Around the Spurs: una piacevole sorpresa

March 20, 2019

Dopo un febbraio a dir poco turbolento, gli Spurs sono ritornati in carreggiata, aiutati dall’apporto costante di quella che può essere considerata la sorpresa di quest’anno a San Antonio: Derrick White.

 

 

L’ultima volta che ho scritto sugli Spurs, circa due mesi fa, davo quasi per scontata la loro presenza ai prossimi Playoffs. È arrivato poi l’usuale road trip di febbraio - tanto che all’ombra dell’Alamo gli hanno dato pure un nome, “Rodeo Road Trip” - puntuale, a contraddirmi: 1-7, con annessa una preoccupante sconfitta contro i New York Knicks. Il peggiore road trip di febbraio da quando Coach Pop siede sulla panchina texana. 

 

Da quel momento in poi, però, la svolta.

 

Ultima sconfitta lo scorso 26 febbraio in casa Nets, poi solo vittorie. Siamo a 9 (and counting) e al momento gli Spurs sono sesti a Ovest con 41 vittorie e 29 sconfitte. Il terzo e il quarto posto, rispettivamente dei Rockets e dei Blazers, sono lì a un passo - e, visto lo stato di forma degli Speroni, non è da escludere un sorpasso nelle prossime settimane di Regular Season.

 

In queste partite sono stati fatti scalpi importanti: Bucks, Blazers, Nuggets, Thunder e infine Warriors - con la vittoria di lunedì notte, tra l'altro, Pop e San Antonio hanno stabilito un ennesimo primato, ovvero la 22esima stagione di fila con un record positivo.

 

Tutte le partite dette in precedenza sono state giocate tra le mura amiche, dove i texani con un record di 29-7 fanno peggio solo dei Bucks e dei Nuggets. L’altra faccia della medaglia è proprio rappresentata dalle prestazioni in trasferta, dove sono arrivate solo 13 vittorie a fronte di 22 sconfitte. Il problema riguarda soprattutto la metà campo difensiva, dove manca una certa costanza di rendimento.

 

Tra dicembre e gennaio la situazione sembrava essersi normalizzata, la squadra aveva trovato un equilibrio su entrambi i lati del campo, adottando un sistema diverso di aiuti e rotazioni sui pick&oll avversari, tenendo Derrick White sempre sul perimetro: sul ball handler se riesce a passare efficacemente sul blocco, o in close-out sulla guardia che si apre per ricevere lo scarico. 

 

 

Nelle 7 sconfitte esterne dell’ultimo road trip i 122 punti di Defensive Rating parlano da soli.

 

I meccanismi difensivi non giravano più come nel mese e mezzo precedente. Non è un caso che in sei di quelle partite proprio Derrick White sia rimasto "in borghese" a guardare i compagni dalla panchina, fermato da una fascite plantare. Non voglio attribuire la causa di questo rendimento esclusivamente all’assenza del #4 nero argento, ma sicuramente la sua assenza ha pesato.

 

White è senza ombra di dubbio il miglior difensore a roster - insieme all'infortunato DeJounte Murray - e in questa stagione si è guadagnato minuti grazie all’apporto costante che garantisce sui due lati del campo.

 

 

I numeri in questo caso raccontano molto. Con Derrick sul parquet, il Defensive Rating di squadra scende di 4.3 punti, il che lo pone al quarto posto tra le guardie della Lega in questa statistica. Si trova al quarto posto tra le guardie anche per stoppate a partita (0.8), oltre che primo per punti per possesso concessi (0.77) al ball handler in situazione di pick&roll, tra i giocatori che difendono almeno cinque di questi possessi a partita.

 

È primo tra le guardie nella difesa in isolamento, concedendo 0.78 punti a possesso. Statistica che guadagna valore, questa, se si pensa che ogni sera si prende carico del miglior attaccante avversario - sì, ai Playoffs potrebbe essere un fattore.

 

White, inoltre, è primo tra i suoi pari ruolo nel numero di tiri contestati a partita, con 9.6, ed è secondo tra le point guard - dietro a Marcus Smart - nel defensive RPM (Real plus Minus), statistica che calcola l’impatto del giocatore sulla performance difensiva di squadra, tenendo conto dei punti concessi su 100 possessi. 

 

 

Attualmente San Antonio è 20esima nella Lega per Defensive Rating. Tuttavia, per quello che si è visto nelle ultime settimane, sembra che i nero-argento possano presentarsi alla post-season come una squadra molto più solida nelle due metà campo rispetto a quanto avessero dimostrato nei primi mesi di RS. È indubbio, comunque, che debbano trovare continuità di rendimento anche in trasferta: in casa sono la 12esima difesa della NBA, in trasferta appena la 27esima. 

 

Dopo tre quarti di stagione aspettarsi un cambiamento sostanziale diventa sempre più difficile. Però certi aggiustamenti, come le rotazioni sui pick&roll avversari o come l’utilizzo contemporaneo di Aldridge e Poeltl, hanno dato risultati che possono essere interpretati come segnali incoraggianti.

 

Guai a sottovalutarli da aprile in avanti...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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