Around the Lakers: il bilancio dei primi due mesi

December 24, 2019

Cosa funziona, cosa va migliorato e cosa potrebbe cambiare dopo oltre un terzo di Regular Season?

 

 

Dopo trenta partite i Los Angeles Lakers sono primi a Ovest con un record di 24-6 e stanno andando oltre le aspettative.

 

La chimica di squadra funziona alla perfezione e tutti sembrano in missione con un solo obiettivo in testa: riportare il titolo ai giallo-viola dopo un decennio di astinenza e cattivi risultati. In attesa della rivincita natalizia contro i "cugini" dei Clippers, LeBron e compagni, dopo un ruolino di marcia praticamente perfetto, sono caduti tre volte di fila, facendo segnare per la prima volta in stagione una striscia di più sconfitte in fila.

 

La lunga trasferta di cinque partite ad Est, dopo le tre vittorie contro Orlando, Miami e Atlanta, si è fatta sentire e ha causato le sconfitte contro Indiana (senza Davis, per motivi precauzionali) e Milwaukee, in una sfida generazionale tra due dei primi tre/quattro candidati all'MVP. Una volta tornati tra le mura amiche dello Staples Center è arrivata una sconfitta pesante contro i Denver Nuggets. LeBron James non ha giocato, saltando così la prima partita della stagione per un problema ai muscoli addominali. 

 

Le sconfitte contro Indiana e Denver hanno dimostrato come i Lakers siano molto dipendenti dalla loro due superstar, infatti in entrambi i casi non c'è stato quel giocatore che abbia fatto il salto di qualità, andando a colmare il vuoto. Inoltre è evidente come il motore sia LeBron, vero e proprio deus ex machina del successo di questa squadra. Nonostante una buona prestazione di Anthony Davis contro i Nuggets, il gioco è sembrato macchinoso e ha generato vuoti offensivi prolungati, che hanno permesso agli avversari di scappare via nel secondo tempo e mettere in cassaforte la partita.

 

Per questa squadra è più facile rinunciare a Davis piuttosto che a James. Infatti, nelle prime 27 partite, quando il Re è stato in campo da solo il suo net rating è stato addirittura più alto rispetto a quando si è trovato sul parquet insieme al Monociglio.

 

 

Unica nota positiva della sconfitta contro Jokic e compagni è stato l'impatto di Kyle Kuzma, che ad oggi è il vero pezzo mancante di questa squadra. I suoi 16 punti in 21 minuti sono una buona notizia per coach Vogel. Le premesse sul rendimento di Kuz erano ben altre e non è una caso se si vocifera che Pelinka stia pensando ad uno scambio per mettere l'ultimo tassello, di modo da far diventare questa squadra una corazzata. I problemi apparentemente, oltre agli infortuni, sarebbero legati alla visione dell'ex coach dei Pacers, che non riterrebbe adatto il numero 0 alla sua idea di gioco.

 

Kyle ha bisogno di minuti, che in questo momento non gli vengono concessi. Sono appena 23 a partita, ben 10 in meno rispetto allo scorso anno. Anche il numero di tiri tentati è calato a 9.6 dai 15.5 della passata stagione e ciò era prevedibile con l'arrivo di Davis. La gestione di questo giocatore è fondamentale per il resto della stagione dei Lakers: se effettivamente facesse quel salto di qualità sperato, trasformandosi nel tanto atteso terzo violino, i giallo-viola sarebbero difficilmente fermabili. Il dubbio sorge guardando al passato di LBJ, che ha sempre avuto, come comprimari, tiratori o difensori. Una trade sarebbe forse un errore, perché Kuzma non ha ancora avuto la possibilità di dimostrare davvero il suo valore. 

 

L'altro grande dubbio è in cabina di regia, dove non c'è ancora una vera gerarchia tra Rondo, Caruso e Cook.

 

Naturalmente il playmaker di questa squadra è solo LeBron James, quindi si tratta di mettergli di fianco un giocatore adatto. Caruso al momento appare il miglior fit sia dal punto di vista offensivo che difensivo, infatti Rondo non è altrettanto efficace nell'aprire il campo e Cook, che si può spaziare bene grazie al suo tiro, non è un buon  difensore. il minutaggio per Rajon e AC è quasi lo stesso e si aggira sui 20 minuti, mentre Cook è sotto ai 15. 

 

Nonostante l'innesto di tiratori come Green, Daniels, Dudley, Cook e Bradley, i Lakers sono ancora lontani dai primi posti nelle percentuali del tiro dalla lunga distanza. Quello che sta facendo la differenza è sempre la difesa, specialità della casa di coach Vogel. Per questa squadra è fondamentale trovare un contributo offensivo extra rispetto alle due superstar. Kuzma deve dimostrare di essere quel talento cristallino ammirato nelle due passate stagioni, o sarà scambiato entro la trade deadline. Da monitarare anche il mercato dei buyout che potrebbe portare un pezzo pregiato come Andre Iguodala.

 

Il bilancio al primo giro di boa della stagione è sorprendente e per i tifosi Lakers il meglio sembra che possa ancora arrivare.

 

 

 

 

 

 

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