Gli assi nella manica dei Raptors

April 26, 2019

 

 

©️ Raptors Republic / ESPN TrueHoop Network

 

 

 

Ogni volta che mi ritrovo ad incupirmi, a soffermarmi sulle nostre prospettive e a pensare che le tendenze individualistiche si possano insinuare in campo, ricordo a me stesso che il talento del quintetto base che siamo in grado di schierare è probabilmente il migliore che abbiamo mai avuto.

 

Se la tua star tira 5/19 dal campo e il tuo secondo miglior marcatore mette a segno solo 12 punti, solitamente non potresti aspettarti altro che una sconfitta, soprattutto se ciò accade durante i Playoffs. Ma quest'anno non è così. 

 

I Raptors 2019 sono in grado di resistere ai parziali degli avversari principalmente per due motivi. Il primo è che tendenzialmente il danno è contenuto: non abbiamo mai subito, infatti, parziali esagerati, la squadra è sempre stata in grado di contenere gli sfoghi degli avversari. Il secondo è che in rotazione c’è abbastanza talento offensivo da poter potenzialmente recuperare in ogni situazione.

 

Guardiamo, ad esempio, a Gara 3. Nonostante le pessime percentuali di Kawhi Leonard, la panchina è stata in grado di mettere a segno un 33-18 che ha ammutolito la folla di casa e Tony Brothers, segnando il destino di Orlando. C’è da dire che in realtà i Magic non avevano molte speranze, con un Pascal Siakam che ha fatto registrare 30 punti con annessa lezione di pallacanestro - in post basso a Terrence Ross, in palleggio a Jonathan Isaac. Aggiungiamo poi in ricetta le devastanti penetrazioni di Kyle Lowry e la partita stellare in difesa di Marc Gasol (che ha fatto registrare ben quattro palle rubate) sia contro i centri, sia in contenimento sulle guardie.

 

I Toronto Raptors hanno degli assi nella manica che non hanno ancora scoperto del tutto. Se la serie con Orlando ci ha insegnato una cosa, infatti, è che la pressione difensiva che lo starting five è in grado di esercitare è qualcosa di decisamente spaventoso.

 

 

I Raptors sono in grado di contestare un tiro ovunque sul campo, e di farlo instancabilmente pressando per 5/6 minuti di fila; le basse percentuali al tiro registrare dai Magic dalla seconda partita in poi non sono tanto dovute al fatto che abbiano sbagliato tiri aperti, quanto alla grande pressione difensiva dei canadesi. In realtà, anzi, data l’intensità difensiva cui sono stati sottoposti, le percentuali registrate non sono neanche così pessime...

 

Onestamente, comunque, credo che Orlando non avesse proprio il talento, perlomeno nei suoi playmaker, per superare la pressione difensiva di Toronto. Il punto è: il modo di giocare attuale dei Raptors sarà sufficiente per battere Philadelphia?

 

Un dato di fatto è che la panchina dei Sixers è davvero corta, classificata 26esima nella Lega per talento. Una strategia contro Phila potrebbe essere per coach Nick Nurse quella di vedere la panchina come un vantaggio e cercare di realizzare grandi parziali nei minuti concessi alle seconde linee, aumentando esponenzialmente la pressione difensiva - praticamente l’opposto di quanto fatto con Orlando.

 

Il tecnico vede spesso la panchina semplicemente come uno strumento per far riposare il quintetto base. Le prestazioni di Fred VanVleet sono peggiorate in modo immaginabile e per qualche ragione, quando arriva la postseason, mi aspetto sempre che da un momento all’altro Serge Ibaka possa iniziare a sparacchiare dalla media (vederlo uscire dai pick-and-pop e segnare è stato incoraggiante). Sebbene sia ancora in difficoltà, la panchina ha mostrato alcuni segni di vita e Nick Nurse dovrebbe cominciare a considerarla di più.

 

È raro vedere un centro che esce per difendere al di fuori della linea da tre e causare problemi alle guardie grazie alle sue mani veloci. Di solito per guadagnarsi un applauso è sufficiente che un centro sia in grado di tenere la guardia più lontano di quanto vorrebbe dal canestro o che riesca a tornare abbastanza velocemente in area da non soffrire il cambio difensivo.

 

Tuttavia Marc Gasol sta dando un significato completamente diverso al ruolo del centro nei pick and roll. Non è realistico aspettarsi che eccella in situazioni uno contro uno contro giocatori più piccoli, ma durante le situazioni che possono verificarsi in una partita, è sicuramente in grado di rendere più difficile il lavoro per la guarda che si troverà accoppiata con lui dopo un cambio. Rende molto difficile un passaggio al centro, essendo in grado di interpretare molto bene gli angoli di passaggio, e costringe le guardie dei Magic a cercare un appoggio o un tiro dalla media.

 

Il gioco di Gasol ha portato i Raptors a controllare finalmente la penetrazione dal palleggio, che non avvenivano quasi mai da situazioni di uno contro uno, bensì da situazioni in cui la difesa non erain grado di gestire al meglio un blocco. Avere Gasol coinvolto direttamente in queste situazioni ha avuto un enorme impatto sul numero di penetrazioni concesse agli avversari. Ibaka, nonostante sia un buon difensore, è molto lento a leggere queste situazioni e in accoppiata con Fred Van Vleet il rischio di concedere punti facili è davvero molto alto.

 

Il fatto che Nick Nurse abbia rivelato che Kawhi Leonard è stato influenzato prima di Gara 3, poi, è un buon indicatore di quanto i Toronto Raptors siano in grado di tenere segrete le informazioni - sono abbastanza sicuro che nemmeno Woj sarebbe stato in grado di scoprirlo, se avesse voluto...

 

La strategia dei Magic è stata quella di provare a limitare Leonard facendolo marcare dal proprio uomo più forte, Aaron Gordon; il piano ha dato sicuramente i suoi frutti fino a un certo punto, dato che Gordon, che è più alto di 5 centimetri e pesa pochi chili in meno di Leonard, è stato in grado di gestire il talento di Kawhi molto più di chiunque altro. Ovviamente però questa decisione ha avuto un certo peso sulle qualità offensive di Orlando, con Aaron che ha registrato in attacco cifre ben inferiori a quelle cui ci aveva abituato in Regular Season. Tutto questo per dire che per rendere la vita leggermente difficile per Kawhi, Orlando ha dovuto rinunciare a qualcosa nella facilità di andare a canestro.

 

Con i Sixers sarà tutta un'altra storia, ma questi Raptors sembrano a loro volta tutt'altra cosa rispetto agli anni scorsi.

 

 

 

 

 

 

 

©️ Raptors Republic / ESPN TrueHoop Network


Questo articolo, scritto da Zarar Siddiqi per Raptors Republic e tradotto in italiano da Guido Valentini per Around the Game, è stato pubblicato in data 20 aprile 2019. 

 

 

 

 

 

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