Dillon Brooks, il futuro dei Grizzlies

April 6, 2018

 

© The Oregonian, Portland / TNS

 

 

Tra sconfitte, guadagni e coach per i quali ha giocato, la vita di Dillon Brooks è completamente cambiata. "Ho molti più soldi, ma è un lavoro completamente diverso rispetto al passato".

 

Un anno dopo che la sua carriera da All-American con Oregon finisse alle Final Four, Dillon era nel spogliatoio degli ospiti del Moda Center tentando di elaborare gli alti e i bassi della NBA. Con 28 punti segnati, è rimasto ad uno solo dall'eguagliare il suo career high, ma non sono serviti ad evitare la sconfitta numero 56 della sua annata da rookie con i Memphis Grizzlies, che hanno dovuto inchinarsi 113-98 ai Portland Trail Blazers.

 

Brooks è diventato una delle pochissime note positive di una Memphis in grande difficoltà, situazione che gli ha permesso di avere più opportunità per giocare ma meno per vincere. Esempio lampante è quello della partita contro i Chicago Bulls, in cui la guardia dei Grizzlies ha messo a referto 20 dei suoi 29 punti nell'ultimo periodo di gioco. Il tutto non è servito a Memphis per evitare la 17esima sconfitta consecutiva, che alla fine arriveranno ad essere addirittura 19 con la conseguente matematica esclusione dai Playoffs. 

 

Dopo essere andato in doppia cifra in 12 delle sue prime 41 partite nella Lega, Brooks ci è riuscito in ben 28 delle ultime 36, inclusa la partita di sabato scorso, in cui tirando 11/26 ha messo a referto 28 punti. In queste 36 gare è quinto tra i rookie per minuti giocati (30.2) e settimo come media punti (13.6).

 

Per dare un tono più credibile alla conferenza stampa post partita in cui il coach dei Grizzlies J.B. Bickerstaff ha parlato di segnali positivi, ha dovito cavalcare le prestazioni di Brooks:

 

"Bisogna elogiare l'impegno che il ragazzo ci sta mettendo, la sua abilità nel segnare, anche tiri molto difficili, e la durezza con la quale gioca".

 

Infatti di durezza, nella sua stagione da rookie, ne ha avuta molta, sia dal punto di vista fisico che mentale. Nelle prime sei partite i Grizzlies avevano un record di 5-1 e Brooks forniva grandissima energia e freschezza dalla panchina. Già alla nona partita stagionale è partito in quintetto, per poi essere decisivo due partite dopo, con una palla rubata e una grande difesa negli ultimi minuti della partita giocata al Moda Center, di fronte agli occhi del suo ex coach Dana Altman.

 

Ma la felicità è stata passeggera. Dopo 19 partite è stato licenziato coach David Fizdale e da allora molte cose sono cambiate: la franchigia che ha fatto del grit-n-grind il suo cavallo di battaglia ha deciso di abbandonarlo, non facendo giocare nei minuti finali di partite punto a punto giocatori importanti come Marc Gasol, dando invece spazio ai giovani.

Brooks ha giocato 77 partite fino ad ora, tante quante ne ha giocate sommando le sue stagioni da sophomore e junior ad Oregon. Essere pronto a livello fisico, giocando così spesso e per così tanti minuti, è la sfida più difficile nella transizione dal College.

 

"Spostarsi in continuazione, doversi sempre adattare a nuovi posti e giocare ogni notte 30 minuti è davvero dura. Sto tentando di provare che merito di far parte di questa Lega, provando ad imparare ogni giorno sempre qualcosa in più, diversi modi per segnare e liberare i compagni. Quest'anno dovrà essere propedeutico per il prossimo, in cui la squadra sarà davvero molto forte".

 

 

Dillon viaggia a 10.4 punti di media, decimo tra i rookie e primo tra tutti i second rounder. La guardia di Memphis, 45esima scelta dello scorso Draft, dice di volersi confrontare con chiunque sia stato scelto prima di lui.

 

"C'è voluto tempo per arrivare a questo punto, tanta fiducia e tante opportunità. Sono davvero felice di essere qui a Memphis, i tifosi mi amano, i compagni mi rispettano e mi sto divertendo davvero molto. In più sto provando cose nuove, tentando di abbattere quel muro fatto di paura con cui molti rookie devono fare i conti, essendo posti di fronte a grandi campioni e grandi palcoscenici. Una volta superato, ritorni al punto in cui pensi a come stai giocando e come puoi migliorare, se hai dei grandi veterani al tuo fianco il tutto diventa molto più semplice".

 

Dopo aver sbagliato i suoi primi tre tiri domenica, Brooks ha messo una tripla da 12 metri di tabellone alla fine del primo quarto. Un suo jumper dalla media distanza ha portato i Grizzlies a -10 con 4:19 sul cronometro dell'ultimo quarto, per poi tornare in difesa con uno sguardo arrabbiato che ricordava quello tipico delle sue tre stagioni ad Oregon. Ma da quel momento in poi i Grizzlies hanno smesso di segnare e con il carrer high a portata di mano, Brooks ha sbagliato i suoi ultimi quattro tiri.

 

"Ho fatto una buona partita sotto il punto di vista realizzativo, ma la vittoria era quello che importava di più".

 

 

 

 

 

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