Dopo l'estensione di Gordon è il momento di PJ Tucker?

September 5, 2019

 

© earlybirdrights.com

 

 

La notizia è balzata fuori in tarda serata del 30 agosto, ma non si tratta della tipica notizia lanciata prima del fine settimana, destinata ai cestini: gli Houston Rockets ed Eric Gordon hanno trovato l’accordo per prolungare il contratto di quattro anni, aggiungendo 75.57 milioni di dollari all’attuale guadagno del giocatore (stando a quanto riporta Jonathan Feigen di Houston Chronicle).

 

I dettagli dell’affare sono filtrati durante la notte, con l’annuncio di Adrian Wojnarowski riguardo la non garanzia per la stagione 2023/24. Gordon può far si che rimanga anche per quella stagione, con un ingaggio di quasi 21 milioni di dollari, se dovesse nel mentre partecipare ad un All-Star Game o vincere un anello. Presumibilmente esiste un’altra data-termine riguardo il prolungamento per l’ultimo anno se non dovesse raggiungere uno degli obiettivi prima della stagione 2023-24, ma non vi sono ancora notizie al riguardo.

 

75.57 milioni di dollari era il massimo che Houston potesse offrire a Gordon. L’accordo prevede un rialzo con un salario del 120% rispetto alla stagione 2019/20, e suddetta cifra salirà dell’8% durante il corso del contratto, per salari di $16.87, $18.22, $19.57 e $20.92 milioni in quattro anni, iniziando di fatto nella stagione 2020/21. In conseguenza a durata ed ammontare dell’accordo, Houston non potrà scambiare Gordon per almeno sei mesi. A meno di incredibili imprevisti, Gordon rimarrà in squadra almeno fino alla fine della prossima stagione.

 

Eric Gordon compirà 31 anni il prossimo Natale, quindi il suo prolungamento ricoprirà le stagioni tra i 32 e i 35 anni d’età, anche se l’ultimo anno di contratto è garantito fino a 34 anni e cesserebbe d’esistere se Gordon dovesse deludere sul campo o subire gravi infortuni. Se i Rockets dovessero essere al limite delle spese per l’ultimo anno, ciò significa che Gordon sarà ancora produttivo a livello commisurato al suo ingaggio di quasi $21 milioni, avendo ottenuto una partecipazione all’All-Star Game o vinto un anello; e sarebbe una manna per Houston, che pagherebbe volentieri quell’esborso visto il rendimento di Gordon.

 

Pur avendo superato i 30 anni, Gordon ha dimostrato di essere un elemento chiave in una delle migliori squadre della Lega degli ultimi tre anni. Il tiro sta alla base del suo stile di gioco - infatti può mettere a segno tiri da ben oltre la linea dei tre punti, ampliando di molto l’area di tiro dell’attacco texano. Inoltre, Gordon è dotato di ottima abilità nel finalizzare a canestro. È molto forte nel trattamento della palla ed è capace di dribblare i difensori fino ad arrivare a canestro, particolarmente in fase di transizione. Inoltre, è un valore aggiunto in difesa, e pur essendo leggermente sottomisura è eccellente col suo lavoro in isolamento e situazioni di post-up. Non ha riportato spesso statistiche eccellenti sul versante difensivo, ma Houston ha giocato molto bene in difesa con lui in campo nelle ultime tre stagioni, o comunque meglio di quando non gioca.

 

Recentemente è stato scritto riguardo un suo possibile approdo ai Portland Trail Blazers, che sarebbero stati interessati a lui se avesse optato per la free agency nel 2020. In questo caso, il suo profilo difensivo, compatto e forte, sarebbe calzato a pennello per questa versione della Western Conference meglio che in precedenza. In particolare, la sua abilità nel difendere le migliori ali della Conference è adesso impreziosita dalla partenza di Durant e dal contemporaneo arrivo di Kawhi Leonard: Durant non ha mai mostrato grosse difficoltà al tiro contro Gordon, mentre il gioco di Leonard si basa più sulla forza e sull'avvicinamento a canestro. Gordon difenderebbe meglio su Leonard che su Durant, anche se i Rockets conterebbero su di lui in qualunque situazione.

 

 

Invecchiando, la sua abilità nel fronteggiare questo tipo di giocate potrebbe diminuire, ma non troppo poiché non conta solo su velocità ed agilità in entrambe le fasi di gioco. Comunque, avrà sempre a disposizione la forza e il tiro da tre, ben più che un valore aggiunto per strappare il prolungamento dell’ultimo anno. Probabilmente potrebbe sacrificare alcune giocate in transizione o a canestro a favore di un numero maggiore di tiri dalla distanza, ma la sua efficienza e volume di tiro oltre l’arco dovrebbero sopperire alla sua perdita di atletismo.

 

Con un altro anno giocato ai livelli dei precedenti tre, Gordon avrebbe potuto ottenere anche più anni di contratto la prossima estate, ma il fatto che i Rockets gli abbiano offerto il massimo possibile (in termini di durata e salario) dovrebbe mitigare ogni preoccupazione. La storia di Gordon con gli infortuni, poi, non è tra le migliori: pur non avendo avuto grossi problemi con i Rockets, era da tenere in conto nella scelta di firmare questo accordo un anno prima della free agency 2020. Houston è pronta a raccogliere i frutti, anche se consapevole di poter vedere scemare con l’età le qualità del giocatore, o che i suoi problemi d’infortuni tornino ad affliggerlo come in passato.

 

Le ottime caratteristiche da tre punti e a livello difensivo, unite alla sua capacità nel possesso palla e nelle conclusioni al ferro, fanno di Gordon una delle migliori guardie dell’NBA di oggi. Toglierlo dalla free agency 2020 peggiorerà di molto la prossima estate, in quanto non saranno presenti né un gran numero di team capaci di spendere molto e ottenere All-Stars, né un numero rilevante di giocatori in grado di poter richiedere certe cifre.

 

I Rockets saranno allora orientati sul nucleo formato da Harden, Westbrook, Capela e proprio Eric Gordon. Il totale dei loro ingaggi andrà ad aggirarsi attorno a $500 milioni per i prossimi quattro anni, con praticamente nessuno spazio salariale libero (senza trade). Houston “ballerà” sul limite della luxury tax nel futuro prossimo e dovrà aggiungere talento ai margini della squadra per migliorare le rotazioni.

 

Il prossimo punto per gli affari degli Houston Rockets è negoziare un potenziale prolungamento con PJ Tucker. Nelle ultime due settimane Tucker ha espresso il suo disappunto riguardo il prossimo rinnovo con i Rockets, lamentando di essere uno dei giocatori più sottopagati della Lega negli ultimi due anni. Tucker ha firmato un contratto da quattro anni nel 2017 che prevede un salario basso per la stagione 2020/21; adesso che ha superato i primi due anni di permanenza nel team gli sarà possibile firmare un prolungamento che lo porterebbe essenzialmente a fine carriera.

 

 

Osservando la situazione in termini di tetto salariale, l’età di Tucker rende più difficile per le due parti trovare un accordo sul prolungamento. PJ ha già 34 anni e ne avrà 36 alla fine del suo attuale contratto nel 2021, il che significa che un prolungamento contrattuale lo porterebbe alla Over-38 Rule, che Houston conosce bene dopo la firma di Nene nella free agency 2017, ma che permetterebbe comunque il prolungamento di Tucker.

 

In circostanze normali, Houston e Tucker potrebbero accordarsi per tre anni di prolungamento, portando a cinque stagioni il totale. È ciò che è stato appena fatto con Gordon, che ha un anno rimasto del suo attuale contratto e ne ha aggiunti quattro. Comunque, la prossimità di Tucker al 38esimo compleanno intimorisce i Rockets nell’offrire quel quinto anno - ogni contratto che includa la stagione 2023/24 deve essere essenzialmente ristretto e limitare i suoi guadagni annuali. Per questa ragione, qualsiasi prolungamento Tucker firmasse con i Rockets colmerà la durata fino al 2023. Questo accordo per due anni, che avrà inizio nel 2021, alla fine dell’attuale, dovrebbe portarlo a guadagnare fino a $20.88 milioni, se firmato prima che la stagione 2019/20 abbia inizio. A differenza di gran parte dei veterani, PJ non può firmare accordi durante la stagione, poiché possiede attualmente più di un anno di contratto. Aspettare fino al 2020/21 non aiuterebbe, dato che il prolungamento non lo porterebbe oltre la stagione 2022/23 a causa della Over-38 Rule, che si abbatte su prolungamenti da quattro o più anni, inclusi quelli restanti dal corrente accordo.

 

Oltre al fatto che un prolungamento a lungo termine sia impossibile in ottica di limite salariale, ci sono vari dubbi circa la volontà di Houston di prolungare fino al 2023. Ad un certo punto, l’atletismo che permette a Tucker di giocare da big man - a dispetto della sua statura - svanirà, rendendolo un peso anziché un punto di forza durante i Playoffs. Quel momento non è ancora arrivato, in quanto ad oggi PJ Tucker dimostra ancora di essere un giocatore fenomenale, ma questi sono dettagli da non trascurare.

 

D’altra parte, Tucker non ha molta esperienza in NBA quanta ne possiedono altri giocatori suoi coetanei, avendo giocato oltreoceano per cinque stagioni e avendo sostanzialmente iniziato la sua carriera in NBA dopo i 27 anni. Dal suo ritorno nella Lega del 2012/13 ha perso solo 9 partite e ha giocato il maggior numero di minuti in carriera durante la stagione 2018/19 e il 34esimo anno d’età. Il tempo trascorso sul parquet, poi, è sempre davvero ad altissima intensità, ma PJ sembra reggerlo perfettamente anche a questo punto della sua carriera.

 

Si teme che le dichiarazioni alla stampa di Tucker riguardo il suo possibile accordo possano influenzarne la permanenza in spogliatoio. Se onestamente dicesse di essere scontento, ci potrà essere motivo per i Rockets per prendersi cura di lui e lasciare la squadra concentrata sull’obiettivo comune. Prolungare fino al 2023 lo porterebbe drasticamente ad una sottopaga per i prossimi due anni; un accordo di quattro anni sarebbe stato un peso da $37.20 milioni se fosse stato free agent quest’estate. Sarebbe forse sbagliato in ottica mercato, in quanto i Rockets lo hanno già sotto contratto per due anni con un ingaggio poco elevato, ma se dovesse lamentarsi ancora del suo ingaggio...

 

 

 

 

 

                                                                                                  

 

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Questo articolo è stato scritto da Jeff Siegel, pubblicato su earlybirdrights.com in data 31 agosto 2019 e tradotto da Marco Marchese per Around the Game.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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