Botta e risposta sui Dallas Mavericks

February 19, 2018

 

 

© Sportsday Dallas News

 

Ecco le risposte alle domande fatte all’incontro con SportsDay e il Dallas Morning News di Eddie Sefko (insider della galassia Mavericks per DMN, ndr) .

 

 

 

D: Quali sono le probabilità che Seth lasci i Dallas Mavericks? E se dovesse farlo tra 10/12 settimane, perché non lasciarlo andare ad inizio stagione? Siamo rimasti con il nulla e abbiamo anche dovuto gestire le spese mediche.

 

Eddie Sefko: Immagino che con questa domanda lei stia implicitamente dicendo che Seth Curry e le sue spese mediche non siano un problema della NBA, come ben saprà però le assicurazioni della Lega coprono tutti i danni. Quello che i Mavs credevano era che la gamba potesse guarire in tempi brevi, così come sperava sicuramente Seth, motivo per cui hanno deciso di aspettare. Al contrario delle aspettative però, il problema è risultato essere più grave del previsto e l'operazione non si è potuta evitare; meglio tardi che mai sicuramente, tuttavia non si sa mai come un giocatore possa tornare da un infortunio del genere.

 

 

 

D: Quale tipo di contratto crede che Seth Curry possa firmare quest’estate, dopo non aver messo piede in campo per tutta la stagione? I Mavs potrebbero riuscire a tenerlo ad uno stipendio ridotto?

 

Sefko: Il mio istinto mi dice che cercherà sicuramente un pochino di flessibilità nel caso in cui al rientro dall’infortunio dovesse tornare a giocare ai livelli di prima - e produrre come aveva fatto nella seconda metà della stagione 2016-17. Va però considerato che sia la squadra che il giocatore devono proteggersi, e se Seth dovesse riuscire a strappare un biennale con opzione per il terzo anno il rischio per i Mavs potrebbe essere molto alto.

 

Ad ogni modo sinceramente non credo che Curry firmerà a grandi cifre, con i soldi (pochi) ed i giocatori (molti) che gireranno nella free agency in arrivo, per il giocatore quasi sicuramente non arriverà una mid-level offer. Quello che mi sembra più probabile è che riceverà un’offerta di circa 3 milioni superiore rispetto al suo attuale contratto; nel caso dovesse rifiutare, però, firmerà sicuramente un annuale al minimo in qualche squadra, per poi cercare di far cassa nella stagione 2019-20.

 

 

D: Cosa ne pensa di Doug McDermott? Potrebbe rimanere a lungo ai Dallas Mavericks?

 

Sefko: È ancora troppo presto per dire qualcosa in merito, sa giocare a pallacanestro e tirare, ma Dallas deve prima capire se e come integrarlo nel suo sistema di gioco. Dalla sua ha la giovane età, sicuramente, ed è un giocatore ancora malleabile, anche se per ora sembra preferisca giocare da ala grande piuttosto che da ala piccola. È sicuramente un giocatore interessante, ma se qualcuno di voi sa quale sarà il roster dei Mavs per la prossima stagione... sono tutt’orecchi.

 

 

D: Quali sono i tempi di recupero per Nerlens Noel? Troverà spazio al suo rientro?


Sefko: Dovrebbe giocare i minuti che merita al rientro dall’All Star Break.

 

 

 

D: Dennis Smith Jr diventerà mai il migliore giocatore dei Dallas Mavericks?

 

Sefko: Forse lo è già, sicuramente da un punto di vista di potenziale; dovremo aspettare e capire se veramente diventerà una point guard all’altezza di Chris Paul o John Wall, o del calibro di Damian Lillard.

 

Ciò di cui possiamo essere certi è che i Mavs devono essere grati di averlo, è sicuro di sé, è atletico ed ha tantissimo talento: sicuramente un'ottima combinazione. Sta imparando da veterani esperti ed intelligenti, ed ha il giusto allenatore che lo segue, quello che gli serve ora è avere più talento vicino a lui.

 

 

 

D: Dwight Powell sta giocando alla grande da quando parte in quintetto base - nelle ultime cinque partite credo si aggiri sui 16 punti e 9 rimbalzi per partita. Crede che finalmente stia giocando all’altezza del contratto che ha firmato?

 

Sefko: Si, più o meno. Sta giocando bene ma in una squadra che perde: non è tutto oro quello che luccica. In ogni squadra qualcuno dovrà pur segnare, persino in quelle con pessimi record.

 

Se aggiungiamo che Harrison Barnes ha dovuto saltare un paio di partite per il problema alla caviglia, allora i suoi numeri assumono ancora meno importanza; detto ciò, quello che sta facendo è sicuramente degno di nota. Se solo riuscissi a smettere di chiamarlo Dwight Howard sul mio account di Twitter sarebbe perfetto...

 

 

 

 

 

Questo articolo, scritto da Eddie Sefko e tradotto in italiano dalla nostra redazione, è stato pubblicato in data 13/02/2018.

 

 

 

 

 

 

 

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