Devin Booker deve ancora fare il salto di qualità?

December 4, 2019

Anche quando si parla di un giocatore in grado di trasformare le sorti di una franchigia, questo processo non è mai così semplice come potrebbe apparire

 

 

©️ Bright Side of the Sun

 

 

 

Durante questa stagione, finora, Devin Booker si è dimostrato essere un buon soldato.

 

La superstar dei Phoenix Suns è coinvolta nel progetto della franchigia dell'Arizona e vuole fare in modo che tutto funzioni per il meglio. Ciò è ben visibile nel modo in cui affronta le partite e nei numeri che sta collezionando. Booker cerca sempre di mettere in ritmo i propri compagni ancor prima di sé stesso, collezionando circa 8 assist a partita e viaggiando con 10 punti di media nei primi tempi e 14 nei secondi. Condividere il campo con un veterano come Ricky Rubio non ne ha condizionato in negativo il modo di giocare, anzi, tutt'altro.

 

Da quando è entrato nella Lega nel 2013, Booker è migliorato tantissimo, ma ha anche speso importanti energie per cercare di capire come diventare un leader. Teoricamente, questi dovrebbero essere gli anni in cui un giovane talento dovrebbe migliorare il proprio gioco, imparare a conoscere meglio il campionato e ad assaporare cosa vuol dire iniziare a vincere; ma, soprattutto a causa dei continui cambiamenti avvenuti nella franchigia, tra allenatori e giocatori, questo non è potuto avvenire.

 

Le cose sembrano tuttavia essere cambiate. Come ama dire coach Monty Williams, ora Phoenix ha l’obiettivo di costruire un progetto che possa essere vincente e duraturo. Booker ha un ruolo centrale in quanto appena detto e ha il compito di prendersi maggiori responsabilità.

 

Al contrario di quanto sembrerebbe, i numeri di Devin, però, non sono cosi entusiasmanti. I Suns, ovviamente, sono una squadra migliore quando lui è sul parquet, ma l’attacco tende a calare di 0.6 punti per 100 possessi, e questo è ricorrente anche durante le sue migliori partite in termini realizzativi. Inoltre, difensivamente parlando, le cose non è che migliorino, anzi.

 

Eppure, non dovrebbe essere così. Durante la stagione passata, quando Booker condivideva il terreno di gioco con giocatori meno talentuosi rispetto a quelli di quest’anno, il suo on/off impact era tra i migliori dell’intera NBA. I Suns erano 7 punti per 100 possessi meglio quando Booker era in campo. E questo rende l'attuale calo qualcosa di misterioso.

 

L’impatto del prodotto dei Kentucky Wildcats è peggiorato nelle ultime settimane, mentre Phoenix riusciva a vincere solo due partite delle ultime otto. Dopo la sconfitta contro i Pelicans (124-121), coach Williams, interrogato sul numero di turnover e sulle decisioni di tiro/passaggio di Booker durante la partita, si è detto soddisfatto di quanto fatto dal suo giocatore, perché ha sempre tentato di fare la giusta giocata. Ha inoltre aggiunto che è fiero del suo atteggiamento, nonostante l’enorme pressione che debba costantemente affrontare.

 

L’allenatore ha poi fatto presente che i compagni di squadra potrebbero fare un lavoro migliore senza palla. Nel roster dei Suns sono pochi i giocatori in grado di prendersi e costruirsi tiri, ciò significa che la squadra fa ancora ampio affidamento sulle qualità di Booker e sulla sua capacità di attirare su di sé le attenzioni delle difese avversarie.

 

 

Qualche tempo fa Williams aveva dichiarato che una delle ragione principali che lo avevano spinto ad accettare il lavoro di head coach dei Suns era quella di poter lavorare con un giovane talento innamorato del Gioco come Devin, e il loro rapporto è sicuramente una delle poche certezze sulle quali questa squadra può fare affidamento. Ma torniamo a quanto detto precedentemente: la colpa delle sconfitte di Phoenix nell’ultimo mese è imputabile a Devin quindi? Al fatto che non si prenda abbastanza responsabilità nei momenti decisivi?

 

Tendenzialmente direi di no, anche se vi è la netta sensazione che, se si fosse comportato maggiormente da leader in alcuni frangenti, la squadra avrebbe vinto qualche partita in più. Il game analyst di Fox Sports Arizona, Eddie Johnson, ha fatto più volte presente una situazione abbastanza ricorrente in questa stagione, ossia la tendenza di Booker a rinunciare a quelli che per lui sarebbero buoni tiri, per servire i propri compagni con più spazio. Ovviamente si tratta di giocate che sulla carta sono assolutamente corrette, ma non si considera il fatto che un “buon” tiro per Devin possa essere comunque molto meglio di un “ottimo” tiro per qualunque altro compagno, o quasi.

 

Parlando di cose positive, invece, il passo in avanti più consistente che abbiamo potuto notare nel gioco di Booker è il suo attacco in semi-transizione, prima che la difesa avversaria possa schierarsi. Un upgrade nell’atletismo e soprattutto nel modo di farne uso da parte del giovane classe ’96 che non si era mai visto nelle passate stagioni.

 

 

Quest'nnata ha regalato a Booker una squadra  in grado di supportarlo maggiormente. Ma la sospensione di DeAndre Ayton e nelle ultime settimane gli infortuni di due giocatori chiave come Ricky Rubio e Aron Baynes hanno fatto venire meno il contributo del supporting cast.

 

Lo Usage Rate di Devin è ora al 28%, un filo inferiore a quello di Pascal Siakam e Spencer Dinwiddie, due giovani trattatori della palla e creatori di gioco che stanno portando avanti due team che, sulla carta, potrebbero non essere in questo momento a un livello così diverso da quello di Phoenix. La sensazione è che Booker possa fare di più. Se l’obiettivo di quest’anno è iniziare a costruire un nuovo ciclo, serve qualcosa d'altro da parte di Devin. Quando i Suns saranno al completo, la sua aggressività come scorer dovrebbe tornare a risultare vitale.

 

Tutte le sconfitte che sono arrivate nell’ultimo periodo evidenziano che il modo in cui Booker sta giocando ultimamente non stia aiutando la squadra in termini di risultati; e, allo stesso tempo, le vittorie ottenute in precedenza dimostrano come sia incredibile il suo impatto quando riesce a dare il massimo nella metà campo offensiva.

 

 

 

 

 

 

 

©️ Bright Side of the Sun

 

Questo articolo, scritto da Brendon Kleen per Bright Side of the Sun e tradotto in italiano da Andrea Campagnoli per Around the Game, è stato pubblicato in data 1 Dicembre 2019.

 

 

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