Da chi devono ripartire (e da chi no) i Thunder?

November 29, 2019

 

© Welcome to Loud City

 

 

Malgrado non sia ancora chiaro se gli Oklahoma City Thunder stiano tankando o meno, vi è un'unica certezza: l'inizio di un periodo di ricostruzione. E durante una efficace campagna di rebuilding, il GM di una franchigia NBA deve essere senza pietà

 

I giocatori vanno e vengono, e raramente si prendono quei famosi 15 minuti di celebrità di cui parlava Andy Warhol. Nessuno, durante questi periodi, diventa insacrificabile.

 

Oklahoma ha 15 first round pick nei prossimi 4 anni, un’intera squadra NBA composta da rookie. Quasi sicuramente queste scelte non saranno tenute tutte ma, in qualsiasi caso, questi “asset” si trasformeranno, attraverso scambi, in giocatori abili e arruolabili.

 

La pietra su cui poggerà OKC nelle prossime stagioni risponde ad un solo nome, il più lungo dell’intera NBA e forse quello con più potenziale: Shai Gilgeous-Alexander. Tutti gli altri, sostanzialmente, si possono scambiare. Anche se, a mio avviso, si potrebbero tenere in squadra anche Diallo (che ha mostrato una crescita importante), e Darius Bazley (che nonostante tutto ha un fisico interessante, margine di crescita e sa anche tirare da fuori). Questi sono gli unici giocatori che terrei per il futuro, o almeno per un’altra stagione.

 

Ora, parliamoci chiaro, Chris Paul e Danilo Gallinari, per questioni anagrafiche, non rappresentano sicuramente il futuro. Sono ottimi veterani e un esempio per tutti, ma hanno stipendi che, sommati, superano i 60 milioni di dollari. Bisogna assolutamente depennarli dal libro paga il prima possibile. Ricordiamoci che i Thunder sono la sesta squadra nella Lega per stipendi erogati e devono fare i conti anche con una luxury tax non indifferente...

 

 

Quanto appena detto mi ha portato alla brillante soluzione di analizzare giocatore per giocatore, per decidere se sia il caso di tenerlo o scambiarlo. Per fare ciò ho deciso di utilizzare 10 parametri, accuratamente selezionati, e questo mi ha portato a una riflessione sul ruolo e sul futuro di Dennis Schröder in questa squadra.

 

Cosa dovrebbe fare Sam Presti della point guard tedesca? Prima di giungere alla conclusione, ecco i già citati 10 parametri che ho preso in considerazione prima di emettere il mio, personalissimo "verdetto".

 

 

Taglia: 4. Nella NBA moderna, una PG di 185cm è sicuramente undersize.

 

Atletismo: 7. Agile e veloce, sa battere l'uomo e trovare la via del canestro con una buona facilità.

 

Capacità realizzative: 8. È un giocatore da streak, sa cavalcare i momenti.

 

Abilità difensiva: 6. È nella media e ha qualche problema di posizionamento, ma ha un buon atteggiamento e pochi cali.

 

Efficienza: 5. Viaggia con un PER di 12.7, che non è niente di entusiasmante ma neanche così pessimo.

 

Maturità: 4. Dopo sei anni nella Lega, è ancora una testa calda. Non va bene.

 

Team Fit: 8. Gioca spesso nella second unit e non ha paura di prendersi le proprie responsabilità quando è il momento, quindi aggiunge sicuramente valore alla squadra.

 

Salario: 3. $ 15.5 milioni l’anno e ancora un'intera stagione di contratto. Non bene.

 

Crescita nella Lega: 5. Al suo settimo anno qui, dovrebbe essere meglio.

 

Margine di crescita: 4. A 27 anni, sembra aver raggiunto l’apice della sua carriera (direi circa due/tre anni fa).

 

Score complessivo: 5.5.

Malgrado mi sarebbe piaciuto raccontare di uno Schröder nuovo, in grado di beneficiare della presenza di CP3 e di SGA in squadra, tanto da poter essere un candidato al premio di Sesto Uomo dell’Anno, la realtà dei fatti ci dice ben altro. Statisticamente parlando, il giocatore tedesco sembra aver raggiunto il proprio apice negli Atlanta Hawks, tre anni fa, senza più riuscire a ripetersi, calando sia nella produzione offensive sia nell’indicatore PER.

 

Verdetto: Trade (o, più facilmente, lasciarlo andare a scadenza contrattuale).

 

 

 

 

 

 


© Welcome to Loud City

 

Questo articolo, scritto da Mullayo per Welcome to Loud City e tradotto in italiano da Andrea Campagnoli per Around the Game, è stato pubblicato il 23 novembre 2019.

 

 

Share on Facebook
Share on Twitter
Please reload

Seguici anche su

  • facebook-logo
  • instagram-social-network-logo-of-photo-c
  • twitter-social-logotype

Archivio AtG:

Around the Game nasce con l’obiettivo di avvicinare gli appassionati italiani alla pallacanestro NBA, attraverso due tipologie di contenuti: i contributi realizzati e pubblicati dai membri interni della redazione (diffusi a titolo gratuito, senza scopo di lucro, protetti da copyright e soggetti a legislazione vigente in materia di diritti d'autore); e articoli tradotti delle testate estere in collaborazione con AtG, pubblicati e tradotti in italiano dalla nostra redazione. I contenuti del secondo tipo, i cui diritti d’autore appartengono alle testate giornalistiche da cui sono stati pubblicati originariamente, sono pubblicati all’interno della sezione “Traduzioni” e vengono selezionati, tradotti e pubblicati da AtG sono dopo la ricezione da parte delle fonti di esplicito ed esclusivo consenso relativo a questa attività.

Around the Game non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza una periodicità prestabilita. Pertanto, ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001, non può essere considerato un prodotto editoriale. Alcune immagini sono prese da internet e quindi considerate di libero utilizzo, soprattutto nel caso in cui appartenenti alle testate in collaborazione con il nostro progetto. Se un'immagine o un contenuto è di tua proprietà e vuoi richiederne la rimozione, oppure per qualsiasi questione relativa ai diritti d’autore, ti preghiamo di inviare una mail a questo indirizzo: pr.aroundthegame@gmail.com
 

Fondatore e Caporedattore: Andrea Lamperti -  Fondatore e Web Manager: Ferdinando Dagostino

© 2017 by Around the Game.  Prodotto da FerdinandoDagostino.com