Carlisle: Donovan Mitchell è la prova dell'inutilità del tanking

March 26, 2018

 

© Dallas Morning News / TNS

 

 

Mentre un gran numero di fan dei Dallas Mavericks vorrebbero che la squadra cominciasse a perdere di proposito per ottenere una scelta più alta al Draft, l'head coach Rick Carlisle ha trovato nei Jazz un giocatore, la guardia Donovan Mitchell, in grado da solo di provare che non è necessario tankare per pescare un campione. 

 

"Non mi appassiona la corsa a questo premio sinceramente, ma lui è uno dei candidati più forti per il titolo di Rookie of the Year".

 

Effettivamente la gara per il titolo sembrerebbe essere a due tra Mitchell e l'incredibile giocatore dei Philadelphia 76ers Ben Simmons; e dopo aver paragonato i due, Carlisle ha fatto una scelta precisa, mettendo Donovan sul gradino più alto del podio:

 

"E' un rookie davvero speciale, raro da trovare: è in grado di creare per se e per gli altri, e ha il livello di conoscenza della pallacanestro che di solito viene associato ad un veterano".

 

Mitchell è stato selezionato con la tredicesima scelta al Draft nel 2017, due posizioni prima di Kawhi Leonard nel 2011: quando a spostare gli equilibri non sono le primissime scelte. E a proposito, quando è stato chiesto al tecnico di Dallas se Donovan potesse essere una prova del fatto che non per forza sono le top pick quelle che influenzano il rendimento di una squadra, ha risposto con un repentino "si, certamente", ed una smorfia gli è apparsa in volto. 

 

La partita di giovedì notte contro i Mavericks è stata la numero 68 della Lega per il rookie dei Jazz, che viaggia ad una media di 20 punti, 4 rimbalzi e 4 assist a partita con il 43.5% al tiro: cifre incredibili per un giocatore che fino a qualche mese fa era ancora al college. Per avere un termine di paragone, Dennis Smith Jr, draftato dai Mavs con la nona scelta al Draft dello scorso anno, ha giocato 61 partite ed ha una media di 15 punti, 4 rimbalzi e 5 assist, con il 39% al tiro. In una squadra con meno talento.

 

"Ricomincio da zero ogni partita, non mi interessa come sia andata la precedente e come andrà la successiva" ha dichiarato Mitchell, "non guardo mai le prestazioni di Lonzo o Dennis, gli altri rookie insomma, né mi interessa fare meglio di loro per forza: io voglio solo che il mio contributo aiuti la mia squadra a vincere".

 

Mitchell è rimasto stupito quando gli hanno riferito le belle parole di Carlisle:

 

"Ho trovato tantissimo spazio in campo fin dall'inizio dell'anno, credo che quello che mi ha aiutato di più sia stato e sia continuare a voler imparare da ogni situazione. Avere spazio per sbagliare è sicuramente il miglior metodo per imparare a non sbagliare più". 

 

Mitchell ha offerto a Carlisle ed ai Mavs uno show con la sua giocata nei dieci secondi finali del primo quarto, poi ancora alla fine del secondo quarto... e non si è fermato nel terzo quarto, anzi.

 

"Credo che prima che arrivasse qui la gente lo guardava e pensava non fosse abbastanza grosso o pronto per giocare nella Lega", ha dichiarato coach Carlisle. "Invece ha una combinazione unica di dinamismo, atletico ed abilità tecniche; è in grado di giocare le partite punto a punto, ha un grande range di soluzioni in attacco, con ottime percentuali e grande conoscenza del gioco; è stato allenato davvero bene al college!". 

 

 

 

 

 

Il Dallas Morning News, che ha recentemente compiuto i 132 anni di età, è il quotidiano più letto della città texana e in particolar modo dalle parti dell’American Airlines Center, la casa dei Mavericks. Questo articolo, scritto da Saad Yousuf e tradotto in italiano dalla nostra redazione, è stato pubblicato in data 23/03/2018.

 

 

 

 

 

 

 

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