Around the Nets: benvenuti al Kyrie Show

October 26, 2019

 

 

C’erano tutti gli ingredienti perché si trattasse del più classico degli inizi da sogno. Il Barclays Center pieno fino all’ultimo posto disponibile per assistere al debutto del nuovo corso Nets. Un’atmosfera elettrizzante. La nuova stella, quella arruolabile, in formato MVP. L’altra, KD, presentata in pompa magna, ad assistere in borghese. E se quel pallone, quell’ultimo tiro di Kyrie Irving allo scadere dell’overtime fosse entrato, di inizio da sogno staremmo a parlare. E parleremmo anche di uno dei buzzer beater più incredibili di sempre, visto come quel tiro si è materializzato.

 

Più o meno. Sì, perché va bene tutto, ma di fronte non c’era di certo una contender. Towns ha fatto quello che voleva, ma i Timberwolves rimangono pur sempre una squadra ancora con poche pretese, in ricostruzione. I ragazzi di Atkinson non hanno giocato una buona partita, e nonostante una prestazione incredibile del loro nuovo #11, non sono riusciti a portare a casa la vittoria.

 

50 punti al debutto sono record, non solo di franchigia, ma di tutta l’NBA. A tutto ciò, Irving ha aggiunto 7 rimbalzi, 7 assist e 0, sottolineo zero, palle perse. Altro record assoluto della Lega. Aggiungiamoci inoltre che ha tirato con oltre il 50% dal campo e 7/14 dalla distanza. Più di così non poteva fare, praticamente.

 

A lasciare ottime impressioni è stato anche il suo modo di stare in campo. I 50 punti segnati potrebbero trarre in inganno, potrebbero far pensare a un Kyrie accentratore della maggior parte dei possessi offensivi. Così non è stato, fatta eccezione per i supplementari. Sin dall’inizio ha provato a coinvolgere il più possibile i compagni e farli entrare in ritmo. Ha giocato da leader tecnico ed emotivo, ha dispensato consigli, ha provato a far girare la squadra il più che poteva. Ha trovato in Caris LeVert un’ottima spalla nei primi due quarti, nei quali sono arrivati 15 dei suoi 20 punti totali; e appena notava che potesse giocare un isolamento favorevole, gli consegnava la palla. I due hanno letteralmente tenuto su la baracca nei primi 24 minuti.

 

“Nel primo tempo non abbiamo espresso il nostro gioco, la squadra era completamente fuori sincronia”, ha dichiarato coach Atkinson nel post-partita. La produzione offensiva era totalmente affidata alle giocate in isolamento e ai pick&roll delle due point guard titolari.

 

La squadra è rientrata nel secondo periodo in maniera diversa. Il supporting cast ha cominciato a dare cenni di vita e Kyrie - veramente ottima la sua lettura della partita - ha subito cavalcato l’onda. Questo uno dei suoi assist nel 15-2 di parziale che ha riportato avanti Brooklyn:

 

 

Joe Harris - che nei primi due quarti non aveva nemmeno provato una tripla e non aveva ancora trovato il fondo della retina - e Taurean Prince sono entrati molto più aggressivi nella metà campo offensiva, hanno giovato degli spazi creati dalle penetrazioni di Irving e LeVert e, in generale, di un gioco più corale e coinvolgente da parte di tutti. I loro 29 punti combinati sono arrivati tutti dopo la pausa.

 

A 9 minuti dalla sirena finale i Nets hanno toccato il massimo vantaggio, 98-90, e la partita sembrava essere ormai incanalata verso una vittoria per i padroni di casa. Poi una serie infinita di palle perse e difese superficiali hanno propiziato il parziale di 11-2 di Minnesota. Da lì in poi la partita è stata in equilibrio fino al 126-127 per gli ospiti.

 

La prima vittoria stagionale per Brooklyn è arrivata nella seconda uscita, questa notte, nel "derby" contro i New York Knicks. Irving (26 punti, 8/19 al tiro e 5 assist) è stato ancora il miglior realizzatore della partita, sostenuto da uno Spencer Dinwiddie capace di segnare 20 punti in 27 minuti in uscita dalla panchina e da una prestazione positiva di squadra al tiro da fuori (Harris 3/5, Kurucs 2/2, Temple 2/3, per un complessivo 43.2% dall'arco).

 

Il centro di tutto, comunque, rimane Kyrie. Almeno finché il suo "partner in crime" non farà ritorno in campo (realisticamente, parliamo dell'anno prossimo). Coach Atkinson, in ogni caso, potrà certamente fare affidamento su un Irving diverso rispetto a quello visto nella passata stagione a Boston. Il figliol prodigo è tornato a casa e non potrebbe essere più felice di così. Ora deve dimostrare di essere un vero leader ed evitare scivoloni pericolosi, come, ad esempio, parlare ai media dei compagni con toni poco concilianti e costruttivi...

 

Il ragazzo cresciuto a West Orange avrà un sacco di occasioni ancora per mostrare le stesse magie di mercoledì sera. Fino al ritorno di KD, questa è la sua squadra. La stagione dei Nets dipenderà molto da quanto efficacemente riuscirà a bilanciare i propri possessi offensivi con una gestione più corale del pallone, e da come Atkinson riuscirà a far difendere i suoi ragazzi. È tutto da dimostrare che questa squadra, senza un ritorno inatteso e insperato di Durant, riesca a fare tanto meglio rispetto alla passata stagione da 42 vittorie in Regular Season.

 

Quel che è certo è che il "Kyrie Show" è sbarcato a Brooklyn.

E lo spettacolo, nel bene o nel male, è assicurato.

 

 

 

 

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