Around the Raptors: Defense is the way

October 26, 2018

Con l'arrivo di Leonard e Danny Green, e con i giocatori già a roster, Toronto può migliorare i già ottimi rendimenti difensivi dell'anno scorso e costruire sulla propria metà campo difensiva la base del suo successo.

 

 

Dopo cinque partite di Regular Season  i Raptors guardano tutti dall’alto: 5-0, record di franchigia come miglior partenza eguagliato, dirette conorrenti ad Est - Celtics, e perché no Wizards - battute e il tutto giocando una pallacanestro convincente.

 

Eppure, dubbi e perplessità prima dello start ufficiale non mancavano. Toronto arrivava dall’ennesima deludente comparsata ai Playoffs, dopo l’ennesima mistificante Regular Season. La lezione ormai dovremmo averla imparata, sedotti tutto l’anno e abbandonati all’improvviso, appena il gioco si fa duro.

 

A metà maggio, poi, la decisione di licenziare dopo sette anni Dwane Casey - nominato allenatore dell’anno di lì a un mese - per consegnare il timone al suo vice Nick Nurse, ha fatto storcere qualche naso.

 

Due mesi dopo veniva finalizzata la trade che ha portato Kawhi Leonard e Danny Green a Nord del confine e che ha spedito DeMar DeRozan, il giocatore simbolo della franchigia, e Jokob Poeltl alla corte di Gregg Popovich. A livello tecnico non c’è nulla da dire, sia ben chiaro. L’operazione orchestrata da Masaj Ujiri è eccelsa. All’Air Canada Centre ora gioca un top 5, potenziale MVP. Tuttavia, a destare qualche incertezza sono state le voci che volevano Leonard non esattamente convinto della nuova destinazione, oltre che le sue condizioni fisiche - arrivava da un anno in cui non aveva praticamente giocato per un infortunio che non è mai stato del tutto chiarito, cosa che ha portato tra l’altro a screditare la professionalità del ragazzo. Fin da subito sono state messe in discussione le motivazioni di un giocatore che al termine della stagione diventerà free agent e che non avrebbe quindi interesse a continuare la sua esperienza nel freddo del Canada.

 

Dopo appena 10 giorni di RS, però, una volta che i riflettori sono tornati sul campo, tutte le perplessità sono state spazzate via. Almeno per ora. Coach Nick Nurse ha guadagnato consensi, il gioco espresso pure e Kawhi sembra pienamente coinvolto nel progetto. E, cosa ancor più importante, in salute.

 

Basterà questo a trasformare un’eterna incompiuta in una squadra da Finals? Ogni anno pensiamo dei Raptors che siano la loro migliore versione vista finora, ogni anno rimaniamo delusi dal loro cammino durante la postseason. Riusciranno, finalmente, a compiere quel cambio di mentalità? Forse è troppo presto per chiederselo, ma due fattori, intrinsecamente collegati, possono farci credere che sia finalmente giunta la loro ora.

 

L’arrivo, appunto, di Kawhi Leonard e la leadership difensiva che porta con sé. Un All Star in cambio di un potenziale MVP, un miglioramento evidente, con tutta pace per DeRozan. L’ex Spurs è la superstar più dominante su entrambi i lati del campo della Lega. Il suo arrivo può portare ad un ulteriore miglioramento del rendimento difensivo della squadra, già ottimo di suo, come dimostrato dai numeri della passata stagione, in cui erano sesti per punti concessi a partita e quinti per Defensive Rating.

 

A disposizione di Nurse ci sono un grande numero di ottimi difensori, oltre al numero 2: Danny Green, arrivato insieme a lui dal Texas, Siakam, Anunoby, Lowry, VanVleet e Ibaka. Tutti questi hanno fatto registrare una DIFF% negativa - vale a dire, hanno tenuto i loro rispettivi avversari ad una percentuale dal campo minore rispetto alla loro media. Sul pallone - e intendo marcando giocatori di qualsiasi ruolo -, fatta eccezione per il solo Ibaka, sono tutti grandi difensori.

 

Van Vleet in particolare eccelle in questa situazione di gioco proposta nel seguente video. Si attacca letteralmente al portatore di palla e non lo lascia respirare un secondo. L’anno scorso era settimo in NBA per Defensive Rating e terzo per Net Rating, alle spalle di Curry e Paul. A proposito di CP3, qui di seguito un esempio di quanto possa essere “fastidiosa” la difesa della point guard da Wichita State:

 

 

Lowry invece è un assoluto maestro nel prendere sfondamenti, e in generale nel causare falli in attacco degli avversari. Nelle passate stagioni è sempre stato tra i primi in questa speciale classifica e anche quest’anno ha iniziato con il piede giusto. Il conto segna 4, 0.8 a partita nei cosiddetti “charges drawn”, dietro solo a Victor Oladipo. Contro Boston, Kyle e compagni ne hanno dato una dimostrazione:

 

 

Ma il core difensivo è senza ombra di dubbio il parco F: Green, Leonard, Anunoby, Siakam. Sugli ultimi tre giocatori si può costruire un progetto, a mio parere, esaltante. Per caratteristiche fisiche sono accomunabili solo ai Monstars di Space Jam: altezza che varia tra i 2,01 e 2,06m, tutti e tre abbondantemente sopra i 100 kg; ma a fare veramente impressione è la loro wingspan media di 7 piedi e 2, circa 224cm. Con tre giocatori così si può mettere in campo un quintetto small ball a dir poco interessante. Loro tre più due tra Lowry, Van Vleet, Wright e Green.

 

Nurse a differenza del predecessore ha dimostrato di voler provare a giocare maggiormente small ball, tant’è vero che Valanciunas ormai parte dalla panchina in favore di Ibaka, non certo il più classico dei centri "vecchio stile".

 

 

Tuttavia i tre in questione per ora non hanno ancora giocato insieme e in particolare Siakam e Anunoby hanno condiviso il parquet per soli 7 minuti. I due sono giocatori dalle caratteristiche simili, ancora acerbi, specialmente OG, ma con un potenziale enorme. A guidare questa scelta, oltre al fatto che giocano nello stesso ruolo, probabilmente la volontà di non rompere certi equilibri offensivi su cui i Raptors stanno lavorando. La loro convivenza sul campo è forse resa difficile dalla vicinanza delle loro caratteristiche - anche nella passata stagione i due hanno giocato poco insieme: 155:53 minuti per l’esattezza, contro i 1237:05 in cui OG ha giocato con DeRozan, solo per citare un esempio.

 

 

Non è detto che comunque in futuro non vedremo un quintetto del genere, con i tre insieme. Un Death Defensive Lineup degno di quelli di Golden State e Houston. Magari proprio contro una di queste due squadre verrà utilizzato. Loro che stanno tracciando la via per la difesa del futuro, in cui il mantra è : cambiare sempre. L’anno scorso i Rockets hanno switchato 1406 volte in situazione di pick and roll, mentre i Warriors 1075.

 

I Raptors hanno i mezzi per poter attuare la stessa strategia difensiva, senza subire alcun tipo di mismatch. Possono difendere su giocatori di stazza più grossa o contro guardie più rapide. Non si tratta solo di una questione meramente fisica e atletica, Toronto ha a roster alcuni dei difensori migliori della Lega. 

 

Kawhi Leonard in questo contesto può ergersi come il vero leader difensivo, guidare i compagni, essere d’esempio con la dedizione e l’impegno che mette nella metà campo difensiva - quante superstar in NBA giocano con lo stesso livello di intensità su entrambi gli estremi del parquet? - e portare al tanto atteso cambio di mentalità che serve da metà aprile in poi.

 

Si sa, l’attacco vende i biglietti. La difesa vince i campionati. E magari sarà proprio quella a portare Toronto, finalmente, alle NBA Finals.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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