Dennis Schröder potrebbe portare i Thunder a nuove altezze

October 9, 2018

L’impressionante efficienza offensiva in isolamento di Dennis Schröder potrebbe permettere agli Oklahoma City Thunder di raggiungere nuove altezze.

 

 

© The 94 Feet Report

 

 

Ormai nella Lega lo sanno tutti: gli Oklahoma City Thunder vanno sotto bevendo dall’idrante quando le star della squadra non sono in campo.

 

Era così quando calcava i campi l’artista precedentemente noto come Slim Reaper, ed è rimasto così con l’affermarsi di Russell Westbrook come bestia mangiarimbalzi, collezionista di triple doppie e vincitrice dell’MVP.

 

La scorsa stagione, i Thunder andavano alla grande con Andre Roberson fra le loro fila, ma la squadra ha smesso di mordere in difesa dopo la rottura del tendine rotuleo che ha posto fine alla stagione del giocatore. Al suo posto, i fan dei Thunder hanno fatto la conoscenza di un sostituto tutto fuorché ideale: l’aficionado del jab-step Carmelo Anthony.

 

Nonostante Russ abbia magicamente viaggiato con una tripla doppia di media per la seconda stagione consecutiva (cosa passata quasi del tutto in sordina), la squadra soffriva molto quando lui non era in campo: l’attenzione che pone nel dominare la partita è talmente contagiosa, che perderla influenza la squadra in modi innumerevoli.

 

Qui entra in scena Dennis Schröder.

 

Il regno dell’ex point guard titolare ad Atlanta era caratterizzato da prestazioni elettrizzanti come questa nella scorsa stagione:

 

 

Seppur ovviamente impressionante, va ricordato che per gli Hawks poco sarebbe cambiato con questa vittoria, ottenuta contro dei Jazz in ascesa verso i ranghi più alti della Western Conference. Ciò nonostante, Schröder ha infilzato la difesa con la solita facilità, lasciando sul posto gli avversari e facendogli soltanto intravedere la toppa dorata dei suoi capelli.

 

I Thunder, d’altro canto, avranno decisamente bisogno di ogni singola vittoria nella Western Conference corazzata della prossima stagione. E a causa dell’aggiunta di Schröder, potrebbero avere uomini a sufficienza per essere competitivi quando Westbrook, Paul George e co. non sono in campo.

 

Come evidenziato dalla sua altissima percentuale di usage (30.4%, dodicesimo nella Lega), Schröder rende al meglio quando domina la palla dalla posizione di point guard. Inoltre, in isolamento è un realizzatore eccellente se confrontato con i suoi pari ruolo, incluso il suo nuovo compagno di squadra Russell Westbrook. In generale, i numeri di Schröder in isolamento sono stati strabilianti la scorsa stagione. Su 3,2 possessi di media a partita, Schröd ha segnato il 50,9% delle volte, appena dietro al leader della classifica ed MVP della Lega James Harden.

 

Per di più, gli 1,09 punti per possesso in isolamento pongono Schröder al terzo posto nella Lega, dietro solo a James Harden e Chris Paul e davanti a maestri dell’isolamento come Damian Lillard, Kevin Durant e Kyrie Irving. Il tedesco è anche figurato nel novantesimo percentile di tutti i giocatori NBA in isolamento (terzo nella Lega), ed ha guidato la Lega con un 48% dal campo sui tiri presi da tale situazione.

 

Bisogna ricordare che tutte queste cifre sugli isolamenti di Schröder sono di gran lunga più efficienti di quelle del suo nuovo compagno Westbrook, piazzatosi fra gli ultimi tre in molte di queste categorie e ultimo in altre, come la percentuale dal campo sui tiri in isolamento.

 

 

Se è vero che si è spesso fatto tentare dai tiri dall’arresto e che è stato raramente a suo agio con il tiro da tre punti, Schröder è assolutamente in grado di eseguire il passaggio giusto quando necessario, e la sua abilità con la palla in mano è indiscutibile. La combinazione di velocità, ballhandling e visione di passaggio lo rende una minaccia concreta dal pick-and-roll, un upgrade rispetto a quanto Raymond Felton e Semaj Christon hanno potuto offrire al gioco dei Thunder negli ultimi due anni.

 

Quello di prima opzione agli Hawks era un ruolo per nulla adatto per Schröder, nonostante lui sia senza dubbio un giocatore di talento, e nonostante probabilmente gli darà l’orticaria l’idea di uscire dalla panchina per una qualsiasi altra squadra. Tuttavia, stando alle parole di Ric Bucher, ESPN, Russell Westbrook sarebbe il giocatore preferito di Schröder (e si capisce il perché).

 

Sia Russ che Schröd non fanno prigionieri sul campo. Se DS può essere visto più come uno schermitore di fioretto, Russ tende a ricorrere alla motosega, aprendosi come un bulldozer la strada verso punti, rimbalzi, assist, rubate, stoppate o qualsiasi altra cosa di cui la squadra abbia bisogno in quel momento. La presenza di questi due giocatori simili nella stessa squadra, con un maschio alfa a sostituire l’altro dalla panchina, è una dicotomia affascinante, che ci farà davvero divertire nella stagione 2018-19.

 

Russ sarà un saltatore più esplosivo con una verticalità migliore, ma potrebbe non esserci un altro giocatore nella Lega con piedi veloci come quelli di Schröder. Dato che ha giocato in una delle squadre meno competitive la scorsa stagione, in molti si sono dimenticati che, quando vuole, può portare il suo motore a velocità proibitive per tutti.

 

Ovviamente, la dote migliore di Schröder è segnare in penetrazione, messa in bella vista nella notte del suo career-high contro i Jazz. Qui, brucia la difesa superficiale di Ricky Rubio e sfrutta il fatto che la Stifle Tower, Rudy Gobert, sia stato attirato sul perimetro dalla minaccia di un buon tiratore da tre punti come Dewayne Dedmon:

 

 

Come si vede, Schröder ha piedi troppo veloci per Rubio, e quando lo ha battuto è ormai troppo tardi per far arrivare l’aiuto. La velocità non sarà tutto nella NBA, ma potrebbe esserlo per Dennis Schröder la prossima stagione.

 

Per i Thunder, avere un’ottima seconda point guard con punti nelle mani a vigilare sulla panchina mentre Russell Westbrook fa cose da Westbrook (tipo, probabilmente, un’altra tripla doppia di media e anche una quadrupla doppia per non farsi mancare niente), sarà un vantaggio unico.

 

Russ è riuscito a portare la squadra ai Playoffs nel 2017 senza una riserva di livello, e anche se l’apporto di Ray Felton è stato apprezzato la scorsa stagione, Dennis Schröder potrebbe essere il pezzo mancante per una OKC che è stata a lungo la damigella, ma mai la sposa.

 

Con la mordente intensità difensiva che porterà il quintetto iniziale, i punti dalla panchina che saranno garantiti da Schröder e il sesto senso di Sam Presti nel pescare ali atletiche al Draft (incluso l'ultimo, l’acclamato Hamidou Diallo), i Thunder si stanno attrezzando per diventare una squadra competitiva nella spaventosa Western Conference del 2018-19.

 

Avrà perso la caratteristica toppa dorata a causa di un recente taglio di capelli, ma si tratta dello stesso Dennis Schröder che l’NBA ha imparato a conoscere.

 

Fortunatamente per i Thunder, è questo che importa.

 

 

 

 

 

 

© The 94 Feet Report

 

Questo articolo, scritto da Chris Guest per The 94 Feet Report e tradotto in italiano da Marco Cavalletti per Around the Game, è stato pubblicato in data 1 Ottobre 2018.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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