Around the Lakers: l'ora della rinascita

October 17, 2019

Un solo obiettivo per i nuovi Los Angeles Lakers: vincere subito.

 

 

Non ci sono più scuse.

 

Troppo a lungo i Lakers sono stati una nobile decaduta, l'ultima apparizione ai Playoffs risale infatti alla stagione 2012/13, ovvero quella del famoso all-in con Nash e Howard. Si sa, al destino non manca certo il senso dell'umorismo, per cui è curioso che la stagione della rinascita sia caratterizzata nuovamente da un all-in e dalla presenza in squadra proprio di Dwight Howard, come se fosse un cerchio destinato a chiudersi in questo modo.

 

La stagione 2019/20 vede le due squadre di Los Angeles favorite per la vittoria finale e nonostante la concorrenza sia molto agguerrita i Lakers hanno quasi l'obbligo di vincere, perché Anthony Davis è arrivato in città, ma con un solo anno rimanente di contratto. E non si parlerà di estensione fino a giugno. Una eventuale mancata riconferma del lungo ex Pelicans sarebbe una tragedia e getterebbe la franchigia in un altro lungo periodo difficile. La priorità dunque è vincere subito, confermando Davis per i successivi cinque anni, di modo da avere un giocatore-franchigia assicurato quando LeBron si ritirerà.

 

La squadra costruita da Rob Pelinka in estate ha subìto la grave defezione di DeMarcus Cousins. Boogie rappresentava quella scommessa un po' azzardata, che avrebbe cambiato gli scenari nella Lega, se vinta. Purtroppo DMC potrà tornare forse solo nei Playoffs, quindi è stato firmato l'ex Dwight Howard, che non si era lasciato benissimo con l'ambiente losangelino. "Superman", però, sembra cambiato, sia dal punto di vista mentale che fisico. Si è infatti presentato in forma smagliante, probabilmente la migliore della sua carriera, e si è detto pronto a rivestire il ruolo di backup. 

 

Dwight potrebbe giocare un ruolo fondamentale nello scacchiere di Frank Vogel, che ha sempre fatto della difesa la sua arma principale. Come possiamo vedere dal video sotto, quello che ci si aspetta da DH39 è molto semplice: proteggere il ferro, difesa, rimbalzi e correre il campo. Sostanzialmente lo stesso lavoro che ha svolto McGee lo scorso anno, a tratti in modo eccellente.

 

 

JaVale ha dimostrato di essere un ottimo giocatore per 20/25 minuti massimo, andando in difficoltà quando gli è stato richiesto di stare in campo oltre quella soglia. Howard potrebbe garantire 15 minuti extra con caratteristiche simili. I restanti minuti, soprattutto nei momenti decisivi, verrebbero giocati da Davis in posizione di 5. Nonostante la preferenza di AD per il ruolo di ala grande, molto probabilmente lo vederemo terminare la partita come centro in un quintetto small ball.

 

La squadra a differenza dell'anno scorso è stata impostata su una maggior pericolosità dall'arco, infatti sono stati presi giocatori con buone percentuali da tre in carriera. Green, Cook, Dudley e Bradley aggiungono tiro dalla lunga distanza a una squadra che l'anno scorso è stata tra le peggiori della Lega per percentuali perimetrali. Il vantaggio creato da James e Davis deve essere sfruttato al meglio, anche se per il momento la Preseason non ha dato notizie molto confortanti a riguardo, con le percentuali che si attestano intorno a quelle dello scorso anno. Si tratta solo di amichevoli di preparazione alla stagione, in fin dei conti. E mancano ancora Kuzma e Cook. 

 

A proposito di Preseason, si sono viste delle cose interessanti in alcuni frangenti, come ad esempio il gioco dei due lunghi, che si trovano molto bene all'interno dell'area. Potrebbero generare problemi a squadre più leggere. L'effort difensivo è stato ottimo e ha generato tantissime palle recuperate o sporcate. Contro una squadra così lunga è difficile trovare linee di passaggio pulite. Proprio la possibilità di giocare con un quintetto molto alto può rappresentare una soluzione interessante: Vogel sta ancora sperimentando, ha provato quintetti diversi ogni partita per cercare di conoscere al meglio la squadra e consolidare le rotazioni in vista dell'inizio della Regular Season (quando, nell'opening night, ci sarà già un attesissimo derby di Los Angeles).

 

Il quintetto che però ha dato maggiori frutti e che potrebbe essere quello titolare è composto da Bradley, Green, James, Davis e Mcgee. Il backcourt garantirebbe ottima intensità difensiva, con due specialisti in questo fondamentale, mentre il frontcourt potrebbe essere un problema per tutte le squadre. LeBron sarebbe il playmaker a tempo pieno, infatti Rajon Rondo dovrebbe partire dalla panchina e guidare la second unit assieme a Kyle Kuzma, che in ogni caso dovrebbe far parte del quintetto small ball per i momenti decisivi.

 

Su una cosa potete stare certi: la voglia di riscatto di LeBron James. Dopo l'infortunio dello scorso anno, che ha pregiudicato la stagione dei Lakers, ha lavorato ancora più duramente in offseason (ne abbiamo parlato qui), non solo su se stesso ma anche con gli altri compagni di squadra. Il Re ha infatti costretto tutti i giallo-viola ad andare in ritiro a Las Vegas prima del training camp per una tre giorni di allenamenti e team building. Tutti erano obbligati a cenare insieme per migliorare anche i rapporti tra i giocatori fuori dal campo.

 

LeBron ha già fallito, in passato. In un modo o nell'altro, però, è sempre riuscito a tornare più forte. E a raggiungere, alla fine, il suo obiettivo. Tenetevi forte, tifosi Lakers: le vostre sofferenze potrebbero essere al capolinea. 

 

 

 

 

 

 

 

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