Cedi Osman: passione turca per i Cleveland Cavaliers

April 11, 2018

Il rookie turco dei Cleveland Cavaliers è approdato in NBA a 22 anni, due stagioni dopo essere stato scelto nel secondo giro del Draft. L’ala piccola, che gioca anche in posizione di guardia o addirittura playmaker, ha subito conquistato l’affetto di pubblico e compagni, anche di LeBron James.

 

 

Cedi Osman nasceva l’8 aprile del 1993 a Ohrid, cittadina della Repubblica di Macedonia vicino al confine con l’Albania, da padre turco e da madre bosniaca. Proprio in Bosnia il giovane Cedi aveva iniziato a giocare a pallacanestro, nella squadra giovanile del KK Bosna Royal di Sarajevo. Nel 2007 il giocatore solo quattordicenne era stato voluto dal team junior dell’Anadolu Efes per via delle ottime prestazioni con il KK Bosna e, visto i natali del padre, era stato immediatamente naturalizzato turco.

 

È così che Cedi si è sempre sentito: né macedone, né bosniaco, ma turco a tutti gli effetti, e infatti da quel momento ha sempre vestito con orgoglio la maglietta della Nazionale ottomana.

 

 

 

L’esplosione con l’Anadolu Efes e il riconoscimento europeo

 

 

Dopo aver giocato per quattro stagioni nelle giovanili dell’Anadolu Efes, il diciottenne Cedi Osman veniva mandato a farsi le ossa un paio d’anni al Pertevniyal, squadra della seconda divisione turca affiliata all’Efes dalla quale solo passati altri giocatori illustri come il capitano del Fenerbahçe Melih Mahmutoglu o il rookie dei 76ers Furkan Korkmatz.

 

Dal 2013/14 tornava ad essere parte integrante del roster dell’Efes, disputando quattro stagioni in Eurolega, a parte il campionato turco. L’importanza della giovane ala è andata aumentando, diventando presto una presenza fissa sia in campionato che in Europa. In 98 partite di Eurolega distribuite su 4 stagioni i suoi numeri parlano di 6.7 punti di media, 2.9 rimbalzi, 0.9 assist e 0.7 recuperi. Da segnalare le 35 presenze in Eurolega l’anno scorso, quando l’Efes infatti dopo le 30 partite di Regular Season aveva forzato la quinta e decisiva sfida dei Playoffs contro l’Olympiacos. In quell’ultima drammatica partita al Pireo, vinta dai padroni di casa per 87-78 con 22 punti di Vassilis Spanoulis, Cedi Osman aveva dato il meglio di sé, con 11 punti, 3 rimbalzi e 2 assist in neanche 22 minuti di gioco:


 

 

Dopo aver vinto Coppa e Supercoppa con l’Efes (ma mai il campionato turco), la scorsa stagione il giovane aveva brillato con con 27 presenze in campionato e una media di 13.4 punti, dimostrandosi pronto per dare il salto all’NBA.

 

 

 

La firma con i Cavs e l’inizio della stagione NBA

 

 

Osman era stato scelto con la chiamata numero 31 (secondo giro) nel Draft del 2015 dai Minnesota Timberwolves, che avevano la stessa notte ceduto i suoi diritti la (assieme a Rakeem Christmas e una scelta per il Draft successivo) ai Cleveland Cavaliers in cambio di Tyus Jones. Questa trade aveva immediatamente scatenato l’entusiamo del giovane Cedi, grande ammiratore di LeBron James: l’idea di poter giocare un giorno assieme al suo grande idolo è sempre stata un’enorme motivazione nel suo cammino di avvicinamento all’NBA.

 

Il salto Oltreoceano si è fatto attendere due anni. Due stagioni importanti durante le quali il ragazzo è cresciuto fisicamente, diventando anche un leader forte mentalmente. Ormai era pronto per giocare assieme a LeBron e la firma era arrivata lo scorso luglio, con un contratto triennale per 8.5 milioni di dollari. L’Efes aveva ricevuto un buyout di un milione e il giocatore, prima di volare in America, aveva difeso i colori della Turchia nell’EuroBasket 2017 - mettendo assieme prestazioni degne di nota, come i 28 punti (più 7 rimbalzi e 4 assist) nella sfida inaugurale contro la Russia, o i 24 punti, 6 rimbalzi e 5 assist rifilati alla Lettonia.
 

 

Cedi Osman debuttava in NBA il 20 ottobre, nella sfida vinta dai Cavs a Milwaukee. Per lui solo pochi minuti di garbage-time. Una presenza più consistente (8 minuti) era arrivata in occasione della sfida successiva, contro Orlando, ma il giocatore non aveva segnato. I primi punti nella Lega (4) erano arrivati il 28 ottobre, nella partita persa contro i Pelicans; poi ancora presenze, punti e protagonismo con il contagocce fino a novembre.

 

 

 

La conquista di un posto stabile in squadra (e del rispetto)

 

 

Con il procedere della stagione il giovane Cedi si ritagliava sempre più spazio in squadra, diventando poco a poco una pedina fissa nelle rotazioni di Tyronn Lue. A metà dicembre toccava per prima volta la doppia cifra, con 10 punti contro gli Utah Jazz giocando quasi 23 minuti in una sfida vinta dai Cavs; poi il suo impatto aumentava massivamente dopo la trade deadline e la mezza rivoluzione avvenuta nel franchise dell’Ohio.

 

Non è un caso che il career high di Cedi arrivasse proprio il 9 febbraio: il giorno dopo la chiusura del mercato e con i nuovi acquisti che non si erano ancora vestiti di corto. Contro gli Atlanta Hawks infatti Cedi metteva a segno una prestazione maiuscola con 16 punti, 6 rimbalzi, 5 assist e 3 recuperi in 38 minuti.

 

Due giorni prima il Re, King James, era andato ad abbracciare proprio il turco, autore di una splendida partita a livello difensivo, dopo aver messo a segno il game winner che permetteva ai suoi di battere i Minnesota Timberwolves.
 

 

LeBron James del resto non aveva risparmiato in precedenza parole di elogio verso il giovane turco:

 

“Commetterà degli errori, ma questo è normale. La purezza del suo gioco è contagiosa per la squadra” - aveva dichiarato la stella dei Cavs negli spogliatoi - “Non ha molta esperienza in NBA, quindi a volte magari non capisce neanche cosa sta succedendo. Gioca la partita, ed è professionista da quando aveva 14 anni, quindi gioca nel modo giusto. È bello poter contare su di lui”.

 

In febbraio Cedi aveva iniziato a ritrovarsi in quintetto, con più minuti in campo e possibilità di far vedere le sue doti in entrambi i lati del gioco. Dopo due settimane abbondanti di stop dovute a un problema muscolare all’anca, era tornato ad occupare il suo posto in campo, vedendosi schierato anche in posizione di playmaker per via degli infortuni di alcuni compagni.

 

In occasione delle due ultime sfide era stato titolare, e contro Washington qualche giorno fa il suo intervento difensivo, con un recupero negli ultimi secondi dell’incontro, era stato chiave per conquistare la vittoria:
 

 

Ora il giovane turco si prepara per una sfida ancora più grande: i Playoffs NBA.

 

“Mi piace quello che Cedi apporta in campo” – aveva dichiarato coach Lue.

 

Uno dei momenti che Cedi Osman non dimenticherà di questa stagione è la sua prima apparizione a Shaqtin’ a Fool, la popolarissima carrellata delle peggiori giocate settimanali raccolte da Shaquille O’Neal. Una schiacciata facile facile e sbagliata alla grande contro Boston... Ma presa con molta ironia dal ragazzo che, invece di venire deriso o fischiato, era stato applaudito in segno di incoraggiamento da compagni - LeBron in primis - e pubblico:

 

 

“Eh sì, l’ho combinata grossa” - commentava Cedi dopo la partita sorridendo - “ma in fin dei conti non importa, abbiamo vinto”.

 

La realizzazione di un sogno... che è solo all’inizio!

 

Sì, Cedi Osman sta vivendo un sogno. Arrivato in NBA in sordina, sta trovando spazio e riconoscimento. I tifosi lo adorano, l’Europa lo segue, i compagni lo apprezzano e appoggiano, e lui risponde giocando sempre con determinazione ed umiltà.

 

“Mi piace la pallacanestro NBA, è più veloce di quella europea” - dichiarava il giocatore a Basketball Insiders - “anche in Europa io correvo sempre su e giù, apportando tanta energia, quindi non è stato così difficile adattarmi”.

 

Osman è cresciuto per giocare in NBA. Nella sua carriera aveva affiancato campioni come Jordan Farmar o Sasha Vujacic, e sapeva cosa lo aspettava dopo il grande salto:

 

“Questa è la miglior Lega del mondo, ma non ho avuto motivo per sentirmi spaventato, perché avevo lavorato duro per arrivare pronto a questo punto. So che posso giocare a questo livello e spero di poterci restare a lungo”.

 

E... Giocare con LeBron?

 

“Guarda... Non ci sono parole, è pazzesco. Perché fino all’anno scorso giocavo ad NBA 2K e giocavo con lui. Giocavo ad essere lui! Davvero, essere un giocatore NBA era il mio sogno, poter giocare qui; ma quando ti ritrovi giocare fianco a fianco con il tuo idolo è davvero incredibile..."

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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