Il bias dell'età nelle scelte al Draft

January 14, 2019

 

©️ The Stepien



Ho iniziato a scrivere articoli sul tema del Draft un paio di stagioni fa mettendo in discussione l'aspetto dell'età.

 

Non è mia intenzione mettere in discussione l'importanza dell'età. Rimane un fattore decisivo nella scelta, soprattutto per quanto riguarda l'identificazione dei prospetti più adatti a confermarsi in NBA. Un discorso diverso però va fatto per quanto riguarda le aspiranti stelle, che siano super atleti (Westbrook, D-Rose, De'Aaron Fox), fenomeni tecnici (Doncic, Jokic) o entrambi (Lebron, Durant, CP3, Nowitzki).

 

JZ Mazlish sostiene sia importante individuare i giocatori più giovani rispetto ai ragazzi del loro livello (Oladipo, Lillard, Kawhi, Westbrook, Harden, Durant, Luka, Devin Booker e non ultimi, quest'anno, Grant Williams e Talen Horton-Tucker) perché potenzialmente migliorano più degli altri. Su questo nulla da eccepire. Ma il fatto di essere giovane e basta, ignorando tutto il resto, non aumenta le probabilità di un giocatore di diventare una star.

 

L'età da sola, o accoppiata con l'inesperienza, contribuisce a selezionare i giocatori NBA molto più di quanto aiuti a prevedere chi tra questi diventerà un campione. L'esperienza aiuta a crescere in termini di skills e conoscenze del gioco, ma questo prescinde dall'età. Essere giovani di per sé non influenza particolarmente le probabilità di diventare più grosso (ci sono stati diversi esempi di sviluppo tardivo), più atletico (giocatori con poca forza di base o in sovrappeso potrebbero avere margini di miglioramento addirittura migliori degli altri) o più intuitivo ed intelligente (qualità quasi sempre innate).

 

Questo è il punto fondamentale ed il motivo per cui negli ultimi venti o trent'anni l'NBA non è migliorata affatto nelle scelte al Draft: gli algoritmi, che ogni anno divengono sempre più avanzati, sono molto migliorati nell'identificare i futuri giocatori NBA, ma continuano a faticare quando devono prevedere chi tra loro diventerà una stella.

 

 

Per dimostrare questo, è sufficiente chiedersi: quando è stato l'ultimo anno in cui più di un one-and-done (giocatori che approdano in NBA dopo un solo anno di college) si sia imposto tra i migliori 15 dell'intera Lega?

 

 

2018 E' ancora presto, ma le probabilità sono tra le più alte da molti anni: Jaren Jackson Jr, Wendell Carter Jr, DeAndre Ayton, Trae Young e diversi altri. Nonostante questo, preferisco stare cauto e citare solo il primo come potenziale Top 15. Ho ignorato Doncic semplicemente perché non proviene dal college.

 

2017 Potrebbe essere il caso di Fox, Tatum, Ball, Lauri o Collins, forse. Ma oggi nessun altro è a quel livello e forse nessuno ci arriverà mai.

 

2016 Solo Ben Simmons e non mi aspetto si aggiunga nessun altro.

 

2015 Solo Towns: non sono sicuro sia davvero a quel livello, e nemmeno che mai ci arriverà. Se Kristaps avesse frequentato il college, avrebbe esordio dopo il secondo anno.

 

2014 Solo Joel Embiid. Anche Capela si è dimostrato un gran bel giocatore, mentre Jokic arriva dall'esperienza europea.

 

2013 Nessuno. Giannis e Gobert arrivano dall'Europa, quindi l'unico a rientrare nella categoria potrebbe essere Steven Adams. Che la storia si ripeta l'anno prossimo con Jaxson Hayes?

 

2012 Solo Anthony Davis. Bradley Beal ci va vicino, ma forse non tanto quanto molta gente pensa.

 

2011 Kyre Irving.

 

2010 Forse DeMarcus Cousins ma ho comunque dei dubbi. John Wall è molto simile a Bradley Beal, gli è sempre mancato qualcosa. Anche Bledsoe ci è arrivato vicino.

 

2009 Nessuno, sebbene DeMar DeRozan sia appena sotto e lo stesso si può dire di Jrue Holiday.

 

2008 Eccoli. Derrick Rose e Kevin Love. La risposta è: dieci anni fa. Ma non sono sicuro che, se Kevin Love esordisse nella Lega oggi, nonostante i suoi numeri in Regular Season, potrebbe davvero rientrare nei primi 20 giocatori. Per questo provo ad andare ancora indietro.

 

2007 Questa è la vera risposta, almeno se parliamo della Lega attuale. Kevin Durant e Mike Conley. A questo punto vale la pena tornare indietro ancora di un anno, nella prima vera stagione del one-and-done.

 

2006 LaMarcus Aldridge e sono sicuro che alcuni avrebbero da ridire, nonostante la scorsa stagione degna di un candidato MVP.

 

 

Ora proviamo invece, ripartendo proprio dal 2006, a contare tutti le star provenienti dal college con almeno due anni di esperienza:

 

2006 Brand Roy, Kyle Lowry e Paul Milsap, con Rondo appena vicino.

 

2007 Joakim Noah, Al Horford e Marc Gasol dall'Europa (che non sarebbe stato un freshman).

 

2008 Russell Westbrook, con George Hill al suo meglio appena sotto. Alcuni potrebbero citare anche De'Andre Jordan, Brook Lopez (che è stato All-Star per un anno) e Roy Hibbert (tra i migliori difensori della Lega).

 

2009 Steph, Harden e Griffin. Per certi aspetti, a tratti anche Danny Green e Wesley Matthews - ma teniamo la categoria dei 3&D da parte.

 

2010 Paul George con Gordon Hayward subito dietro.

 

2011 Kawhi, Butler e Klay, in attesa di vedere se questo possa essere l'anno della consacrazione di Kemba Walker.

 

2012 Draymond Green e Lillard, con Middleton che per un anno ci è andato vicino (ma propenderei comunque per escluderlo).

 

2013 Oladipo e Covington. Lì vicino Otto Porter Jr e McCollum.

 

2014 Nessuno. Ci sarebbe Marcus Smart se solo avesse imparato a tirare da lontano.

 

2015 Josh Richardson è quello che si avvicina di più.

 

2016 La mia scelta potrebbe ricadere su Pascal Siakam.

 

2017 Donovan Mitchell.

 

2018 Troppo presto per esprimere una valutazione.

 

 

Quindi?

 

1) Nell'epoca del one-and-done, sono i giocatori meno giovani ad aver fatto più la differenza: Curry, Harden, Kawhi, Butler, Westbrook, George, Daymond contro Davis, Embiid e Durant. Voi chi scegliereste?

 

2) I giocatori del primo gruppo provengono spesso da Draft che all'epoca erano stati in alcuni casi considerati di livello relativamente basso e di scarse prospettive.

 

3) Di questi, molti non provengono dai college più prestigiosi; e anche quando questo non è vero, si tratta perlopiù di giocatori che all'epoca erano considerati seconde scelte.

 

4) Come conseguenza del precedente punto, spesso questi giocatori sono stati scelti più in basso rispetto a quello che hanno poi dimostrato (Roy, Noah, Horford, Steph, Harden, Blake, Kawhi, Butler, Lillard, Middleton, Oladipo, Richardson, Siakam, George, Klay, Millsap, Covington, McCollum, Hill).

 

5) Spesso questi giocatori non erano considerati dai recruiter tra i migliori del circuito e questo aveva un impatto sulla loro appetibilità al Draft (ad eccezione di Harden, Griffin e Mitchell).

 

6) Molti di questi giocatori sono migliorati più tardi, secondo traiettorie che le statistiche difficilmente avrebbero potuto prevedere ma in cui invece l'intuito umano avrebbe potuto trionfare.

 

Quindi la mia domanda è: in un Draft 2019 che si preannuncia deludente, vedete potenziali star con queste caratteristiche? Perché io ne vedo più di una (Zion a parte): da Brandon Clarke a Jarrett Culver, da Grant Williams a Ja Morant. E la lista può continuare.

 

Forse alcuni Draft sono considerati di scarse prospettive semplicemente per la mancanza di una base solida di freshman dal sicuro futuro NBA, sebbene non ci sia nessuna evidenza che dimostri che la maggior parte dei campioni provenga davvero da questo gruppo. E ciò è vero soprattutto quando gli one-and-done non spiccano in maniera netta su tutti gli altri, vedere Durant, Davis, Towns, Embiid, Irving, Cousins, JJJ, Simmons e Aldridge - casi in cui la scelta è apparsa a tutti piuttosto ovvia.

 

Se volete scovare i prossimi Top 15 della Lega, smettete di fissarvi sui freshman ed iniziate a cercare tra quelli più grandi. L'età conta meno di quanto pensiate.

 

 

 

 

 


Questo articolo, scritto da Ben Rubin per The Stepien e tradotto in italiano da Riccardo Pilla per Around the Game, è stato pubblicato in data 7 gennaio 2019.

 

 

 

 

 

 

 

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