Boston Celtics: possibili trade per fare l’ultimo passo

November 14, 2019

I Celtics hanno cominciato bene la stagione, ma non è ancora chiaro se siano pronti a competere per il titolo. Ecco qualche trade che potrebbe permettere il salto di qualità

 

 

 

© Celtics Blog

 

 

I Boston Celtics sono partiti fortissimo quest’anno. Il loro record recita 9-1 dopo le ultime vittorie contro Dallas e Washington, e vale loro il primo posto nella classifica generale della Lega.

 

Il giovane successo dei Celtics nella stagione sarà anche stato gonfiato da un calendario relativamente agevole, ma il record rimane comunque impressionante. E, comunque, sono arrivate vittorie contro Bucks, Raptors e Spurs, tutte legittime contender per un posto ai Playoffs, e per il titolo nel caso di Milwaukee.

 

Il fatto che Boston potesse essere competitiva non è una sorpresa. Il roster dei Celtics è pieno di talento. In molti pensavano che la squadra sarebbe stata buona, ma non eccezionale. Ebbene, tale pronostico potrebbe rivelarsi veritiero, una volta incontrate le squadre di primissima fascia. Potrebbe essere infatti saggio scommettere contro i Celtics in scontri con squadre quali Lakers e Clippers ad Ovest, ma anche con Sixers e Bucks in una serie di sette partite.

 

Eppure, Boston potrebbe risultare più competitiva di quanto in molti avevano pronosticato, così tanto da domandarsi se la giusta trade possa proiettarli nella stratosfera della élite NBA. Vediamo, allora, alcune opzioni di mercato possibili.

 

Prima di iniziare, però, è bene anche ricordare che le mani del front office sono un po’ legate dalla loro realtà finanziaria. Muovere Jaylen Brown risulta infatti particolarmente complicato (se non quasi impossibile) data l’estensione di contratto da lui recentemente firmata e ciò lascia ai Celtics solo un numero limitato di giocatori scambiabili, due dai quali (Kemba Walker e Jayson Tatum) la franchigia non sembra particolarmente interessata a separarsi.

 

 

Nonostante ciò, ci concentreremo su alcune possibilità, ponendo speciale attenzione all’acquisizione di un lungo. I Celtics hanno costruito le loro fortune di inizio stagione attorno a un reparto lunghi variegato e utilizzato in maniere differenti a seconda della situazione, ma per competere al massimo livello c’è bisogno di qualcuno che possa essere sempre efficace indipendentemente dal contesto. Ciò richiede più stazza di quanto possano offrire Daniel Theis e Grant Williams, nonché meno blackout di quelli inclusi nel pacchetto Robert Williams.

 

Le soluzioni possibili sono presenti in tutte le forme e le dimensioni, e con conseguenti "scontrini" differenti. Ecco un’idea delle strategie generali adottabili con focus su giocatori specifici.

 

 

Vincenti affermati

 

I giocatori citati di seguito hanno già dimostrato il loro valore nella parte più calda dell’anno, i Playoffs, e tendono a essere pezzi molto importanti delle rispettive squadre. L’eventuale firma di un giocatore di questo calibro sposterebbe le migliori chance di vittoria del titolo al presente, rispetto al "duemilaventiqualcosa" ad oggi auspicabile in base allo sviluppo di giocatori come Brown e Tatum.

 

Onorevoli esclusi (ma possibili obiettivi) di questa categoria: Tristan Thompson, Steven Adams, Kevon Looney.

 

 

Trade #1: Draymond Green per Marcus Smart, Enes Kanter e due prime scelte (BOS e MIL del 2020)

 

Potrebbe essere necessaria l’aggiunta di un altro giocatore all’equazione per farla funzionare (dato lo spazio salariale di Golden State), ma i pezzi principali sarebbero questi. Sostanzialmente, Boston scambierebbe uno dei difensori migliori del globo per un altro in una posizione del campo di maggiore bisogno.

 

Green, se al meglio fisicamente e concentrato, è uno dei migliori difensori nella storia della pallacanestro. Nelle ultime Regular Season, Draymond ha avuto un leggero calo, quanto è bastato per far chiedere a Golden State se l’orso ballerino non stesse perdendo qualche colpo.

 

 

Aggiungeteci il fatto che la stagione di Golden State sembra pressoché persa a causa degli infortuni, e l’affare pare improvvisamente plausibile. Perché non lasciare andare la stagione, accaparrarsi qualche scelta e portare a casa la cosa più vicina ad Andre Iguodala, a parte Iguodala stesso?

 

Tuttavia, questa è una trade di fronte alla quale entrambe le squadre potrebbero essere riluttanti. Smart e Green sono l’anima delle rispettive squadre. Inoltre, Dray non può comunque essere incluso in alcuna trade fino a pochi giorni prima della deadline, cosa che complica ulteriormente l’assunto.

 

 

Trade #2: Marc Gasol e OG Anunoby per Gordon Hayward

 

Marc Gasol ha avuto una partenza lenta (e apparentemente fuori forma) con Toronto, e il suo contratto è molto pesante. Questi due elementi dovrebbero essere causa di sufficiente esitazione per chiunque fosse intenzionato ad acquisirlo.

 

Tuttavia, Gasol ha già avuto, in carriera, dei cali di forma fisica, e l’anno scorso ha dimostrato di poter aiutare una squadra a fare il salto di qualità definitivo. Se Boston dovesse ritenere che il catalano sia in grado di fare lo stesso con loro, allora questa sarebbe una possibilità da esplorare.

 

 

Il problema, però, è il contratto di Gasol ($25M). Hayward è l’unica opzione nel roster di Boston che potrebbe far filare la parte numerica dell’accordo. L’ex Jazz è attualmente infortunato, ma sensibilmente più talentuoso della versione odierna di Gasol (ammesso che Gordon riprenda il discorso da dove lo ha lasciato appena prima della rottura della mano).

 

Le fila dei Celtics sono solide nella posizione di ala, ma è tutt’altro che sicuro che la squadra possa effettivamente beneficiare dalla partenza di Hayward, perfino nel caso in cui i Raptors dovessero mettere sul tavolo delle trattative OG Anunoby (di particolare interesse per coach Brad Stevens date le sue qualità).

 

 

Trade #3: Marcus Smart per Clint Capela

 

Inserire Capela nella categoria "vincenti" è un po’ una forzatura. Houston, infatti, si è affidata più volte a quintetti piccolissimi con PJ Tucker da centro nei momenti decisivi, lasciando lo svizzero incollato alla panchina.

 

 

Tuttavia, Capela ha fatto vedere più volte il suo valore in post season, dimostrandosi anche un abile protettore del ferro, un ruolo di cui Boston avrebbe grosso bisogno. Clint è sempre stato un pezzo fondamentale per Houston in Regular Season, tenendo sempre botta contro i lunghi più pesanti e permettendo a Tucker di risparmiarsi per i Playoffs.

 

Inoltre, la prospettiva di aggiungere Smart ai propri quintetti piccoli deve essere piuttosto intrigante per Houston. Lui e Tucker insieme andrebbero a garantire forza fisica, versatilità e tonnellate di agonismo, permettendo di coprire qualsiasi buco nella difesa dei Rockets.

 

 

 

Giovani talenti

 

I Celtics potrebbero anche esplorare la possibilità di firmare un lungo più giovane e meno affermato. Una trade per un giocatore all’apice (o quasi) della sua forma fisica potrebbe essere molto onerosa in termini di asset da scambiare, ma se in verdi riuscissero a trovare un giocatore in grado di riempire un vuoto presente e di mantenere quel ruolo nel futuro, allora potrebbe valere la pena sborsare.

 

Onorevoli esclusi (ma possibili obiettivi) di questa categoria: Domantas Sabonis, Jerami Grant, Jarrett Allen.

 

 

Trade #1: Myles Turner per Marcus Smart, Enes Kanter e la scelta di Memphis

 

Myles Turner sarebbe un’ottima aggiunta per i Celtics: un lungo di stazza con ottimi istinti da stoppatore, nonché uno dei difensori con maggiore impatto l’anno scorso. In attacco, inoltre, Turner ha abbastanza raggio di tiro da permettere di mantenere quelle spaziature che per le ali di Boston sono così importanti.

 

 

Non è chiaro se i Celtics possiedano le risorse necessarie per portare Turner via da Indianapolis. Jaylen Brown ha all’incirca lo stesso valore, ma il suo contratto rende lo scambio infattibile. Jayson Tatum è troppo, e un affare incentrato su Smart probabilmente non sarebbe sufficiente. Tuttavia, la succulenta scelta di Memphis - top 5 protected quest’anno e unprotected l’anno prossimo - potrebbe rivelarsi lo stimolo mancante.

 

Indiana non ha necessariamente bisogno di Marcus Smart, dato l’arrivo di Brogdon in estate, ma i due potrebbero andare a comporre un backcourt interessante prima del ritorno di Victor Oladipo. Separarsi da Turner permetterebbe a Indiana di rendere Domantas Sabonis il loro lungo numero uno. Che questa prospettiva sia per loro intrigante oppure no, poi, è tutta un’altra questione.

 

 

Trade #2: Jaren Jackson Jr per Jayson Tatum

 

Con questo affare entrambe le parti dovrebbero separarsi dai loro polli migliori.

 

Scambiare Tatum per Jackson significherebbe scommettere che il potenziale difensivo del secondo sia più grande del potenziale offensivo del primo. Entrambi diventeranno dei fenomeni in entrambe le metà campo, ma il giocatore migliore sarà chi dei due riuscirà a massimizzare l'aspetto con più potenziale di crescita.

 

Questo scambio non avverrà, probabilmente è solo un'ipotesi divertente.

 

 

Trade #3: Mitchell Robinson per Robert Williams e una prima scelta

 

Vi siete mai chiesti come potrebbe essere una versione più veloce e più elastica di Robert Williams? La risposta è con tutta probabilità Mitchell Robinson.

 

Portare a Boston lo stoppatore con pogo stick dei Knicks in cambio di Williams e una scelta nel primo round probabilmente risulterebbe una mossa un po’ laterale, ma Robinson è sufficientemente più avanti nel suo sviluppo per considerarlo un upgrade. Non necessariamente, però, sul lungo periodo.

 

 

 

Trade #4: Bam Adebayo e Dion Waiters per Marcus Smart e Grant Williams

 

Gli Heat sono sempre alla ricerca di giocatori intelligenti, versatili e tosti. Smart e Grant Williams corrispondono perfettamente a tali caratteristiche. Purtroppo per Boston, però, anche Adebayo. Vedersi sollevati dal contratto di Waiters sarebbe quantomeno intrigante per Miami, ma probabilmente non abbastanza da convincerli. Quasi sicuramente servirebbe altro.

 

Adebayo è forte fisicamente e incredibilmente mobile, può cambiare bene in difesa e ha un’ottima versatilità. Bam è forse il bersaglio che i Celtics più verosimilmente potranno inseguire, ma è probabile che Miami non se ne priverà.

 

 

 

Leggeri upgrade

 

Va detto che Boston non ha necessariamente bisogno di una star nel frontcourt, ma piuttosto di un tassello che si inserisca meglio nel sistema. Il ragionamento dietro questa logica potrà non essere il più solido, ma è comunque forte abbastanza da stimolare un paio di idee.

 

Onorevoli esclusi (ma possibili obiettivi) di questa categoria: Alex Len, Cody Zeller, Javale McGee.

 

 

Trade #1: Maxi Kleber per Daniel Theis e Romeo Langford

 

Un raro scambio che parla tedesco! Kleber sa fare praticamente tutte le cose che fa bene Theis - difendere, stoppare, tirare da tre - ma le fa con un po’ più di continuità. Quel po’ di forza fisica e atletismo extra potrebbero essere sufficienti per tenerlo in campo anche in quei minuti in cui Boston cerca di avere quintetti versatili.

 

Per Dallas, la trade porterebbe un sostituto immediato per Kleber e allo stesso tempo un potenziale futuro creatore offensivo con Langford, il complemento ideale a Luka Doncic e Kristaps Porzingis (qualora dovesse effettivamente sbocciare).

 

 

Trade #2: Khem Birch per Carsen Edwards e Semi Ojeleye

 

Orlando ha bisogno di creare tiri, cosa per cui Edwards potrebbe aiutare. Boston otterrebbe un altro lungo da testare senza sacrificare nessuna delle proprie opzioni attuali, qualora Birch si rivelasse inadatto.

 

Probabilmente i Celtics non dovrebbero rinunciare a Edwards, se non per una controparte relativamente certa, ma a volte per vincere è necessario un tuffo nel vuoto.

 

 

 

 

 

 

 

 

© Celtics Blog

 

Questo articolo, scritto da Greg Brueck_Cassoli per Celtics Blog e tradotto in italiano da Marco Cavalletti per Around the Game, è stato pubblicato in data 12 novembre 2019.

 

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