deadline del 7 febbraio. 

 

Nessun GM ama LA e nessuno vuole fare regali ai Lakers. Sarà molto difficile realizzare uno scambio nel giro di una settimana. Un incastro sbagliato, poi, e potrebbe essere compromesso il futuro della franchigia. Un azzardo vincente, invece, e si potrebbe tornare a sognare dopo cinque anni di agonia. 

 

A Magic la mossa...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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