Around the Sixers: l'onda giusta?

April 3, 2019

Il quintetto titolare assemblato con la trade di inizio febbraio ha messo insieme numeri esaltanti. Basterà per fare un lungo cammino ai Playoffs?

 

 

 

A due settimane dall’inizio dei Playoffs Philadelphia può ritenersi abbastanza soddisfatta: il quintetto titolare, dopo l’ennesimo stravolgimento in sede di mercato, sembra aver già trovato la giusta quadra; il terzo posto, complici le non eccelse prestazioni di Celtics e Pacers, è ormai assicurato e dal punto di vista fisico al momento non si registrano grosse problematiche.

 

I problemi più impellenti per coach Brown riguardano sempre la second unit, leit motiv della stagione, ed il rendimento difensivo della squadra in toto.

 

Se i problemi della panchina sono strutturali e quindi difficilmente aggiustabili da qui all’inizio della post-season, per quanto riguarda la difesa invece qualche miglioramento è lecito aspettarselo, soprattutto se a rendere sotto le aspettative sono specialisti come Jimmy Butler.

 

Attualmente la squadra è impegnata nell’ultimo road trip della stagione, dal quale è stato esentato Embiid. Questa scelta, oltre che per preservare le energie del camerunese in vista della post-season, serve anche allo staff tecnico per valutare il roster in vista dei Playoffs e sistemare gli ultimi tasselli nelle rotazioni.

 

 

Cosa ancora non funziona

 

E come espressamente ammesso dal coach stesso, il focus si soffermerà soprattutto sul backup di Embiid. Al momento il ruolo è ricoperto da Boban Marjanovic, al quale lo staff tecnico vuole continuare a dare fiducia almeno fino al termine della stagione, sperando che si possa rivelare effettivamente un degno sostituto del centro camerunese anche più avanti. I dubbi rimangono e riguardano soprattutto la fase difensiva - come sempre nella carriera del serbo, d’altronde. Gli attacchi avversari lo puntano in continuazione, cercano di portarlo sul perimetro, dove per evidenti (e non nascondibili) limiti fisici rappresenta una breccia nelle mura difensive di Philadelphia.

 

A mio modo di vedere una volta arrivati ai Playoffs, Brown sarà quantomeno costretto a diminuire il minutaggio di Boban, se non addirittura azzerarlo; il problema a quel punto sarà trovare chi utilizzare. Complice l’assenza di Jojo nelle ultime partite è stato rispolverato Jonah Bolden, finito ai margini dopo la trade deadline. Il giovane lungo, viste le qualità fisiche ed atletiche, rappresenta la scelta più ovvia, ma ancora troppo spesso commette falli ingenui, imputabili alla mancanza di esperienza e scaltrezza, doti che in una serie di Playoffs risultano quanto mai fondamentali.

 

Una soluzione, peraltro già esplorata nelle scorse settimane, potrebbe essere utilizzare Mike Scott o Simmons come "finto lungo", a discapito dei centri di ruolo. Seppur in un limitato campione di partite e di minuti in campo, il quintetto titolare con Scott al posto di Embiid ha mostrato quantomeno una buona tenuta difensiva. Il danno collaterale principale è un ulteriore riduzione delle rotazioni e dei giocatori effettivamente utilizzati, problema che ai Playoffs, però, potrebbe assumere un’importanza relativa.

 

 

Una grana che invece preoccupa di più è sicuramente il rendimento della fase difensiva. Rispetto allo scorso anno i dati parlano chiaro, il Defensive Rating della squadra è passato da 103.8, terzo migliore in tutta la Lega, al 108.5 della stagione attuale.

 

Uno dei problemi principali è la difesa sul pick&roll, dove i Sixers si posizionano al 29esimo posto per punti concessi a possesso (0.89) al palleggiatore. Al contrario, nella difesa sul rollante Philadelphia se la cava meglio della media NBA e la frequenza con cui gli avversari esplorano questa situazione è decisamente inferiore rispetto alla prima. Alla base della scarsa efficienza in questo particolare aspetto vi è una scelta di fondo da parte dello staff tecnico, ovvero evitare, almeno per ora, un sovraccarico di lavoro ad Embiid nella metà campo difensiva. Come si nota anche dalla GIF sottostante, Joel (o il lungo di turno) rimane sempre dentro l’area quando è chiamato a difendere sul pick&roll, lasciando così tanto spazio al palleggiatore, libero a quel punto di concludere come meglio crede.

 

 

Da metà aprile in poi la scelta difensiva sarà necessariamente differente - non verrà sempre concessa libertà al palleggiatore, probabilmente si attuerà una scelta più aggressiva e meno conservativa (“show”, “aiuto e recupero” o cambio difensivo).

 

Lo scarso rendimento in fase difensiva è testimoniato anche dalle cifre individuali: a tal proposito emblematiche le statistiche di Jimmy Butler riguardo la difesa sugli isolamenti avversari. Mentre lo scorso anno concedeva ai suoi diretti avversari solo 0.56 punti per possesso, posizionandosi nel 95° percentile della Lega, quest’anno il dato è salito fino a 1.05 punti. Peggio pure del compagno JJ Redick, per intendersi. Alla stregua del texano anche Ben Simmons ha visto peggiorare le sue cifre, passando da 0.76 a 0.92 punti per possesso.

 

Questo trend negativo non è certo una buona cosa per lo staff tecnico, ma potrebbe trovare spiegazione, e questa è la speranza di ogni tifoso Sixers, nelle stesse ragioni per cui si è assistito nelle ultime stagioni regolari ad un calo dei numeri difensivi di Golden State - capace poi di trasformarsi magicamente ai Playoffs nella più solida delle difese.

 

Il maggior talento a roster e il non eccessivo sforzo profuso per la conquista del terzo posto non hanno richiesto la stessa abnegazione da parte dei giocatori nella propria metà campo, e i numeri lo dimostrano. Vedremo se ai Playoffs ci sarà effettivamente un cambio di rotta.

 

 

Previsioni confermate

 

In sede di commento post scambio che ha portato Harris nella città dell’amore fraterno, la maggioranza degli analisti oltreoceano e non solo era concorde nel ritenere il nuovo quintetto di Philadelphia secondo solo a quello dei Warriors. I numeri hanno confermato le previsioni ed effettivamente lo schieramento con Simmons-Redick-Butler-Harris-Embiid sta facendo la differenza.

 

Tra i quintetti con almeno 150 minuti giocati, il suddetto è il quarto in tutta la Lega in quanto a Net Rating (17.6) - primo, neanche a dirlo, quello formato dagli “Hamptons Five” di Golden State (28.7). Va detto che già prima della trade il quintetto titolare dei Sixers non se la cavava affatto male, il Net Rating del lineup con Chandler era infatti 13.0.

 

Per capire meglio dove è avvenuto il miglioramento ci vengono in aiuto i dati di Cleaning the Glass, che offrono dati più specifici riguardo le varie fasi del gioco offensivo - gioco a metà campo, transizione, eccetera.

 

 

 

Come si evince dalla tabella il salto di qualità è avvenuto principalmente nel gioco a metà campo, per intenderci quello contro una difesa schierata, dove il nuovo quintetto fa meglio del restante 95% della Lega e produce 112.2 punti ogni 100 possessi giocati in tal modo.

 

Al contrario è calata in maniera sostanziale l’efficienza nel gioco in transizione, con il nuovo quintetto che produce solo 108.1 punti per 100 transizioni, posizionandosi nel 25esimo percentile della Lega.

 

 

 

Se si giudicano questi dati in ottica Playoffs, anche qui ci accorgiamo che una pecca attuale della formazione di Brett Brown, il gioco in transizione, assume una rilevanza minore, dovuta al fatto che statisticamente in post-season il numero di contropiedi ed il ritmo di gioco calano, mentre aumentano gli attacchi a difesa schierata. Aspetto nel quale gli attuali Sixers eccellono.

 

La prova finale, come sempre, la darà il campo, ma i tifosi di Philadelphia possono nutrire un certo ottimismo in vista dei Playoffs 2019.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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